Settori emergenti, iniziative e agevolazioni per autoimprenditorialità in Puglia

La nascita di nuove imprese come strumento di sviluppo e occupazione per i giovani, può essere un punto di partenza per superare la crisi, tutto ciò richiede da parte delle regioni e dello stato delle agevolazioni finanziarie e un collegamento tra formazione e la realtà culturale di un territorio. La Regione Puglia, attraverso iniziative capaci di coinvolgere i giovani nella nascita di nuove imprese e gli stessi lavoratori, con interventi di formazione, di qualificazione e di specializzazione delle competenze professionali ha cercato di dare alcune risposte in tal senso.

I settori emergenti

Tra i settori emergenti abbiamo quelli del turismo, dei beni e delle attività culturali ed ambientali, dell’industria e dei servizi, della tutela delle acque e del risparmio idrico, della gestione dei rifiuti e delle bonifiche e il temporary management. La recente esperienza sviluppata dall’Università del Salento con gli Uffici ILO e con i progetti mirati all’incubazione ed al potenziamento delle aziende Spin-off ha fatto emergere l’esigenza di comunicare al mondo economico e sociale circostante i risultati della ricerca e la disponibilità di innovazione. La costituzione di imprese Spin-off, il sostegno alle imprese innovative ed alle Start up, rappresentano un canale importante per il sistema produttivo. In tutto ciò la passione per il territorio, l’entusiasmo per il raggiungimento di massimi risultati in termini di qualità, d'innovazione rappresentano un elemento determinante da sfruttare in termini di occupazione, crescita e sviluppo.

I punti di criticità, le iniziative e le potenzialità delle imprese pugliesi

Il tessuto imprenditoriale nel Mezzogiorno è costituito da piccole e micro imprese a gestione familiare, che presentano diversi livelli di criticità (culturali, finanziarie, organizzative). Spesso, infatti, si tratta prevalentemente di imprese prive di personale altamente qualificato non in grado di sviluppare processi di innovazione e con scarsi rapporti con il mondo della ricerca. Per superarli è indispensabile sviluppare processi di innovazione in imprese che operano in settori tradizionali. In tal senso tra le diverse iniziative vi è la formazione di professionalità legate alla tradizione e alle ricchezze del territorio,che consentano di sfruttare, nicchie di mercato, contribuendo in prima persona a mantenere vive le tradizioni locali. E’ stato riservato un posto di riguardo agli Antichi Mestieri. L’artigianato, infatti, è alla base della tradizione pugliese. È per questo che con l’Assessorato alla Formazione Professionale ha previsto della attività volte alla riscoperta degli Antichi Mestieri, legati alla cultura e alle tradizioni locali.

In tal senso l’Università del Salento si è proposta di definire modalità organizzative e di cooperazione con tutti i soggetti intermediari della conoscenza presenti sul territorio Regionale e Nazionale e gli altri Atenei ; le Agenzie di Sviluppo, le Reti di Laboratori, i Centri di Competenza, i Distretti Tecnologici e Produttivi, i Poli di Innovazione, ecc. e del partenariato socio economico ed istituzionale, finalizzate alla messa a sistema di una vera e propria filiera della conoscenza e dell’innovazione attraverso il rafforzamento del sistema locale e regionale tra imprese, sistema scientifico, istituzioni di governo e partenariato socio-economico. L’implementazione di questo modello-cerniera tra ricerca, impresa e istituzioni ha lo scopo di creare nuovi virtuosi intrecci dinamici, differenziati, multilivello, in grado di ridurre le barriere tra una conoscenza orientata alla ricerca e una conoscenza imprenditoriale orientata al mercato, tenendo ben chiari obiettivi di natura sociale, economica e ambientale.

Autoimprenditorialità e agevolazioni in Puglia

Per ciò che riguarda l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità giovanile uno dei punti di maggiore difficoltà riscontrato dai giovani è legato al problema dei finanziamenti. In tal senso a livello nazionale e regionale esistono diversi bandi e leggi destinate ai giovani o alle categorie svantaggiate che intendono intraprendere questo percorso. Ricordiamo che il D.Lgs. 185/2000 con il lavoro autonomo, la microimpresa e il franchising, è ad oggi l’unico strumento che consente di ottenere finanziamenti per effettuare investimenti in svariati ambiti imprenditoriali in via anticipata e senza garanzie, prevedendo una restituzione della metà del concesso ad un tasso di interesse molto conveniente. Esaminiamo nello specifico alcune delle agevolazione rivolte alla nascita e al sostegno per le nuove imprese in Puglia (per chi volesse approfondire consultare il sito http://www.agevolazioni.puglia.it/).

1)TITOLO II “Aiuti agli investimenti iniziali alla microimprese e alle piccole imprese”

I beneficiari in tal senso sono imprese già attive iscritte nel registro delle imprese, ed operative. Il progetto minimo ammissibile è di € 30.000,00 e destinato per la creazione di una nuova unità produttiva; ampliamento ed ammodernamento; diversificazione produzione; cambiamento processo di produzione. Tra le categorie e settori ammessi abbiamo: le imprese artigiane, commercio, fornitura di beni e servizi. Le agevolazioni previste riguardano il contributo conto interessi e il contributo a fondo perduto. Il Contributo conto interessi permette il rimborso di parte degli interessi su un finanziamento erogato da una banca; tale rimborso viene effettuato, una volta ammesso il progetto al contributo, in unica soluzione in conto esercizio e non può superare il 30% per piccola impresa e 40% microimprese del totale dei costi ammessi. Sempre tale rimborso, non può superare il tetto massimo erogabile di € 400.000,00 per le microimpresa e 700.000 per le piccola imprese. Il Contributo a fondo perduto invece oltre al rimborso sugli interessi è previsto un contributo a fondo perduto su macchinari e d attrezzature nuovi di fabbrica pari 20%, con un tetto massimo di 50.000,00 euro I soggetti beneficiati hanno l’obbligo di apportare un contributo con mezzi propri pari almeno al 25% dei costi ammissibili

2) Titolo II – TURISMO “Aiuti agli investimenti iniziali alle piccole imprese operanti nel settore turistico”

I beneficiari sono imprese già attive e imprese iscritte nel registro delle imprese, ed operative. Il progetto minimo ammissibile è € 30.000,00. Tale cifra è destinata per ampliamento, ammodernamento e la ristrutturazione di strutture turistiche alberghiere (e servizi annessi quali bar, palestre, piscine e centri benessere), rinnovo impatto ambientale; recupero e restauro di strutture turistiche come trulli, case rurali, antiche masserie, torri, castelli, immobili in centri storici; realizzazione ed ammodernamento di stabilimenti balneari; realizzazione e/o gestione di approdi turistici; attività dei servizi connessi al trasporto marittimo e per vie d'acqua; Alberghi, Villaggi, Ostelli, Affittacamere, Campeggi; Noleggio di biciclette,imbarcazioni da diporto, attrezzature sportive e ricreative; noleggio di biancheria da tavolo –letto -bagno; attrezzature per manifestazioni e spettacoli; attività creative, artistiche e di intrattenimento; attività di biblioteche, archivi, musei ed altre attività culturali; parchi di divertimento e parchi tematici; discoteche, sale da ballo e simili; gestione di stabilimenti balneari.

Le agevolazioni previste sono le seguenti:

- Contributo conto interessi che permette il rimborso di parte degli interessi su un finanziamento erogato da una banca; tale rimborso viene effettuato, una volta ammesso il progetto al contributo, in unica soluzione in conto esercizio e non può superare il 40%. Le agevolazioni calcolate su importo massimo erogabile di 2.000.000,00 Euro.

- Contributo a fondo perduto su macchinari e d attrezzature nuovi di fabbrica pari 10%, con un tetto massimo di 100.000,00 euro. I soggetti beneficiati hanno l’obbligo di apportare un contributo con mezzi propri pari almeno al 25% dei costi ammissibili.

Tra gli start up destinati ai giovani e alle persone svantaggiate troviamo:

1.START UP – AUTOIMPIEGO – LAVORO AUTONOMO

Possono partecipare persone inoccupate, maggiorenni e residenti nei territori agevolati .Le attività finanziabili riguardano l’avvio di una nuova attività attraverso una ditta Individuale. Tra i settori ammessi: produzione di beni; fornitura di servizi;commercio.

Tra le agevolazioni previste :

- Finanziamento a tasso agevolato per gli investimenti è pari al 50% del totale delle agevolazioni finanziarie concedibili, e non può superare l'importo di € 15.494 (Il tasso di interesse è pari al 30% del tasso di riferimento vigente alla data di stipula del contratto di finanziamento in base alla normativa comunitaria .Il finanziamento a tasso agevolato è restituibile in cinque anni, con rate trimestrali costanti posticipate );

- Contributo a fondo perduto per le spese di gestione per il primo anno di attività , e non può superare € 5.164,57; contributo a fondo perduto per gli investimenti è pari alla differenza tra gli investimenti (ritenuti ammissibili) e l’importo del finanziamento a tasso agevolato. L’investimento complessivo non può superare i 25.823 Euro IVA esclusa.

2. START UP – AUTOIMPIEGO MICROIMPRESA

Anche in questo caso possono accedere persone inoccupate, maggiorenni e residenti nei territori agevolati. Le attività finanziabili riguardano l’avvio di una nuova attività mediante la realizzazione di una società di persone ( la società deve essere regolarmente iscritta presso la CCIAA, ma inattiva al momento della presentazione della domanda).Le iniziative possono riguardare la produzione di beni e la fornitura di servizi (il commercio è escluso).

Le agevolazioni sono le seguenti:

- contributo a fondo perduto per gli investimenti e un finanziamento a tasso agevolato che, complessivamente, possono arrivare a coprire il 100% degli investimenti ammissibili (il tasso di interesse è pari al 30% del tasso di riferimento vigente alla data di stipula del contratto di finanziamento in base alla normativa comunitaria. Il finanziamento a tasso agevolato è restituibile in un massimo di sette anni, con rate trimestrali costanti posticipate). Il contributo a fondo perduto sulle spese di gestione riguarda il 1° anno di attività. L'investimento complessivo non può superare i 129.114,00 Euro IVA esclusa.

Altre iniziative per i giovani e i disabili

Ricordiamo “Laboratori dal Basso”, la nuova azione di Bollenti Spiriti della Regione Puglia per aiutare le “giovani idee” a diventare imprese sostenibili. Lo scopo di Laboratori dal Basso è rafforzare le competenze dei giovani pugliesi che stanno realizzando o vogliono realizzare un’esperienza imprenditoriale e nello stesso tempo, intendono sperimentare una nuova modalità collaborativa “dal basso” per favorire la condivisione, la cooperazione e l’apprendimento e far crescere l’ecosistema pugliese della creatività e dell’innovazione. I Laboratori dal Basso (LdB) sono percorsi di apprendimento per giovani imprenditori o aspiranti imprenditori. Un LdB può riguardare un qualsiasi aspetto della creazione o dello sviluppo di impresa nei settori della tutela e valorizzazione del territorio, dell’economia della conoscenza, o dell’innovazione sociale. Può essere proposta da associazioni e microimprese, singolarmente o in gruppo, con sede operativa in Puglia, attive da non più di 5 anni e costituite in maggioranza da persone di età compresa tra 18 e 35 anni. Le proposte possono essere presentate in partnership con enti pubblici e privati che contribuiscano alla realizzazione del LdB. Le attività realizzate nell'ambito di un LdB sono gratuite e aperte a tutti. Chi intende proporre un LdB potrà presentare un’intenzione di interesse compilando il formulario on-line. progetti di LdB dovranno terminare entro e non oltre il 20 settembre 2013. L’azione è articolata in 3 diverse iniziative: Laboratori dal Basso; Testimonianze e Mentoring (attiva nelle prossime settimane). Tutte le informazioni e la modulistica per partecipare sono disponibili nel sito bollenti spiriti (http://bollentispiriti.regione.puglia.it/ )

Tra le altre opportunità destinate all’autoimprenditorialità, ricordiamo quella proposta dall’assessorato al Welfare, Elena Gentile, la quale ha predisposto per la Regione Puglia la pubblicazione di un bando per l’autoimprenditorialità rivolto alle persone con disabilità. A sostenere economicamente il bando, saranno le ammende pecuniarie che le aziende pugliesi hanno versato come sanzione per non avere assunto dipendenti con disabilità, così come previsto dalla legge 68 del 1999. “Abbiamo scoperto – ha rilevato l’assessore Gentile – un tesoretto inutilizzato di 4,5milioni di euro. Le imprese preferiscono pagare le sanzioni piuttosto che assumere personale con disabilità. Ed allora, queste risorse economiche da un punto di vista morale, etico e politico devono tornare ai disabili”. Secondo quanto previsto dalla legge 68/99, l’obbligo di assunzione degli appartenenti alle categorie protette grava sulle aziende pubbliche e private secondo diverse percentuali: aziende da 15 a 35 dipendenti (1 lavoratore disabile); da 36 a 50 dipendenti (2 lavoratori disabili); oltre i 50 dipendenti (7% di lavoratori disabili alle dipendenze). Le aziende che non rispettano la norma, dunque, dovranno pagare un’ammenda pecuniaria. E proprio da questo fondo che la Regione Puglia parte per sostenere le idee imprenditoriali di quanti vivono con disabilità motoria, visiva o psichica.

Cosa ne pensate di queste iniziative e agevolazioni destinate ad incentivare l’autoimprenditorialità? Qual’ è la vostra esperienza in tal senso e quali sono le vostre proposte o gli elementi critici da voi riscontrati nella realizzazione di un’impresa? Raccontateci la vostra esperienza.

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Giornalista specializzato in tematiche del lavoro e dell'occupazione

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