Posso bluffare sul domicilio se mi rendo conto che preferiscono un “domiciliato in zona”?
-
29 Ott 2011 - Redazione Bianco Lavoro
email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro
Ho 33 anni e da un paio di anni sono tornato vivere in Calabria in una zona (ahimè) a bassissima occupazione. Guadagno qualche spicciolo con dei lavoretti di consulenza su internet, ma nei precedenti cinque anni avevo lavorato a Padova, con risultati soddisfacenti ed avevo un buon lavoro. Sono laureato in scienze e tecnologie alimentari e visitavo le aziende clienti per descrivere tecnicamente i servizi dell'azienda per cui lavoravo, sempre comunque nel mio settore. Poi purtroppo la crisi si è fatta sentire, non hanno potuto tenermi, ho perso quel lavoro e non sapendo più come pagare l'affitto sono rientrato a vivere dai miei.
Ora mi rendo conto che in Veneto o comunque nel Nord Italia ci sono nuovamente spazi per professionalità come la mia e sto inviando diversi CV mirati, dichiarando in maniera esplicita che sono disponibile al trasferimento immediato (lo sono davvero, posso trasferirmi in meno di due giorni). Nonostante questo mi rendo conto che vengono favoriti candidati che sono già “in zona”, è venuto fuori in una telefonata in un caso ed in altri casi ho visto che hanno contattato miei ex colleghi rimasti a Padova e non me.
Claudio R. - Cosenza
Per Bianco Lavoro risponde il dr. Marco Fattizzo – esperto in Politiche del Lavoro
Buongiorno Claudio,
parto subito con la risposta secca (e secondo me esatta): No! Non sarebbe affatto terribile nel suo caso bluffare ed indicare come domicilio, invece del suo in Calabria, quello di un amico o conoscente nella zona in cui si candida. Anzi, le dirò di più, come domicilio può semplicemente indicare la città (Padova, ad esempio) senza specificare alcun indirizzo.
Mi rendo conto che consigliare di “mentire” nel CV e nella candidatura possa sembrare scorretto, ma nel caso specifico del domicilio vicino alla zona di lavoro non lo è affatto.
Ovviamente a delle condizioni molto rigide: essere realmente in grado di “domiciliarsi” in zona in tempi strettissimi in caso di assunzione ed essere disponibili a viaggiare per il colloquio anche più volte senza farsene un problema.
Il suo caso mi ha molto colpito poiché molti anni fa, poco più che neo-laureato, mi sono trovato in una situazione simile alla sua e desidero raccontarle come l'ho risolta.
Vivevo in Puglia ed ambivo ad un posizione aperta su Rimini nell'ambito delle Risorse Umane. Inviai il CV inserendo “Rimini” come domicilio, mi contattarono e fissarono l'appuntamento per il giorno successivo. Passai la notte in treno, la mattina ebbi appena il tempo di fare colazione e darmi una rinfrescata nel bagno del bar e via al colloquio.
Sembrava andato bene, “le faremo sapere entro alcuni giorni” mi dissero. Attesi la sera girovagando per Rimini, poi ripresi il treno. La mattina dopo, stazione di Lecce, appena arrivato, scendo dal treno e squilla il telefono, erano loro, il colloquio era andato bene e me ne fissavano un secondo per il giorno successivo con la responsabile nazionale che arrivava appositamente da Milano per conoscermi. “Certo, domattina alle 10 sarò da voi” risposi senza batter ciglio. La sera di nuovo in treno per altre nove ore di viaggio, la mattina colloquio e... andò bene, assunto, potevo iniziare dopo pochi giorni. Certo non fu semplice cercare un alloggio (di fortuna) e farmi spedire un pacco con qualche vestito rinunciando a tornare a casa per fare una valigia “seria”. Nei mesi successivi non ebbi problemi a raccontare ai miei selezionatori (divenuti poi colleghi) la verità e mi “confessarono” che avevo fatto proprio bene, poiché certamente avrebbero preferito una “persona che era già in zona” e bluffando avevo reso loro un servizio risolvendogli a monte il problema.
I problemi principali che si pone il selezionatore quando riceve il CV di una figura valida ma domiciliata a centinaia di chilometri di distanza sono: questa persona riuscirà davvero a presentarsi in tempi brevi per il colloquio senza crearmi problemi con orari, slittamenti, etc...? Ed in caso di assunzione sarà disponibile subito o dovremo attendere che cerchi alloggio e si sistemi?
Concludendo posso dirle questo: sul CV non va bene barare dichiarando doti che non si hanno o capacità mai acquisite. Se ad esempio dichiara di parlare “Tedesco” ma in realtà non sa nemmeno pronunciare bene Guten Tag... non va bene, la scopriranno velocemente. Ma se lei dichiara che parla tedesco ed in caso di assunzione lo impara alla perfezione in poche ore... allora tutto ok, a chi la ha selezionata non importerà nulla se sul CV ha bluffato, lei ora parla tedesco ed è questo che conta.
Ovviamente è una provocazione, una lingua non si può imparare in poche ore, un domicilio invece se si è dinamici e flessibili come mi pare che lei sia, può cambiare molto velocemente.
Un tuo commento è molto gradito! Puoi commentare come anonimo e senza registrazione (ma in questo caso i moderatori dovranno approvare il tuo commento) oppure (consigliatissimo) cliccando su "Posta come" e poi scegliendo "Facebook" (o anche altri account come google o yahoo).






Archivio Commenti
Commenti
In linea di massima non si può bluffare su abilità e titoli di studio. Su domicilio si (nelle condizioni descritte nell'articolo), come anche sull'essere automunito. Se lei ha la vespa e si dichiara auto-munito, poi quanto siamo -20º con neve e gelo raggiunge comunque il posto di lavoro, stia tranquillo che nessuno verrà a sindacare sul fatto che ci è arrivato un auto o in vespa...
Mentire sui titoli di studio poi, oltre che essere sconsigliatissi mo... è anche reato, quindi facciamo molta attenzione.
Bluffare sul domicilio è lecito; potenzialmente è lecito anche bluffare su un'abilità: ho insegnato ad usare il pc a mia cugina in una settimana: win e word mica oltre eh. Secondo l'autore della risposta, paradossalmente si può mentire su una lingua conosciuta. (bella provocazione: il mio tedesco è a livello sturmtruppen)
Allora la domanda è: su cosa si può bluffare e su cosa si viene sgamati?
Voglio dire: quasi ogni volta che sono stato assunto mi hanno chiesto il certificato di laurea! Be'si, sono laureato e non ho mai mentito, nemmeno quando ero solo studente. Sarebbe idiota: come ti giustifichi se non lo sei e dici di esserlo, al momento in cui vogliono il certificato?
Lo stesso vale per i certificati penali, che spesso alcune aziende chiedono. Non puoi mentire: carta canta.
Viceversa però, un paio di volte mi è capitato di incrociare persone che hanno dichiarato di aver lavorato in un tal posto dove avevo lavorato pure io e alla mia richiesta "ti ricordi di... personaggio notissimo in quel contesto" hanno glissato palesemente. Be'mi è scattato più di un campanellino!
Chi assume non può controllare che effettivamente il tale abbia lavorato in quell'altro posto. (privacy) Quindi, se ti mantieni sempre all'interno dello stesso contesto, chessò i callcenters delle telefoniche, puoi vantare esperienze che non hai fatto, senza sgami, se hai una bella faccia di palta.
Mi domando allora: su cosa si può bluffare tranquilli? Su cosa si può bluffare con un po'di destrezza? Su cosa scatta inevitabilmente lo sgamo?
(Via, confesso pure io: una volta dissi di essere assolutamente automunito e nel box avevo una Vespa 50 tirata su col nastro!)
L.C.
Abito al sud, e fino ad ora ogni amico o conoscente emigrato per lavoro ha dichiarato il falso sul domicilio, anche quando non avevano alcun appoggio nella realtà. Disposti a dormire pure in stazione sui cartoni pur di ottenere un colloquio nonché la possibilità di lavorare.
Inizialmente io ho preferito essere onesta, e dichiarare nella lettera di presentazione di non essere domiciliata in certe zone ma di essere disponibile al trasferimento o prossima al trasferimento. Ma dopo aver ricevuto l'ennesima telefonata che cominciava con un interesse per il mio curriculum per poi terminare con la solita storia del "ah ma noi volevamo qualcuno già presente in zona", ho capito che la mia onestà era un grosso, grosso errore.
Perciò ho modificato ogni curriculum, chiesto aiuto a chi è andato via prima di me, ed incrociato le dita.
Per Cristina:
ti capisco perfettamente, purtroppo. Sono donna anch'io, e mi verrebbe voglia di aggiungere "purtroppo" anche a questa cosa. Non sono sposata, e in caso di colloquio sto bene attenta a non dire di avere interessi sentimentali. Dichiaro sempre pubblicamente pure di non aver alcuna intenzione di sposarmi e mettere al mondo figli, e ormai è diventata anche verissima come cosa. L'eventualità di una maternità è vista spesso come un virus nel nostro caso, come fosse un handicap per il quale non si può nemmeno ambire alle categorie protette. Perciò ho rinunciato del tutto all'idea di avere figli in futuro. Anzi, ti dirò di più: se non fosse alquanto umiliante nonché poco professionale, lo scriverei come prima cosa sul curriculum vitae.
Sono calabrese e per essere più allettante mando curriculum con diversi domicili.... bologna, roma milano su tutti. Sono calabrese anche io e purtroppo questo è l'unico modo che ho per giocarmi le mie carte. La cosa bella è che dopo aver speso tanti soldi tra laurea triennale, laurea specialistica, Master Universitario di un anno in finanza, mi ritrovo oggi a spendere un altro botto di soldi solo di viaggi.
Nonostante tutti i sacrifici tipo, mettere l'abito nei bagni delle stazioni e fare viaggi in autobus di 12 ore andata e 12 di ritorno nelle sesse 24 ore.
E' veramente terribile,..... ... quasi un incubo che spero finisca al più presto. Grazie a voi mi sono un po tirato su (Mal comune mezzo gaudio...hi..hi ...)
io dovrei bluffare con l'età!!!!!!!!!! !!! dopo aver gestito per alcuni anni un distributore carburanti per una nota multinazionale ho chiuso: 2 centesimi al litro netti non mi permettevano di vivere, dovevo pagare per lavorare e così vai coi debiti!!! Ho 51 anni e non riesco più a trovare lavoro, è un incubo!
Ricordo quando una volta in fase di colloquio mi chiesero se non era lontana la sede di lavoro dalla mia abitazione?La risposta fu che non lo era visto che 30 km era la distanza che mi separava tra le due province, quindi o da una parte o dall'altra sarei dovuto andare..... presero loro la decisione per me insomma, anche se in quel caso volevano investire veramente molto poco per la risorsa.
Quello che ho imparato dopo due anni di colloqui è che bisogna sapersi vendere e come un venditore ti deve garantire quello che dice di poterti offrire e non quelllo che è o da dove viene.
la sua è una giusta e puntuale precisazione e la ringrazio. Specifico quindi che la mia risposta è data ad hoc a Claudio ed è valida per tutte le casistiche simili; ovviamente non può esistere un risposta universale valida sempre. Di volta in volta occorre trovare la miglior soluzione al problema. Anche per questo è sempre valido dire "cercare lavoro è un lavoro"! ;-)
PS sono un operaio carpentiere messo in mobilità a settembre 2011 e trovato lavoro in novembre 2011 dopo una cinquantina di CV quasi tutti senza neanche una risposta
credo che sia possibile bluffare con il proprio cv, è come dire una bugia a fin di bene... le difficoltà sono ormai reali e oggettive
per tutti, perciò se devo una dire una cosa non vera, ma che sò di riuscire in ogni caso a fare, va bene.
alle condizioni descritte nella risposta non ci dovrebbero assolutamente essere problemi. Tuttavia questo è un sito di informazione, non uno studio legale o una società di consulenza, per cui non siamo legittimati nè possiamo "assicurare" nulla! Possiamo solo consigliare ed orientare... Tenga presente che il domicilio non è la "residenza anagrafica" dichiarata ufficialmente sui documenti, ma semplicemente un luogo dove si stabilisce la base principale di interessi. Per cui tragga lei le conclusioni. Buona fortuna per il suo futuro lavorativo
purtroppo io vivo in provincia di Napoli, sono un neolaureato e sto cercando lavoro da svariati mesi, purtroppo senza risultato, a causa del mio domicilio.
Se mi assicurate che non sono previste sanzioni, sia penali che civili, nel modificare il domicilio, penso proprio che lo modificherò oggi stesso.
Attendo una vostra risposta,
ciao ciao
mi sono ritrovata in una situazione che consideravo assurda ma vedo che poi non lo è così tanto....
Lo scorso luglio sono stata chiamata da una società che aveva visionato il mio cv (dove avevo indicato la mia reale residenza) e dopo un'ora di colloquio mi han detto che andavo benissimo e che mi avrebbero richiamata per verificare contratto e inquadramento.
Com'è finita? Ho tutte le caratteristihe che cercano ma abito a Pavia e non a Milano... notare che nella loro inserzione non si parlava minimamente di residenza in provincia! ed ancor più da notare che Pavia e Milano hanno un interscambio di lavoratori non da ridere sia con i mezzi pubblici (che nn mi rifiuterei mai di usare) sia con mezzi propri (che ho ed avevo ben specificato ad i miei interlocutori!) ... se capisco bene avrei fatto meglio a dichiararmi milanese doc? Quando magari per lo stesso posto possono aver preso una persona con competenze nettamente inferiori alle mie?
Infatti io ho lavorato per otto mesi in un posto di lavoro distante 23 km dal mio paese,sono mancato per colpa della neve solo un giorno e mezzo,ma continuano a rifiutarmi le candidature quando vedono che non sono domiciliato nella zona di lavoro.
Questo credo sia per colpa di tante persone che abitando lontane fanno assenze dal lavoro con questa scusa,oppure dopo un paio di settimane danno le dimissioni perchè ne trovano uno più vicino.
Quindi le agenzie o le aziende per colpa di pochi penalizzano tutti,credo sia giusto mentire ma solo se si ha un effettiva possibilità di trasferimento in breve tempo.
Per quanto triste sia questa realtà, come conseguenza porta ad essere esclusi da colloqui ed eventuali opportunità lavorative, quindi meglio mentire a spada tratta su tutto quello che possa avvantaggiarci (purché sia facilmente realizzabile in seguito).
Purtroppo malgrado adotti questo sistema da tempo ed abbia fatto diversi colloqui, ancora non ho trovato lavoro ed ironia della sorte mi dicono che i miei titoli e le mie esperienze sono "troppo" e quindi niente lavoro... Ma è mai possibile che seppur voglia accontentarmi di un lavoro, meno retribuito, meno gratificante pur di lavorare, mi debba ritrovare a nascondere i miei titoli e le mie esperienze accumulate nel tempo?!?!?! è un paradosso a cui non trovo risposta ma con il quale mi trovo a fare i conti quotidianamente ...
É veramente triste che i selezionatori focalizzino la loro scelta sul domicilio, per motivi di rendimento professionale sul luogo di lavoro, senza sapere che, comunque, le attività extra orario lavorativo, per esempio la palestra tutti i giorni per due ore o altre attività intense sono pià stancanti per il giorno successivo dell'aver guidato per un'ora.
Ma non è solo questo il problema del CV... bisogna anche mentire indicando meno attività professionali svolte, oppure meno titoli di studio, altrimenti la persona "troppo preparata" viene esclusa a priori, perchè, in molte realtà è più preparata del titolare!!! Invece di approfittarne, escludono per la mediocrità.
Meditate titolari di azienda.
Sono cose inverosimili che per lavorare si deve fare un calvario..
per avere il diritto a un lavoro.
Distinti saluti
Giuseppe Bernardi
noto con piacere che non sono l'unica che pensa di mentire sull'indicazion e del domicilio nel cv. Io mi trovo nella vostra stessa situazione, sono laureata in lingue e da un anno mezzo non faccio che spedire e consegnare personalmente cv e fare colloqui che non vanno a buon fine. Io abito a Cento, a 30 km da Bologna e per quanto sia automunita, non c'è verso di trovare un posto di lavoro in cui chiedano il domicilio in prossimità del luogo di lavoro. Io ho deciso di inserire il domicilio a bologna e spero così di avere la possibilità di trovare un lavoro.
Ad ogni modo Concetta, penso che tu abbia ragione, è triste mentire per avere la possibilità di lavorare.
in bocca al lupo a tutti!!
TANTO LA MAGGIOR PARTE DEI PRESUNTI DATORI DI LAVORO BLUFFANO IN CONTINUAZIONE CON DIPENDENTI ED ASPIRANTI TALI QUINDI PERCHE' TU NON DOVRESTI FARLO? NON PARLIAMO POI DEI POLITICI CHE PERMETTONO TUTTO QUESTO.....CI RACCONTANO BARZELLETTE DALLA MATTINA ALLA SERA DA SEMPRE!!!
La signorina mi ha esplicitamente detto che mi avrebbero scartato a priori e mi ha fatto capire che se avessi avuto qualcuno lì, un appoggio, avrei avuto l'opportunità.
ECCO FATTO, ho spedito un email, con una lettera di presentazione dicendogli che non avrei avuto nessun problema a spostarmi ed a cambiare residenza e che comunque se ci fosse la possibilità di un lavoro avrei da chi appoggiarmi. Come vedi anch'io ho mentito , me ne pento ma non sò come devo fare , siamo arrivati a mentire per lavorare. Speriamo bene!!!