10 segnali che aiutano a riconoscere i dipendenti infelici (con infografica)

Chi sbuffa, si lamenta e si rifiuta di collaborare coi colleghi manda segnali inequivocabili, che fareste meglio a non sottovalutare

Se girando per le stanze del vostro ufficio, notate solo musi lunghi e facce stanche, allora vuol dire che qualcosa non va. Non sottovalutate la questione: una giornata storta può capitare a tutti, ma se il malumore diventa virale, il rischio che i vostri affari vadano a rotoli si farà più che concreto. Ormai lo sanno anche i bambini: quando i dipendenti sono felici e soddisfatti producono di più e quando sono scontenti e demotivati producono di meno. Ecco perché vi consigliamo di non abbassare mai la guardia e di cogliere, per tempo, i segnali che possono aiutarvi a riconoscere i dipendenti infelici. Che vanno avvicinati con tatto e sostenuti nel giusto modo. Vediamo come.

Cosa fanno i dipendenti infelici: 10 segnali che aiutano a scovarli

Il blog del consulente aziendale filippino, Guthrie-Jensen, ha dedicato un’infografica all’argomento, mettendo in fila 10 atteggiamenti o comportamenti sospetti, che dovrebbero suonare come campanelli di allarme alle orecchie dei dirigenti. Ve la proponiamo in versione originale, seguita dalla nostra personale rielaborazione.

Arrivano sempre in ritardo

Chi è giù di morale tende ad arrivare sistematicamente tardi al lavoro perché non ha alcuna voglia di sedersi alla scrivania o di interagire coi colleghi.

Si danno spesso malati

Se notate che i vostri dipendenti si ammalano con una certa frequenza (e non vi hanno comunicato alcuna patologia particolare), allora è segno che qualcosa non va. E che dietro le loro ripetute assenze si cela qualcosa che va al di là di un semplice raffreddore o di una momentanea indisposizione.

Sono sempre i primi ad andare via

I dipendenti infelici, che stanno malvolentieri al loro posto, contano le ore che li separano dalla fine del “supplizio” e sono sempre i primi a spegnere il computer e ad alzarsi dalla scrivania.

Non si impegnano più di tanto

Si limitano a fare solo quello che è strettamente necessario e non si preoccupano della qualità delle loro prestazioni.

Non si accorgono degli altri

I dipendenti infelici tendono a chiudersi nel loro “guscio” e mostrano il più completo disinteresse nei confronti dei colleghi, dei clienti e dei superiori che incontrano ogni giorno.

Non socializzano

Trovarli a chiacchierare con qualcuno alla macchinetta del caffè è praticamente impossibile; quanto alla loro partecipazione agli eventi e alle feste organizzate dall’azienda, c’è poco da dire: non hanno mai preso neanche lontanamente in considerazione l’ipotesi di andarci.

Diventano meno professionali

Quando sono infelici, i dipendenti cambiano atteggiamento, tendono a comportarsi in maniera meno corretta e a prestare scarsa attenzione alle regole aziendali.

Non vogliono lavorare con gli altri

Dal momento che fanno fatica a rimanere così tante ore in ufficio e sopportano a malapena i colleghi, i dipendenti infelici preferiscono starsene in disparte e lavorare da soli.

Sono sempre stanchi e affaticati

Chi sbuffa, si agita e si lamenta per la stanchezza accumulata manda segnali inequivocabili, che fareste meglio a non sottovalutare.

Non partecipano alla crescita dell’azienda

Sono talmente demotivati che non si preoccupano minimamente di coltivare delle loro ambizioni o di migliorare la loro posizione. Sono affetti da una profonda indolenza che non fa bene a loro né all’intera impresa.

I 10 comportamenti messi in fila nell’infografica parlano chiaro: i dipendenti infelici possono creare seri problemi all’azienda. Ecco perché non si può fare finta di nulla.

Cosa bisogna fare?

Il consiglio è quello di indagare con discrezione e di procedere con metodo. I vostri dipendenti potrebbero essere infelici per motivi che esulano dal lavoro e che non vogliono condividere con persone con cui non hanno sufficiente confidenza. Evitate di invadere la loro sfera personale ed aspettate che le cose si sistemino da sole. A farli arrivare con l’umore nero in ufficio potrebbe essere una crisi coniugale o la preoccupazione per una spesa importante da sostenere. Non siate precipitosi, una mossa scomposta potrebbe compromettere ulteriormente la situazione.

Solo nel caso in cui doveste notare che il malumore dei vostri dipendenti si protrae a lungo, convocateli per un faccia a faccia privato e cercate di capire se all’origine del loro malessere c’è una questione di lavoro. Mostratevi aperti e disponibili e manifestate la volontà di sostenerli. Fateli parlare ed ascoltateli con estrema attenzione: a ferirli potrebbe essere stato il comportamento di un collega o una vostra piccola disattenzione. Siate comprensivi ed evitate di sminuire il problema che vi viene riferito (a meno che non crediate che si tratti veramente di una sciocchezza o di un banale fraintendimento).

A far tornare il sorriso sul volto dei vostri dipendenti potrebbe bastare una vostra semplice manifestazione di interesse: dimostrate di avere a cuore il loro benessere e di tenere in grande considerazione quello che pensano e che  sentono. I dipendenti infelici, a volte, sono solo a corto di autostima e aspettano che qualcuno tendi loro una mano o dia loro un piccolo incoraggiamento. Fatelo voi, pensando al bene dell’intera azienda che ha bisogno di risorse felici, motivate e soddisfatte.

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