5 consigli per scrivere in maniera concisa

Occhio agli avverbi e alle formule ridondanti: chi impara a sfrondare, senza togliere nulla al senso, ha fatto centro

Avviso ai lettori: questo articolo tornerà particolarmente utile a chi, per lavoro e non solo, deve spesso scrivere. E si ritrova regolarmente “imbrigliato” in una rete di parole, formule ed espressioni che non riesce a governare. Scrivere, come parlare, è un’abilità che può essere migliorata col tempo. Basta avere chiaro in testa cosa si vuole comunicare e trovare il modo migliore per farlo, sforzandosi di ricorrere ad un codice che aderisca bene alle caratteristiche del pubblico che si vuole raggiungere. Sembrerebbe difficile, ma non lo è. Chi deve compilare studi o rapporti (o chi deve inviare mail di lavoro) non deve dare prova delle sue doti stilistiche, ma trovare il modo migliore per veicolare il maggior numero di informazioni in maniera efficace. Prendendo le mosse dal consiglio numero uno che, secondo molti esperti, è quello di scrivere in maniera concisa.

5 consigli per scrivere in maniera concisa

Cosa vuol dire essere concisi? Fare tesoro del famoso detto che recita: “Less is more”, ovvero: “Meno è meglio”. Sfrondare le frasi di tutti quei fronzoli che appesantiscono il testo, senza aggiungere niente, è la prima regola da rispettare. Seguita da quella che prescrive di selezionare con cura le parole. I testi brevi non sono necessariamente poveri. Anzi: chi impara ad economizzare su avverbi ed aggettivi, senza rinunciare alla brillantezza e all’efficacia, ha fatto centro. Ma come si fa? Il sito americano Grammarly ha messo in fila 5 consigli per scrivere in maniera concisa. Li abbiamo letti e rielaborati per voi.

1. Evitate le parole inutili

Esistono le parole inutili? Forse no, ma alcune di loro hanno la capacità (si fa per dire) di aggiungere poco o niente a quello che è già stato detto o scritto. Gli esperti suggeriscono di bandire dalle pagine formule ed espressioni “rinunciabili”, che rischiano solo di rallentare il ritmo di scrittura rendendola meno vivace. Qualche esempio? Avverbi come “in sostanza”, “davvero”, “in effetti” non impattano minimamente sul senso di quello che si vuole comunicare. Rinunciateci a cuor leggero, senza farvi assalire dai sensi di colpa, perché non partecipano a rendere il vostro testo più comprensibile. Così come, in linea di massima, non lo fanno espressioni come: “La stragrande maggioranza di…”, “Gli studi suggeriscono che …” o “Alcuni potrebbero sostenere che..”. Andate al sodo e ricorrete solo alle parole necessarie ed utili.

2. Tenetevi alla larga dalla ridondanza

Chi non è conciso è, per definizione, ridondante. Ovvero ampolloso, enfatico, prolisso. La ridondanza ostacola le frasi a scorrere fluidamente, creando qualche fastidio di troppo. Abbondare con le parole può affaticare il lettore: sforzatevi di non farlo. Chi scrive: “Adoro il colore blu dei suoi occhi” dimostra di essere (nel suo piccolo) ridondante. Che il blu sia un colore non sfugge ad alcuno, dove sta la necessità di precisarlo? Meglio limitarsi a scrivere: “Adoro i suoi occhi blu”, che risulta più conciso ed ugualmente efficace.

3. Sì alle parole ed alle frasi di transizione

Ci riferiamo a quelle parole ed espressioni che creano connessioni tra le frasi ed agevolano la comprensione del testo. Quali sono? Avverbi come: “comunque”, “ciò nonostante”, “al contrario”, che permettono di passare speditamente da un concetto all’altro. Ed espressioni come: “infatti”, “per esempio”, “come mostrato da”, che aiutano a capire meglio. Non fatene economia, anzi ricorretevi con una certa regolarità. Perché implementano la coesione e rendono tutto più comprensibile e sciolto.

4. Occhio agli avverbi…

Si tratta, probabilmente, del punto più spinoso: quello che solleva i dibattiti più animati. Per scrivere in maniera concisa, non dovete necessariamente dimenticarvi dell’esistenza degli avverbi, ma centellinarli con attenzione. Rifletteteci un attimo: molti avverbi servono solo ad enfatizzare il senso di quello che si sta scrivendo (o dicendo), ma non aggiungono nulla. Sbarrategli l’accesso perché il vostro intento è quello di comunicare il più possibile con il minor numero di parole. Perché scrivere: “Chiama solo se è strettamente necessario” quando potete cavarvela con un più asciutto: “Chiama solo se è necessario”?

5. … e a “C’è” e “Ci sono”

Gli esperti di Grammarly suggeriscono, infine, di tenere d’occhio le formule “c’è” e “ci sono”, che tendono a risultare sciatte e a far apparire pigro colui (o colei) che sceglie di utilizzarle. Non è del tutto sbagliato, soprattutto se si pensa che esistono delle valide alternative, capaci di preservare la scrittura concisa e di renderla più fluida e godibile. Un esempio? Chi mette per iscritto: “Ci sono tante ragioni che dovrebbero spingerci a scrivere in maniera concisa” non ha forse riflettuto sul fatto che avrebbe potuto optare per una frase del tipo: “Le ragioni per scrivere in maniera concisa non mancano”. Che scorre meglio (e si fa quindi leggere più agevolmente) e risulta meno banale e scontata.

Scrivere in maniera concisa vuol dire, in estrema sintesi, destinare la massima attenzione alla lingua. Rispettarla e valorizzarla come merita, evitando di svilirla o appesantirla. Se siete degli scrittori, non tenete in alcuna considerazione i 5 consigli inanellati sopra: avete un vostro stile ed è giusto che lo perseguiate fino in fondo. Ma se dovete scrivere mail o relazioni di lavoro, tenete a mente l’insegnamento di George Orwell: “Se è possibile eliminare una parola, fatelo sempre”.


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