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Diventare cuoco


kucharici

Quella del cuoco è una professione di sicuro avvenire, vista la grande cultura gastronomica italiana unita ad una tradizione turistica culinaria risalente all’800.

La richiesta di cuochi è molto elevata e se si possiede la passione per questo settore, vale la pena conseguire una qualifica professionale per accedere al mestiere.

 

Infatti, il primo fondamentale ingrediente per intraprendere la professione di cuoco è senza dubbio una grande passione per la cucina, senza la quale è difficile pensare di lavorare nel campo.

Se si possiedono passione, creatività e buone doti culinarie, allora si può passare al secondo ingrediente fondamentale: conseguire una qualifica professionale. Prima di tutto occorre possedere il diploma di scuola dell’obbligo per accedere agli istituti professionali, gli IPSSAR, gli Istituti professionali di Stato per i servizi alberghieri.

Dopo i primi tre anni si prende la qualifica di come operatore di servizi di ristorazione e di cucina a cui segue un biennio post-qualifica, che si conclude con un esame di maturità come tecnico dei servizi di ristorazione per la figura del cuoco.

A questo punto, suggeriamo anche un percorso diverso ma altrettanto efficace, ovvero quello di fare, pur possedendo un diploma di diverso tipo, corsi professionali specifici, che possono durare un mese, due mesi, due settimane o meno. Sono molti gli enti di formazione, le scuole che rogano questo tipi di corsi ma quello che conta, in questo caso, come anche nel caso del percorso “scolastico” tradizionale, ovvero scuola alberghiera + post –qualifica, è l’esperienza, vero elemento di distinzione tra un cuoco professionista ed un cuoco alle prime armi. Riguardo le materie che si apprendono, negli istituti alberghieri e nei vari corsi professionali sono simili.

Nei primi è prevista una parte teorica basata su : legislazione igienico-sanitaria, dietologia, scienze dell‘alimentazione, eno-gastronomia, tecniche di conservazione e di trasformazione dei cibi e una parte pratica che si svolge nei laboratori di cucina. In questi laboratori si apprenderanno le tecniche per cucinare piatti regionali, nazionali, internazionali caldi, freddi, dolci e menu dietetici e si apprenderà a valutare la quantità di spesa da fare a seconda dell’occorrenza e quindi a gestire una cucina.

Si imparerà a conoscere bene i tempi, i principi nutritivi e i metodi di conservazione degli alimenti. Superato l’esame il diplomato IPSSAR potrà già lavorare come aiuto cuoco o apprendista e qui, è necessario dare alcuni importantissimi consigli. Prima di tutto, parlavamo dell’importanza dell’esperienza. Infatti, anche se si esce da questi istituti con la qualifica di cuoco, occorre fare un po’ dei gavetta necessaria a crescere.

Questo vale sia per chi si diploma presso un istituto alberghiero, sia per chi invece ha fatto dei corsi come cuoco professionista dopo un diploma qualsiasi, animato da passione e interesse per il lavoro.

Proporre la propria candidatura per lavorare in strutture alberghiere, ristoranti esteri e nazionali come aiuto cuoco, anche con una paga bassa, per cominciare e fare esperienza. Sono esperienze di formazione-lavoro importantissime, durante le quali ci si può specializzare facendo corsi di perfezionamento in determinati settori che hanno un loro segmento di mercato, ad esempio come esperto di banchetti e ricevimenti o esperto in cucina termale e dietetica. Per le esperienze privilegiare soprattutto strutture di un livello medio-alto.

Un altro modo per fare esperienza è quello di invitare spesso, magari ogni settimana, sempre più amici con cui mettere in pratica le ricette che si conoscono, partire da un minimo di 8-10 persone aumentando man mano gli ospiti, fino a venti o più persone. Quando si saprà cucinare perfettamente e destreggiarsi tra tutte queste persone allora si saranno apprese le tecniche fondamentali per il mestiere di cuoco. Inoltre, la presenza di amici è necessaria per raccogliere tutte le critiche possibili finalizzate al miglioramento e alla crescita professionale.

Occorre poi munirsi di tutti gli strumenti del mestiere, ovvero le pentole giuste, i coltelli e gli attrezzi da cucina. Fatto ciò e acquisita la giusta pratica, il campo di lavoro offre moltissime possibilità, dalle mense scolastiche alle tavole calde, alle pizzerie, ai ristoranti, trattorie, alberghi, in Italia e all’estero. Per cominciare il lavoro si può sia lavorare da dipendente che aprire un proprio servizio di ristorazione registrandosi alla camera di commercio della propria provincia al fine di ottenere una licenza di vendita.

Info utili:

www.confesercenti.it

www.cucinaprofessionale.com

www.gamberorosso.it

www.uiltucs.it

www.fisascat.it

www.alma.scuolacucina.it



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Archivio Commenti

Commenti  

 
#4 Gaia 2011-02-20 14:29
salve sono una ragazza di ventidue anni di Udine. Ho il diploma all'Istituto artistico. Vorrei iniziare una carriera come cuoco, però non saprei da che parte cominciare, vorrei un consiglio su alcune scuole professionali che potrei frequentare, rimanendo comunque a Udine. Grazie un saluto.
 
 
#3 Maria 2010-11-10 20:50
Ciao... sono Maria una ragazza che ,attualmente, si è laureaa in architettura ad aversa ( ce) ma che, da sempre, ha una gradissima passione per la cucina e vorrebbe che essa potesse diventare fonte del suo lavoro...
non conosco però le modalità per cui ciò possa accadere... vrrei capire come fare a diventare chef , qali sono le scuole di cucina migliori,soprat tutto nell'area partenopea...
Aspetto una sua gentile risposta...
Ciaoooo =)
 
 
#2 lara 2010-09-04 21:08
salve sono una ragazza di vent'anni di Alessandria al momento sto frequentando la facoltà di architettura ma da sempre ho una grande passione per la cucina, che per svariati motivi non ho potuto coltivare con una scuola alberghiera, infatti sono Geometra, adesso che ho 20 anni vorrei iniziare una carriera come cuoco, però non saprei da che parte cominciare, vorrei un consiglio su alcune scuole professionali che potrei frequentare, rimanendo comunque in piemonte o in liguria, sto cercando un po su internet ma è tutto un po conufuso.grazie per l'attenzione un saluto. Lara
 
 
#1 Scuola di cucina 2010-07-14 16:36
Fondamentale, inoltre, è un percorso che porti alla capacità di lavorare senza accumulare stress. La calma per un cuoco è una cosa importantissima.

L'aumento del carico cognitivo (e lo stress conseguente) porta ad errori, frettolosità, disattenzione.

La calma è importante perché solo con questa si possono risolvere piccoli inconvenienti, senza considerare che spesso il cuoco è un punto di riferimento per gli altri, quindi non può cedere.

Corsi che insegnino le tecniche, i criteri di organizzazione, il lavoro in sicurezza, la riduzione dello stress, quindi, sono fondamentali. Un cuoco non deve solo saper cucinare.
 

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