A lavoro in bici: in Francia ti pagano

Ai dipendenti francesi converrà lasciare la macchina in garage. Un chilometro sulla "due ruote" farà guadagnare loro 25 centesimi netti

Andare in bici non farà solo bene alla salute, ma anche al portafogli. Almeno nel Paese di Francois Hollande la cui ex moglie, l’attuale ministro dell’Ecologia, Ségolèn Royal, ha deciso di dare il via a una misura eco-friendly specificamente dedicata ai lavoratori francesi. Chiunque dimostrerà di raggiungere il posto di lavoro “a bordo” della propria bicicletta, potrà beneficiare di un bonus di 25 centesimi a chilometro percorso. Come dire che se l’ufficio si trova a 4 chilometri da casa, il signor Martin potrà mettere in tasca, a fine mese, quasi 50 euro in più. Ovviamente esentasse.


L’iniziativa – che era stata inaugurata (in forma sperimentale) nel giugno del 2014 dal precedente ministro Frédéric Cuvillier – intende fornire il proprio contributo a una campagna di più ampio respiro che punta a ridimensionare l’uso di auto e di mezzi inquinanti nelle città francesi. Una lotta contro il traffico e lo smog che la Royal spera di vincere anche in questo modo. Ma chi pagherà i lavoratori in bicicletta? Le aziende per cui lavorano, che dovranno anche occuparsi della regolarità della procedura. Ovvero accertarsi che il solito signor Martin non cerchi di fare il furbo e non lasci la bicicletta dietro l’angolo dell’ufficio fingendo di aver percorso un lungo tragitto. Le stesse aziende potranno poi beneficiare di un indennizzo statale che, quasi sicuramente, si tradurrà nella possibilità di ottenere interessanti sgravi fiscali. Lasciare la macchina in garage e inforcare la “due ruote” potrà rivelarsi, insomma, un affare per tutti.



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