3 consigli per creare un clima positivo in azienda

Siate giusti, flessibili ed attenti: se darete il buon esempio, gli altri vi seguiranno a ruota

Immaginate di arrivare ad un party esclusivo, dove offrono solo champagne e cibo pregiato. Gongolate, pensando di aver fatto centro, fin quando non realizzate che gli  invitati si guardano di sottecchi e si rivolgono a stento la parola. La soddisfazione di essere riusciti ad entrare laddove a molti viene negato l’accesso cederà presto il passo alla voglia di darvela a gambe. E di trovare riparo in un contesto più accogliente, che potrà anche essere meno elegante, ma vi permetterà di stare a vostro agio. E’ una dinamica che può innescarsi anche al lavoro: per quanto i benefit e le retribuzioni possano fare gola, rimanere in un’azienda dove si respira aria pesante non è quello che si augura alcuno. Per essere produttivi, occorre stare sufficientemente bene con se stessi e con gli altri. Ne tengano conto i dirigenti di azienda che, oltre a far quadrare i bilanci, dovrebbero preoccuparsi di creare un clima positivo nelle loro imprese.

3 consigli per creare un clima positivo in azienda

Le giornate trascorse in ufficio (o in azienda) possono logorare, specie quando gli incarichi sono onerosi e le scadenze imminenti. A fare la differenza possono essere la permanenza in un ambiente confortevole e la consapevolezza di poter contare sugli altri. Non è una situazione tipica, anzi. In molti casi, gli ambienti di lavoro sono avvelenati da invidie ed ostilità più o meno latenti. E in molti altri, si è costretti a lavorare con un tasso di stress elevatissimo. I dipendenti che non stanno bene – a causa dell’ambiente inospitale in cui si trovano – faticano a concentrarsi e tendono a sbagliare, con più frequenza. Per non parlare di quelli meno “corazzati” che, a lungo andare, possono arrivare a gettare la spugna. Chi aspira a far crescere la sua impresa, dovrebbe evitarlo in ogni modo, impegnandosi a creare un clima positivo al lavoro. Come si fa? Partite da questi 3 semplici consigli.

1. Curate gli ambienti

Non occorre fare un restyling completo dell’ufficio né affidarsi alle istruzioni di un designer “di grido”; per rendere la vita meno dura ai vostri dipendenti, è sufficiente che gli ambienti siano accoglienti. Accertatevi che tutto sia ordinato e pulito e che gli impianti di riscaldamento e di raffreddamento funzionino come si deve. Non trascurate l’illuminazione: le luci non devono essere troppo forti (perché potrebbero abbagliare) né troppo soffuse (perché affaticano la vista). Sfruttate al massimo la luce naturale e seguite i suggerimenti degli esperti del settore. Che, molto spesso, raccomandano di utilizzare lampade fluorescenti tubolari T5, che hanno un’elevata efficienza, una buona resa dei colori e una durata considerevole (stimata intorno alle 5 mila ore). Un altro dettaglio che potrebbe contribuire a rendere l’ambiente più accogliente è il colore delle pareti. Di norma, si sceglie di puntare su tinte neutre e delicate (bianco, beige, crema, colori pastello), ma secondo alcuni addetti ai lavori, una buona idea potrebbe rivelarsi anche quella di dipingere le pareti dell’ufficio di blu o di giallo. Il primo dà un senso di pace ed aumenta la produttività; il secondo trasmette ottimismo e voglia di fare e favorisce la concentrazione.

2. Fate entrare la flessibilità in azienda

Avere la possibilità di lavorare in maniera flessibile può fare la differenza. Liberatevi dall’ossessione degli orari e concedete ai vostri dipendenti la possibilità di gestire il lavoro con maggiore autonomia. Se sanno di potersi allontanare per un paio d’ore dall’ufficio e di poter recuperare il lavoro perso, al loro rientro, affronteranno le giornate con più serenità. Cercate di andare incontro alle loro esigenze e riponete il cronometro nel cassetto. Nessuno vi chiede di trasformare l’azienda in un saloon del Far West dove a tutti è concesso di entrare e uscire a loro piacimento; il consiglio è semplicemente quello di iniziare a pensare che non esiste un solo modo di lavorare. E che tutte le risorse vanno giudicate per i risultati che riescono a portare a casa. Fate entrare la flessibilità in azienda (anche in piccole razioni) e renderete il clima positivo e disteso.

3. Siate giusti

Non c’è niente che scoraggi di più un dipendente che avere la sensazione di non essere accettato ed apprezzato dagli altri. Se siete a capo dell’azienda, dovrete impegnarvi al massimo per fare in modo che le discriminazioni o gli atti di “bullismo” non producano effetti nefasti. Bisogna garantire a tutti una ragionevole dose di rispetto e di considerazione, a prescindere dal ruolo che si ricopre e dalle competenze che si posseggono. Un buon capo deve essere giusto: non può favorire né osteggiare nessuno. E soprattutto, non può farsi condizionare dalla simpatia o dall’antipatia che nutre nei confronti dei suoi dipendenti. I lavoratori vanno valutati per quello che fanno, per il contributo che apportano alla crescita dell’azienda. Basatevi solo su questo, quando dovrete esprimere un giudizio sul loro conto. E ricordatevi che i complimenti vanno dispensati in pubblico, mentre i rimbrotti in privato. Impegnatevi a coltivare un clima di rispetto e di collaborazione e l’aria, in ufficio, si farà più lieve.

Per creare un clima positivo in azienda, occorre prestare tanta attenzione alle persone. Il legame tra il benessere dei vostri dipendenti e la qualità delle loro prestazioni è strettissimo. Sforzatevi di rendere l’ufficio un luogo confortevole ed accogliente e mostratevi positivi, empatici e professionali: se darete il buon esempio, spronerete gli altri a seguire le vostre orme. Un buon capo, che dimostra di tenere alla serenità dei suoi collaboratori, ha più chance di conquistarsi il loro rispetto e la loro affezione. Non sottovalutatelo.

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