2.200 euro al mese: reddito di base incondizionato al via a Zurigo

Dopo la bocciatura dello scorso anno, in Svizzera si torna a parlare del reddito minimo. Zurigo tenta il reddito di base incondizionato: 2200 euro ai maggiorenni e 550 ai minori.

Come forse qualcuno ricorderà, nell’estate del 2016, in Svizzera si tenne un referendum in cui venne chiesto a cittadini cosa ne pensassero dell’introduzione di un reddito minimo generalizzato. Una proposta questa, che fu bocciata, affossando l’iniziativa presa da una specifica parte politica. Ora però, la città di Zurigo ha ripreso in mano quella che in Svizzera da diversi anni si rivela essere una sorta di patata bollente, una questione in grado di dividere l’opinione pubblica.


Si chiama reddito di base incondizionato, e corrisponde a circa 2200 euro al mese, ovvero 2500 franchi (625, ovvero 550 euro per i minori), una sorta di soglia di povertà, per i canoni svizzeri. Il consiglio di Zurigo ne ha annunciato l’approvazione in via sperimentale, anche se ha specificato di volersi muovere “con i piedi di piombo”. Per l’entrata in vigore effettiva c’è comunque tempo due anni.

reddito di base incondizionato

Contrariamente a quanto accade in Italia, gli svizzeri non sono poi così propensi all’introduzione di una sorta di reddito di base. Al referendum dello scorso anno vinse infatti il No, con una percentuale quasi plebiscitaria, il 78%. Si trattava, in quel caso di erogare a tutti i maggiorenni 2250 euro al mese e 625 ai minorenni. Non solo, due anni prima ovvero il 18 maggio 2014, la Svizzera ha affrontato un altro referendum, quello sull’introduzione di un salario minimo: 4000 franchi, ovvero 3300 euro al mese. Uno stipendio coi fiocchi da noi, ma niente di eccezionale se rapportato al costo della vita in Svizzera.

Sembra che queste iniziative, oltralpe, riescano a svilupparsi più a livello locale che a livello nazionale, come dimostra la recente iniziativa della città di Zurigo riguardante il reddito di base incondizionato  e l’effettiva e ancor più recente attivazione di un salario minimo nel canton Ticino, 19 franchi l’ora, dando seguito alla votazione di un referendum svoltosi nel 2015. Va detto, in questo caso, che la questione del salario minimo in Ticino coinvolge anche i frontalieri, ovvero chi va e torna dalla Svizzera in giornata.

reddito di base incondizionato

E’ noto che il costo della vita in Svizzera non sia certo tra i più bassi ed è anche per questo che la cifra  proposta per il salario minimo corrisponde ad uno stipendio che in Italia ed in molti altri paesi europei è visto come una chimera ben poco raggiungibile. Tutto questo contribuisce a percepire la Svizzera come una nazione poco accessibile dall’esterno, dai tratti pressoché esclusivi. L’alto costo della vita non è infatti l’unica difficoltà da superare per chi eventualmente decidesse di trasferirsi nella patria del cioccolato e degli orologi.

Una questione direttamente legata è infatti quella del lavoro. Per potersi trasferire e vivere in Svizzera infatti, bisogna dimostrare di averne uno, ma anche conoscere bene la lingua e la cultura locali è fondamentale per poter richiedere la cittadinanza.

In ogni caso, l’esperimento locale avviato dalla città di Zurigo sul reddito di base incondizionato sta forse ad indicare che nemmeno una nazione che, legittimamente, è stata sempre, per così dire, un po’ sulle sue, riesce ormai ad essere completamente immune alle tendenze ed ai problemi sopraggiunti con la globalizzazione e la digitalizzazione, comprendendo conseguentemente come un concreto sostegno dall’alto potrebbe rivelarsi la soluzione migliore, prevenendo l’insorgere di questioni economiche e sociali piuttosto spinose.




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