4 comportamenti da evitare se non si vuole rischiare il posto

Rubare materiale aziendale, utilizzarlo oltre il buon senso per fini personali, sono comportamenti che possono farvi rischiare il posto di lavoro. E non sono solo questi due.

Sul posto di lavoro, a volte ci si abitua a comportamenti che non dovremmo tenere. Di solito, fino ad un certo punto sono tollerati ed il problema, molto semplicemente, non esiste. Superare il limite però può essere non solo rischioso, ma addirittura fatale. Ci sono almeno 4 comportamenti che è decisamente meglio non mettere in atto se non si vuole rischiare il posto e ritrovarsi quindi da un giorno all’altro senza lavoro e senza stipendio.


Cerchiamo di capire insieme cosa si può fare e cosa invece è meglio evitare. Vediamo inoltre quale è il limite di un comportamento generalmente tollerato ma che, dovesse sconfinare nell’esagerazione diventerebbe un boomerang in grado di fare molto male a chi l’ha inizialmente lanciato.

rischiare il posto

#1 Rubare materiale aziendale

Sembra superfluo dirlo, ma non lo è per niente. Se decidete di portare a casa il pc aziendale per finire un lavoro, ammesso che l’azienda ve lo permetta, sarete sicuramente visti positivamente. Il pc però poi lo dovete pure riportare. Se il pc non lo toccate ma prelevate periodicamente dall’armadio del vostro ufficio materiale aziendale perché “tanto qui ce n’è un sacco, chi vuoi che si accorga”. Ecco, beh, di solito qualcuno invece si accorge e la sua reazione non sarà delle migliori. Sicuri di voler rischiare il posto? Se quando staccate, vi restano un paio di penne in tasca per sbaglio e vi dimenticate di riportarle indietro, probabilmente non succederà nulla, probabilmente nessuno se ne accorgerà neanche mai. Ma se di penne ne mancano 10 a settimana e poi inizia a mancare anche un mouse, così come una chiavetta usb e via dicendo e, in un modo o nell’altro, di mezzo ci siete sempre voi, può essere che a breve qualcuno vi chiamerà, magari per l’ultima volta. E’ un rischio stupido e inutile, evitate di correrlo.

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#2 Parlar male dell’azienda o del capo sui social

Non si può fare, mai. Quindi non fatelo. Non si può scrivere che il vostro capo è “uno str… perché mi fa lavorare fino a tardi o non mi ha dato le ferie quando nel periodo che avevo scelto”. L’offesa, resta tale, sempre, anche se fatta in uno scatto d’ira. I social sono degli strumenti di comunicazione, nei quali, per giunta, la privacy, per natura stessa dello strumento, non può mai essere completamente tutelata, nonostante gli sforzi fatti dalle aziende che stanno dietro ai vari facebook, twitter, linkedin etc… Basta infatti un collega un po’ così che riporta, a voce o tramite foto dal cellulare, il vostro post, per mettervi nei guai. A monte di questo, c’è il fatto che non bisogna mai offendere, tanto meno in un luogo virtuale dove si ha un controllo limitato della diffusione di ciò che si posta. Tutto chiaro? Sì?

#3 Parlare troppo (e fare troppo poco)

Intrattenere le relazioni con i colleghi, aiuta certamente a creare un ambiente di lavoro sano e confortevole. Raccontarsi gli affari propri, se lo si vuole fare, con le persone con cui ci si trova meglio va benissimo. Questo però non deve andare a scapito del lavoro. Gli orari di quest’ultimo vanno rispettati, da una parte e dall’altra, ma anche quelli di pausa devono essere ugualmente rispettati. Se avete un’ora di tempo per mangiare, non va bene che stiate fuori un’ora e venti perché dovevate finire il discorso con la collega bella e simpatica o con il nuovo arrivato tutti libri e palestra. Alla lunga verrete additati come persone troppo occupate a parlare per fare il loro lavoro, quindi alla prima occasione, a fare quello che non fate voi, cercheranno di metterci qualcun altro.

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#4 Sfruttare risorse aziendali per vantaggi personali

Sul vostro portale preferito, c’è lo sconto della vita su quella cosa che da almeno sei mesi volete comprare, ma avete sempre reputato troppo cara. Stavolta, il prezzo è abbordabile, ma l’offerta dura solo due ore. Siete in ufficio e sono le 9 di mattina. Che fate? Lo usate il pc aziendale? Beh, la situazione è un po’ controversa, ma dato un occhio alla regole interne, se è permesso utilizzare il pc con parsimonia anche per scopi personali, è una cosa che si può anche fare. Se invece non è permesso, beh, non bisognerebbe farlo ovviamente, ma per 5 minuti forse nessuno ci farà caso.

Se invece avete bisogno di tre copie della tesi di vostro figlio, 250 pagine l’una, utilizzare senza permesso la fotocopiatrice aziendale è davvero meglio evitarlo. E’ infatti un ottimo metodo per rischiare il posto. E per perderlo. Sia in termini di tempo che di risorse il danno all’azienda non è irrilevante. Sopravvivrà lo stesso di sicuro, ma una volta io, una volta tu, una volta lei, una volta lui, la fornitura di carta raddoppia. In certi ambienti di lavoro ciò può costare anche il posto. Si tratta infatti di una sorta di appropriazione indebita, ovvero dell’appropriarsi, utilizzandoli, di materiale di proprietà altrui che non siete tenuti ad usare se non per fini esclusivamente lavorativi.



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