Lavoro: Cosa cercano le imprese?
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10 Gen 2011 -
Vi è mai capitato di sostenere un colloquio di lavoro, e di avere la sensazione che sia andato benissimo, per poi scoprire che la scelta è ricaduta su qualcun altro? Probabilmente, si. Cosa cercano, allora, le imprese? Sulla base di quali criteri i selezionatori decidono?
Forse non ci crederete, ma in testa alla lista ci sono i 10 fattori chiave dell'intelligenza emotiva. L'intelligenza emotiva, già descritta dallo psicologo americano Howard Gardner e successivamente sviluppata da Daniel Goleman, è un fattore molto importante nella scelta di un candidato. Del resto, il colloquio non è un esame, e dall'altra parte della scrivania c'è pur sempre una persona.
Tra i 10 fattori chiave dell'intelligenza emotiva, al primo posto, non poteva che esserci la comunicazione, un'attitudine prettamente sociale. Comunicare in maniera efficace è fondamentale, così come saper ascoltare e fare domande, mantenendo sempre un contatto visivo diretto e costante con il recruiter.
Anche l'entusiasmo, fa la sua parte. Chi è entusiasta, infatti, non subisce supinamente i problemi, ma li affronta con spirito d'iniziativa. L'adattabilità è un altro fattore importante, quanto siete capaci di adattarvi ai cambiamenti e all'ambiente di lavoro? Quando vi presentate ad colloquio, cercate di essere preparati, immaginate le domande che il recruiter potrebbe farvi, informatevi sull'azienda, in modo da ispirare fiducia. Questo, infatti, è un altro fattore a cui prestare attenzione.
Il rispetto e la pazienza sono altre qualità particolarmente apprezzate, soprattutto quando si è sotto pressione. In sede di colloquio, infatti, il recruiter cercherà di mettervi in difficoltà e sarà allora che dovrete dimostrare tutto il vostro self control, rispondendo con calma, senza innervosirvi e senza cedere alle provocazioni. Anche lo spirito di collaborazione è visto di buon occhio, spiegate in che modo avete contribuito a raggiungere gli obiettivi nelle aziende nelle quali avete lavorato, e come avete cooperato con gli altri nel team di lavoro.
L'ambizione, in questo caso, non guasta, anzi, dimostrate interesse chiedendo, ad esempio, che prospettive di carriera offra l'azienda. In ultimo, non dimenticate di dimostrare cosa avete fatto per per migliorarvi a livello professionale e personale, e quali risorse potete mettere in campo.
L'intelligenza emotiva è sicuramente un valore aggiunto, un'arma da sfoderare al momento opportuno.
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Commenti
le aziende adottano una politica ambigua, cercano personale con esperienza, ma abbastanza giovane da poter sfruttare con i classici contrattini di formazione o di stage, il che da vita alla situazione paradossale che tutti noi stiamo vivendo.
Ti presenti a colloquio con uno stimabile curriculum, che rappresenta che dal giorno dopo tu sei in grado di svolgergli il lavoro e la fase successiva e' quando si giustificano di poterti dare una retribuzione, che sembra una presa in giro, e ti dicono che gli altri si accontentano e, anzi , per amor di patria aziendale , lavorano gratis (non segnano gli straordinari). E tu resti li, inebetita, chiedendoti se i soldi servano solo a te e gli altri lavorano per occupare il tempo.
mah!
oggi, purtroppo, anche a 30 si è considerati "scarpe vecchie" dalle aziende, eppure, a 30 anni o a 45 non si è assolutamente vecchi e senza risorse.
Sicuramente, sarai una persona capace, con una buona esperienza, le aziende, oramai, preferiscono assumere i giovanissimi e i neolaureati da poter sfruttare con contratto di formazione o con contratto di stage. Tu, come tanti altri trentenni, non sei più in età da stage o da contratto di formazione, dunque...
Non ti abbattere!