3 cose che i candidati possono imparare dai film dell’orrore

Meglio non isolarsi, non restare a guardare e non agitarsi troppo. I selezionatori non sono persone da cui bisogna scappare, ma interlocutori da conquistare

Siete degli appassionati dei film dell’orrore? Gli inseguimenti di assassini psicopatici e le urla disperate delle loro vittime vi procurano un certo divertimento? Bene, allora mettetevi comodi perché questo articolo fa al caso vostro. Specie se siete alla ricerca di un impiego. La correlazione tra le due cose potrebbe sembrarvi del tutto arbitraria, ma secondo Uniting Ambition (azienda britannica che fornisce supporto a chi cerca lavoro), non lo è affatto. E non perché i reclutatori possono essere così cattivi da mettere i brividi, ma perché i film dell’orrore presentano delle situazioni tipiche (o cliché) dalle quali è possibile trarre dei precisi insegnamenti. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

3 cose che i candidati possono imparare dai film dell’orrore

Forse non ci avevate mai pensato, ma essere degli appassionati del genere horror potrebbe procurarvi qualche vantaggio al prossimo colloquio di lavoro. Quando dovrete fare appello a tutto il vostro self-control ed impegnarvi a dare il meglio di voi per convincere i selezionatori ad assumervi. Non è un’impresa facile (specie se ad ambire al vostro stesso posto ci sono candidati altrettanto capaci e motivati), ma con i giusti accorgimenti e la dovuta preparazione, potrete concretamente sperare di portare a casa il risultato. Riguardate con attenzione il vostro film dell’orrore preferito e prendete nota di tutto quello che accade. Ci sono almeno tre insegnamenti che potrebbero tornarvi utili.

Non state a guardare

E’ un classico: il personaggio più passivo, lento e svogliato del film è sempre il primo a rimetterci la pelle. Tenetelo a mente quando siete alla ricerca di un lavoro e vi illudete che possa scendere la “manna dal cielo”. Non è assolutamente così: datevi da fare e non statevene con le mani in mano perché il mercato occupazionale (che è in crisi da un po’ di tempo) dimostra di non avere alcuna pietà per i candidati insolenti e pigri. Non vivete la vostra condizione in maniera eccessivamente negativa: non avere un impiego procura sicuramente grandi preoccupazioni, ma bisogna reagire ed andare alla ricerca di qualche opportunità interessante. Controllate i siti, comprate giornali specializzati, rivolgetevi alle agenzie di reclutamento e chiedete ad amici e parenti; se vi rimboccherete le maniche, qualcosa (presto o tardi) arriverà.

Non isolatevi

Avete presente le scene in cui i gruppi più o meno numerosi, che cercano di scappare da una situazione di pericolo, decidono di dividersi? Se siete dei cultori del genere, sapete già che non si rincontreranno mai più. E’ un cliché da cui potete ricavare un prezioso insegnamento: non isolatevi mai e cercate, anzi, di fare rete. E’ vero: la ricerca del lavoro è un’operazione individuale, ma se potete contare su una rete relazionale forte (ovvero se avete sufficienti conoscenze ed amicizie in grado di segnalarvi qualcosa di interessante), avrete più chance di trovare l’occasione che fa per voi. Chi sceglie di isolarsi finisce, quasi sempre, per pentirsene. Non sopravvalutatevi troppo (fare da sé, in certe circostanze, non ripaga affatto) e mantenere stretti i rapporti col mondo esterno.

Non perdete il controllo

Se il personaggio del film dell’orrore che state guardando si mette improvvisamente ad urlare ed inizia ad agitarsi e a sudare freddo, state certi che sta per rimetterci le penne. O per cadere nelle grinfie di un sadico aguzzino che (nel migliore dei casi) inizierà a torturarlo. Durante il colloquio di lavoro, cercate sempre di mantenere i nervi saldi e di mostrarvi padroni della situazione. I reclutatori che percepiscono (o constatano) l’agitazione del candidato tendono a farlo fuori. Perché pensano che non sia in grado di affrontare situazioni di stress. Essere inseguiti da un serial killer (con tanto di motosega accesa in mano) e farsi intervistare da un selezionatore (che può al massimo puntarvi una penna contro) non è esattamente la stessa cosa, ma la dinamica da tenere a mente è simile. Cercate di rimanere lucidi e mostratevi sicuri, tranquilli e controllati. Non è una mission impossible: basta allenarsi a casa e prepararsi a rispondere, con scioltezza, alle probabili domande del selezionatore.

Volete evitare che la vostra prossima intervista si trasformi in un “colloquio da incubo”? Bene, accendete la tv o andate al cinema perché la visione di un film (di qualsiasi genere) può regalarvi emozioni inaspettate e consegnarvi consigli preziosi. L’importante è distinguere la finzione dalla realtà: non illudetevi di essere dei supereroi e non convincetevi che i vostri selezionatori siano dei nemici da combattere. Preparatevi per bene ed affrontate la sfida con positività, dando prova di serietà, interesse e bravura. Ad aggiudicarvi il prossimo Oscar del lavoro, potreste essere proprio voi.


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