Come reagire alla perdita del lavoro
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24 Gen 2011 - Daniela Casciaro
Perdere il lavoro o la sola minaccia concreta di perderlo, rappresenta un vero sconvolgimento sul piano psichico. Può travolgerci il senso di fallimento, la convinzione di aver sbagliato in qualcosa e di non potercela fare ad andare avanti, insieme alla paura che gli altri, in fondo, non possono davvero comprenderci. La prima reazione è di rinchiudersi in un isolamento con un progressivo allontanamento dalla famiglia, dagli amici, perdendo il nostro contatto con gli altri e con la quotidianità.
Ma come uscire da una simile situazione? La parola d’ordine in questi casi è quella di “reagire”.
Reagire significa non chiudersi in se stessi e imparare a comunicare agli altri che si è perduto il lavoro e che si sta cercando una nuova opportunità di lavorativa. Comunicare l’esperienza permette di scaricare l’inevitabile frustrazione. In questi momenti bisogna intervenire senza farci sopraffare dalla disperazione, tenendo conto di alcuni piccoli ma fondamentali accorgimenti, che possono essere un valido aiuto per ricominciare.
Una delle prime cose da fare è quella di continuare ad avere cura del proprio aspetto fisico (ad esempio la barba sempre fatta, taglio di capelli a posto, un filo di trucco per le donne) stimola il riconoscimento del proprio valore e permette di mantenere con noi stessi un buon livello di autostima, oltre al fatto che curare il proprio aspetto fisico, aiuta a presentarsi in modo positivo ai colloqui di lavoro.
In questo momento inoltre è opportuno condividere il nostro tempo con chi ci valorizza, stimola le nostre iniziative, sollecita nuove idee e ci spinge ad andare avanti. Meglio evitare, chi ci compatisce e ci deprime, abbattendoci ancora di più.
Un’altra regola da tenere presente per ricominciare è quella di mantenere sempre una certa dose di umiltà. Non possiamo pretendere che gli altri sappiano in partenza che siamo bravi, perciò è indispensabile dimostrarlo mettendo tutto il nostro impegno in tutte quelle possibili attività che andremo a svolgere.
E’ opportuno ricordare che se l’iniziale ricerca del lavoro attraverso i diversi annunci o le Agenzie per l’Impiego non dovesse dare i risultati sperati, la comunicazione permette di fare “rete” con eventuali amici e conoscenti.
Creare una rete di ascolto può essere d’aiuto nell’alimentare il senso di speranza nel futuro, evitando il rischio della depressione e dell’isolamento provocato, solitamente dalla disoccupazione.
I forum di discussione possono rivelarsi un valido aiuto per confidare la propria esperienza e chiedere consigli ed eventualmente un aiuto per trovare un nuovo lavoro.
Non necessariamente dovrà trattarsi di forum dedicati alla ricerca del lavoro, ma si potranno contattare anche forum in cui si condividono hobby ed interessi, dove si potrà discutere di tutto avendo l’occasione di scambiare nuove idee . In alcuni casi gli stessi contatti in rete o proprio la nostra rete di amicizie potrebbe rivelarsi determinante per trovare una nuova occupazione.
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Quello che desidero comunicarvi è che molto spesso si arriva a credere che la nostra condizione ce la siamo cercata noi, ma non è così! Io mi trovo in una situazione di disagio in quanto l'azienda dove ho lavorato per ben 16 anni ha chiuso i battenti. Da allora mi sono sempre data da fare per rientrare nel mondo del lavoro, ma in tutto questo tempo ho potuto constatare che, in molti casi le aziende guardano l'età (Se hai oltre 40 anni sei considerata vecchia per lavorare! Per aspettare la pensione bisogna attendere altri 15-20 anni; qulcuno ci puo dire come faremo a tirare avanti di questo passo?), in altri casi vogliono persone giovani con esperienza (Se una persona è giovane e non ha mai fatto gavetta nel mondo del lavoro, come si può pretendere che abbia esperienza? E' un vero controsenso).
Quindi, quello che desidero comunicarvi è questo: non dobbiamo pensare che siamo noi che non valiamo nulla, dobbiamo invece vedere come ragiona la maggior parte delle ditte: finchè esse continueranno a vedere un nuovo candidato come un costo e non come una risorsa non riusciranno mai a trovore il lavoratore ideale! E' molto probabile che questo loro modo di vedere le cose sia anche un alibi per autoassolversi, ma di questo passo non riusciranno mai ad avere un candidato che soddisfi i loro requisiti.
E penso che chi si trova nella mia situazione si ritrova anche in quanto io scrivo... altrimenti parla a vanvera e non sa cosa vuol dire cercare di addormentarsi la sera, svegliarsi nel cuore della notte chiedendosi come fare a pagare i conti a fine mese...