Lavorare nel turismo
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09 Nov 2009 - Andromeda Aliperta
Il settore del Turismo è oggi in forte espansione in Italia, le professioni relative a questo settore sono numerose, ma trovarvi lavoro non è facilissimo e ci vogliono una buona preparazione e titoli culturali, intraprendenza e spirito di sacrificio. Lavorare nel turismo non vuol necessariamente dire viaggiare molto, essere sempre all’estero, in albergo o mangiare negli aeroporti.
Certo è che la propensione a viaggiare è indispensabile, soprattutto per quanto riguarda il settore viaggi che al comparto turismo appartiene come categoria. Le professioni che appartengono a questo comparto sono molte e si può lavorare in strutture alberghiere, sciistiche, balneari, su navi da crociera, in agenzie di viaggio, le strutture che offrono la possibilità di lavorare sono notevoli. Ma come fare per lavorare nel turismo? Quali sono gli studi richiesti e quali le professioni possibili?
Per accedere alle varie professioni turistiche è necessario e avere un diploma di Istituto Alberghiero. Si tratta di studi professionali relativi ad Istituti di II grado che comprendono lo studio e la formazione ed hanno indirizzi diversi come ad esempio l’Indirizzo economico-aziendale del Settore Turistico/Ristorativi/Alberghiero che comprende tutti i lavori svolti in ambito turistico e alberghiero e quindi, cuochi, receptionist, operatori turistici,ecc.ognuno è specializzato per un settore in particolare.
Nel caso degli IPSSAR (Istituto Professionale di Stato per i servizi Alberghieri e della Ristorazione) il settore Turistico. C’è poi anche la laurea in Scienze del Turismo e anche numerosi master e corsi di formazione professionale che integrano le professionalità acquisite durante il percorso di studi superiori. Dipende dal percorso che vogliamo fare poiché per molti profili professionali la laurea non è richiesta ma basta il diploma e l’aver frequentato un buon corso di formazione. Lavorare nel settore turistico, comporta quindi sia la possibilità di viaggiare ma anche quella di organizzare i viaggi senza spostarsi dalla propria città, comporta anche la possibilità di adattarsi ad orari flessibili e a turni.
Visto che in Italia, il settore turistico è in continua crescita, questo comparto va incoraggiato e sostenuto in ogni modo e soprattutto per quanto riguarda l’occupazione, le tutele, i servizi, l’organizzazione generale, a partire anche dalla scuola e dalla formazione. Cito per esteso cosa è emerso dal Resoconto Convegno Rete Nazionale Istituti Alberghieri ( 20 marzo 2006): “il fenomeno Turismo, ( ed in particolare i suoi importanti settori ospitalità – ristorazione – servizio, che concorrono a costruire una realtà che costituisce una delle più importanti voci nei bilanci del nostro Paese, sia in termini culturali che occupazionali ed economici), è una realtà di primo livello che abbisogna di indirizzi strategici nazionali supportati da una formazione culturale e tecnico professionale specifica e conseguentemente di livello superiore, e quindi lo Stato, pur considerando le Regioni soggetti attivi e protagonisti, può e deve assicurare a tutti, nell'ambito di un settore così importante, condizioni culturali ed organizzative elevate ed omogenee, valorizzando le risorse e la ricchezza della nostra offerta; la crescente vocazione turistica del nostro Paese e la competitività internazionale rendono strategici gli Istituti Professionali Alberghieri, perché essi sono stati e devono essere ancor più domani una “ scuola del lavoro”, lavoro concepito come esperienza profondamente umanizzante, in grado di motivare i giovani, consentire la loro piena educazione, favorire il loro inserimento nella società in una prospettiva di apprendimento lungo tutto il corso della vita.”
Le proposte vertono soprattutto sulla necessità di evitare i tagli della recente riforma Gelmini per la scuola ma anche sull’idea di creare dei campus interni alle scuole dove gli studenti possano sperimentare e fare pratica in maniera consona e competitiva. Aggiungo i dati dello studio Tourism Satellite Accounting, avviato da Accenture ed eseguito da Oxford Economic Forecasting su previsioni effettuate su 175 paesi, da cui emerge che anche i peggiori eventi come lo Tsunami del 2004 non hanno compromesso il comparto turistico ma che nei prossimi dieci anni, il settore crescerà annualmente del 4,2% . Questo, in termini economici significa una forte ripresa e soprattutto occupazione. Le retribuzioni sono regolate dal Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore turismo , che prevede sette livelli in cui vengono accorpate le varie tipologie professionali e relativi stipendi. Ad esempio, un direttore tecnico di un’agenzia di viaggi può essere assunto con contratto di apprendistato e guadagnare all’inizio fino al 75% del suo stipendio, per poi essere inquadrato con un contratto di primo livello. Ecco un esempio concreto di CCNL di Direttore tecnico di Agenzia :
Tipo rapporto: Tempo Indeterminato
Istituto Previdenziale: Inps
Livello: 1
Paga Lorda Tempo Pieno: € 1.595,41
Retribuzione lorda: 1.595,41
Tratt. Previdenziali 146,62
Imponibile Fiscale 1.448,79
IRPEF lorda
Detrazioni
IRPEF netta
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Commenti
Mi sono appena laureata nel settore... l'altro ieri e ero in cerca di consigli.
Penso proprio tenterò il concorso.
Grazie mille!
Grazie.
In bocca al lupo! :-)
Mi trovo senza lavoro, a dispetto di tirocini laurea master e corsi vari