15 cose da non dire mai ad un colloquio di lavoro (e perché)

Ci sono frasi infelici e confidenze personali assolutamente da evitare. Ecco le cose da non dire mai ad un colloquio di lavoro

Ci sono cose da non dire mai ad un colloquio di lavoro e che è meglio tenere per sé, pur pensandole ovviamente. Meglio essere cauti e riservati su ciò che si dice e sulle informazioni da condividere. Meglio imparare i trucchi per affrontarlo e mantenere l’attenzione sulle proprie qualità e sulle competenze richieste per quel posto di lavoro.


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Il selezionatore non è interessato alla vita personale del candidato, ai suoi programmi per le vacanze o ai motivi per i quali ha bisogno di quel lavoro. Ciò che vuole sapere e capire è se davvero ha di fronte a sé il miglior candidato possibile (e meglio qualificato) per quel posto di lavoro. A tal proposito va da sé che se si ritiene di non possedere proprio tutti i requisiti necessari per quella determinata posizione lavorativa, meglio non farne menzione.

Per le stesse ragioni, tra le cose da non dire mai ad un colloquio di lavoro meglio non confidare che ancora non si sa come arrivare al lavoro (mancanza di auto/mezzi), dove e a chi lasciare il proprio figlio, come organizzarsi con le vacanze o che l’orario di lavoro previsto proprio non combacia con le proprie esigenze.

Stessa considerazione per quanto concerne ciò che realmente si pensa riguardo al proprio attuale ( o ex) datore di lavoro. Ovviamente se ciò che si pensa è negativo e non ripetibile ad alta voce.

Ecco le cose da non dire mai ad un colloquio di lavoro. E perché.

  1. Odio il mio lavoro, davvero (odierai anche questo lavoro, una volta assunto?)
  2. Ho una vacanza in programma tra qualche settimana (aspetta di avere un lavoro, prima di chiedere ferie)
  3. Il mio capo è il peggior capo di sempre (allora parlerai male anche di questo capo, se le cose non vanno bene)
  4. Quant’è lo stipendio? (lascia sempre che sia il selezionatore a sollevare l’argomento)
  5. Le dispiace se rispondo a questa telefonata? (il cellulare deve essere rigorosamente spento)
  6. La prego, ho un disperato bisogno di questo lavoro (mai apparire disperati)
  7. Non ho tutte le competenze richieste ma imparo in fretta (meglio parlare di ciò che si ha)
  8. È scritto sul cv (sicuramente ma il selezionatore vuole sentirlo dire)
  9. Ho un appuntamento più tardi, ci vorrà molto? (la fretta non produce mai nulla di buono)
  10. Scusi, sono in ritardo (semplicemente non devi esserlo, mai)
  11. Bestemmie o spergiuri (ovvio)
  12. No, non ho nessuna domanda da fare (bisogna sempre avere una lista di domande da poter rivolgere al selezionatore)
  13. Ma di cosa si occupa l’azienda? (allarme rosso, sempre documentarsi giorni e giorni prima)
  14. I colloqui mi rendono molto nervoso (i selezionatori cercano autocontrollo e fiducia in se stessi)
  15. Non lo so (ah, peccato)

E infine va ricordato che anche dire troppo, inondare con un fiume di parole l’interlocutore (addirittura interrompendolo di continuo) è un atteggiamento altrettanto deleterio.

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