10 motivi per cui i dipendenti odiano il capo

Se i dipendenti odiano il capo, un motivo c'è. Anzi dieci. Scopri se rientri anche tu nella descrizione di questi punti e cosa fare per cambiare.

Se sei un capo e ti ritrovi nella descrizione dei dieci punti che seguono, allora sì i tuoi dipendenti ti odiano. Può darsi che ti stimino come persona e che in questo momento ti odino “solo” come superiore ma se non farai nulla per cambiare il tuo comportamento, allora ti odieranno anche dal punto di vista personale.


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image by Nomad_Soul

L’universo dei dipendenti è infinito e variegato. Il primo argomento di cui parlano quando sono tra di loro riguarda il loro capo e soprattutto se è un buon manager o un cattivo dirigente. Il buon capo è empatico e crea un feeling con i dipendenti ma soprattutto contribuisce in modo attivo allo sviluppo del potenziale del singolo e al suo avanzamento di carriera.

Molti dipendenti tollerano il comportamento di un pessimo dirigente. Ma se un bad boss persevera nel gestire il personale in modo pessimo, sarà presto odiato dai suoi dipendenti.

Se i dipendenti odiano il capo, un motivo c’è (anzi dieci)

1. Non sai bene cosa fare

Sei competente? Questo è il primo aspetto che i tuoi dipendenti notano del tuo lavoro. Li sostieni con tutto il carisma e la sicurezza di cui hanno bisogno? Devi mostrare loro che conosci l’azienda e i suoi obiettivi, che il loro lavoro fa parte di qualcosa di più grande, di un’unica organizzazione, finalizzata al raggiungimento di obiettivi comuni. Una delle cose peggiori che tu possa fare (se conosci in modo superficiale la tua mansione) è dare informazioni sbagliate ai tuoi dipendenti, salvo poi mentire quando vengono a conoscenza della verità.

2. Li tratti senza rispetto

Quando dimostri una mancanza di rispetto nei confronti dei dipendenti, denigri i loro sentimenti e offendi la loro autostima e la loro fiducia in se stessi. E ovviamente se li tratti senza rispetto non potrai mai aspettarti in cambio nulla di buono. Se non li ascolti, li interrompi e parli loro sopra, se sminuisci le loro idee, ignori i loro suggerimenti, li critichi ingiustamente, semplicemente si sentiranno non rispettati. Se li convochi all’ultimo minuto per una riunione senza neppure chiedere se avevano altri impegni, se non accordi delle ferie chieste seguendo tutte le regole o le annulli all’ultimo secondo, se assegni un lavoro con scadenza troppo ravvicinata e irragionevole, li stai trattando senza rispetto. E loro ti odieranno.

3. Al lavoro conti solo tu

Ecco perché spesso i dipendenti odiano il capo. Ti senti al centro del mondo sul lavoro? Pensi che tutto cominci con te e termini con te? Fai favoritismi e il tuo atteggiamento nei confronti di un dipendente dipende da quanto sia “accondiscendente”? Penalizzi invece chi è solito guardarti di traverso? Pessimo. Quando il manager pensa di essere il solo ad avere un valore sul posto di lavoro e di poter trattare tutti come pedine, i dipendenti se ne accorgono e per questo lo odieranno.

4. Sei uno sciocco (o perlomeno ti comporti come tale)

Sei sempre negativo, irragionevole, egoista. Ti comporti in modo sciocco e manipoli i tuoi dipendenti. Li maltratti e poco dopo ricominci a conversare con loro come se nulla fosse, giocando con la loro psicologia. Sei alla costante ricerca di approvazione e di plauso. Sei permaloso. Litigioso. Metti i tuoi dipendenti uno contro l’altro, offrendo un compenso più alto per il progetto migliore. Ecco, ora sai perché i tuoi dipendenti ti odiano.

5. Soffochi i tuoi dipendenti migliori

Certo anche i manager più pagati possono cadere in questo errore. Fiducia, parola chiave: averne nei confronti dei propri dipendenti migliori è fondamentale, esattamente come lo sforzo che loro stessi compiono negli anni per meritarsela. Trattarli sempre con sufficienza, sovrastarli con continui controlli e interferenze nel lavoro, soffocarli con la tua mania di controllo, non fa altro che mostrare la tua totale assenza di fiducia. E non riusciranno mai a dare il massimo di quello che potrebbero offrire.

Certamente, i nuovi dipendenti, quelli in prova, quelli che cambiano lavoro o acquisiscono nuove responsabilità, hanno bisogno di essere seguiti un po’ di più. Ma soffoca i tuoi dipendenti migliori e loro avranno un solo obiettivo: scappare via il prima possibile e più veloci che si può.

6. Non sai cosa fanno

No, non hai bisogno di conoscere tutti i dettagli tecnici del lavoro di ogni tuo singolo dipendente. Ma devi saperne abbastanza da essere in grado di guidarli. Devi confrontarti, parlare abbastanza spesso con loro da sapere se tutto va per il meglio o se ci sono sfide impegnative che stanno cercando di superare. I migliori dipendenti saranno affidabili e sapranno svolgere al meglio il loro lavoro: non dovrai sovrastarli ma imparare a delegare e a fidarti di loro (e ogni tanto passare a controllare quando nessuno ti vede). I dipendenti odiano il capo se vengono trattati come alunni alle elementari.

7. Ignori che abbiano una vita.

a) Ovviamente non sei tenuto a sapere nulla della vita privata dei tuoi dipendenti ma ignorare il fatto stesso che ne abbiano una è completamente sbagliato. Pretendere che lavorino fino a tardi, che siano sempre reperibili, che facciano regolarmente straordinari e smaltiscano carichi di lavoro eccessivi, non farà altro che stressarli. È ovvio sono lì per lavorare e devono farlo bene: ma non sono robot. Hanno preoccupazioni familiari, responsabilità nei confronti della loro casa, necessità di trascorrere qualche momento libero con gli amici o di fare un po’ di sport.

b) Il rovescio della medaglia: i tuoi dipendenti sanno perfettamente che hai una vita e controllano ogni tuo passo. Attenzione, i dipendenti odiano il capo perché: è perennemente abbronzato in inverno (per tutti i weekend in montagna che fa) ma a Natale non regala neppure un panettone; ad agosto si vanta di lavorare ma dopo che ha fatto due settimane di ferie sia a giugno che a luglio; nega sempre l’aumento ma cambia l’auto ad ogni compleanno (e sistematicamente si dimentica di quello altrui).

8. Non riconosci il loro merito quando questo è dovuto

I dipendenti migliori non lavorano solo in funzione del loro stipendio ma sentono propria l’azienda, sviluppano idee, avanzano proposte sempre orientate al miglioramento del clima aziendale o del fatturato. Ignorare questo genere di sforzi non è solo deleterio, è un vero e proprio reato. Riconoscere la validità di un’idea e portarla avanti senza mai dire a nessuno (soprattutto al proprietario o al direttore generale) che proviene da un dipendente in particolare (il “tuo” dipendente), sarà la garanzia certa del suo odio a vita per te.

9. Schiacci i tuoi dipendenti

Se è vero che un dipendente ha commesso un errore, va ripreso. Ma se tu gli passi sopra come un carro armato, allora non lo recupererai più. Se non ha raggiunto un obiettivo, se un progetto non è andato in porto e invece di andare a fondo nella ricerca delle possibili cause o di un fattore determinante (che magari era stato dimenticato), tu lo metti alla berlina e lo biasimi davanti a tutti i colleghi, ecco lui ti odierà.

10. Molto semplicemente, sei prepotente

Essere prepotente è un atteggiamento pessimo da tenere quanto gli altri sopra elencati. Ma espone ad un rischio molto più alto, perché apre la porta ad un altro tipo di considerazione. Chi è prepotente non lo è solo al lavoro ma sempre. Il giudizio quindi si estende anche alla persona e la stima diminuisce. Ma dove la stima finisce, comincia l’odio se ad esempio la tua prepotenza è anche fisica, se mentre discuti invadi la sfera personale del tuo dipendente, avvicinandoti troppo fisicamente.

Ma i manager “bulli” intimidiscono anche verbalmente, sottendono impercettibili minacce nelle loro parole, scherniscono con soprannomi o nomignoli ridicoli. Si potrebbero aggiungere altri esempi ma ad ogni modo i tuoi dipendenti avvertono questa forma di bullismo e per questo ti odiano.



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