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Colloquio di lavoro: consigli su come gestirlo ed affrontarlo


Se arriva la fatidica telefonata che ci annuncia un colloquio di lavoro non deve mai essere preso sottogamba. Si tratta di un’opportunità unica da non sprecare con comportamenti sbagliati o risposte evasive. Ecco, quindi, dall’osservazione non solo personale ma dal confronto con tanti altri lavoratori e selezionatori, quello che succede durante un colloquio standard e soprattutto, quello che è assolutamente da evitare.


In primis alleniamoci a rispondere a tutte le domande che ci faranno. Qui ne forniremo un esaustivo elenco, che ovviamente sarà perfezionabile dai vostri interventi. Occorre sapere che il colloquio di lavoro è un mezzo fondamentale per il selezionatore, poiché egli cerca di ottenere da questo incontro quante più informazioni possibili, anche spesso di carattere psicologico.


Non si tratta di un interrogatorio, ma di un modo per cercare di capire le caratteristiche fondamentali del candidato e affiancare le sue risposte alle successive, per avere un quadro d’insieme il più chiaro possibile. L’intento del selezionatore non è certo quello di mettere a disagio il candidato ma di “estorcergli” con alcune domande tutto quello che può essere utile alle sue esigenze lavorative.

 

Ecco, quindi, cosa si chiede di più. E’ importante rispondere con sincerità, nel senso che dire cose non vere, anche riguardo sé stessi, può alla lunga rivelarsi controproducente. Quindi, rispondere con naturalezza senza inventarsi cose inesistenti solo per cercare di fare bella impressione. Le prime domande sono quelle motivazionali attraverso cui il selezionatore capirà realmente le nostre motivazioni sul lavoro da svolgere: egli vuol sapere in sostanza se saremmo intenzionati a crescere all’interno dell’azienda misurando dalle nostre risposte la voglia di cominciare il lavoro in oggetto.

 

Poi ci sono le domande comportamentali, che permettono al selezionatore di capire se il nostro atteggiamento può essere positivo o negativo nei confronti del lavoro da svolgere. Queste domande recano molte insidie e bisogna rispondere senza perdere la calma, in modo razionale, ragionando bene su quello che si dice ma anche come ci si muove: in quel momento il selezionatore osserva i movimenti del nostro corpo, capisce se siamo nervosi o a nostro agio, la sicurezza e l’insicurezza. Atteggiamenti sconsigliabili sono: passarsi continuamente le mani nei capelli, incrociare le braccia e le gambe (segno di chiusura), muoversi troppo, accavallare continuamente le gambe. Il selezionatore capisce dal linguaggio del corpo se le nostre risposte sono sincere e in sintonia con quello che diciamo. Dire che siamo socievoli e poi sfuggire continuamente il suo sguardo è una prova del contrario. Ci sono poi le domande sulla sfera emotiva che servono a capire se il candidato potrà inserirsi in azienda in maniera tranquilla, senza scompiglio. Quindi è importante mostrarsi sereni e collaborativi.

Poi seguono le domande sulla flessibilità, che servono a capire la nostra capacità di adattamento alle varie situazioni. Le domande cognitive, riguardano la sfera psicologica, ovvero la forma mentis. Queste eventualmente possono essere fatte tramite un test psico-attitudinale precedente il colloquio. Fin qui, il selezionatore cercherà di capire il nostro carattere, le nostre capacità, la resistenza allo stress, l’apertura mentale, le motivazioni reali nel fare questo lavoro piuttosto che un altro. Infine, le peggiori domande riguardano la sfera personale e qui è difficile dare consigli perché sono domande che possono spiazzare il candidato (domande sulla politica, la religione, la propria famiglia, ecc.). Quello che posso dire, allora, è di non fornire troppo dettagli, di non accalorarsi troppo in risposte fuori luogo, mostrarsi low profile in questo caso, anche perché qui non possiamo sapere le reali intenzioni del selezionatore.

Insomma, per concludere, due parole sull’abbigliamento: semplicità, professionalità ma senza esagerare. Per gli uomini, bene anche giacca e cravatta, ma senza strafare. Per le donne, un tailleur va benissimo, poco trucco, capelli in ordine, senza strafare anche qui. Scarpe con tacco normale, no a minigonne vertiginose, quelle vanno bene in discoteca. Portare sempre una copia del CV e materiale utile al colloquio (copie di titoli, pubblicazioni, ecc.) in una valigetta, in ordine in cartelline apposite. In ultimo, ma estremamente importante: prima di andare al colloquio, informatevi bene sull’azienda che avete davanti, su cosa fa, su chi è, non fatevi cogliere impreparati, il selezionatore sarà colpito negativamente da un candidato che va a fare un colloquio senza sapere nulla dell’azienda, al contrario, sarà ben contento di avere davanti una persona informata dell’azienda, e questo sarà importante anche al fine di una valutazione positiva sulle motivazioni del candidato.



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Commenti  

 
#12 Flavia 2009-11-07 17:57
dopo un master in gestione e sviluppo hr e con un marito che ne fa una ventina all'anno posso dire che con la situazione attuale del mondo del lavoro, un colloquio non può essere privo di stress da ansia da prestazione!
 
 
#11 Romolo 2009-10-31 00:39
Importantissimo informarsi su internet del luogo dove si trova, stamparsi la mappa e uscire con largo anticipo almeno mezz'ora prima, puliti.
Evitare di arrivare sudati o stanchi dalla notte prima. soprattutto evitare di farsi amico il selezionatore con frasi del tipo "ieri sera abbiamo fatto baldoria..."
Poco i simpatici, poche risate e preparati!
Grazie Andromeda.
 
 
#10 Gisella 2009-10-30 18:54
Mi sto preparando per un colloquio e ho cercato diverso materiale.
Le info in genere sono frammentarie, ma qui le ho trovate tutte insieme, concrete, precise e dettagliate.
Insomma, questa è la scelata finale, il lucernaio che utilizzerò!
Grazie mille!!!!
 
 
#9 Serenella 2009-10-30 18:47
Cara Andromeda,
grazie di cuore per queste utili informazioni.
E' difficile oggigiorno trovare siti attendibili nel mare magnum che è internet.Ne farò tesoro
 
 
#8 Andromeda 2009-10-30 18:38
Nel senso di: se avssi questo posto farei così, se potessi svolgere questa mansione, se mi trovassi in questa situazione...qu esto tipo di congiuntivi? Grazie per l'integrativo commento, preciso ed utile...certo che non sempre in un Cv ci sono esperienze solide da dimostrare, però un atteggiamento giusto può fare molto. Grazie. :cheer:
 
 
#7 franco 2009-10-30 18:32
molto utile tutto. grazie.
 
 
#6 Lilia 2009-10-30 17:58
Un cv onesto è la prima garanzia per essere a proprio agio di fronte a un selezionatore. I tre punti chiave del successo di un colloquio di lavoro sono: 1) la qualità e la solidità delle esperienze pregresse o del percorso di studi; 2) la sicurezza con cui dimostriamo di essere una sicura risorsa per l'azienda con cui vorremmo lavorare; 3) quanto l'azienda ha realmente bisogno di noi in quel momento. Sull'ultimo punto non abbiamo influenza diretta, ma possiamo convincere chi ci sta di fronte che la prossima posizione aperta aspetta proprio noi. Ancora una dritta: mai troppo ridanciani ma neanche troppo chiusi o musoni, la capacità di interagire con naturalezza con il nostro interlocutore a volte può più di una risposta esatta ma sofferta (per ambo le parti). Infine: tiriamo fuori i congiuntivi da quel cassetto polveroso... ;-)
 
 
#5 Andromeda 2009-10-30 16:43
Ottimo suggerimento! :-)
 
 
#4 Ipazia 2009-10-30 15:41
Tutti i consigli che dai sono utilissimi, io nel mio piccolo vorrei aggiungerne un altro. Una volta che si è creata un atmosfera "serena" durante il colloquio, se si riuscisse a fare qualche domanda (anche solo una) sul tipo di offerta o sulla società si darà modo di essere molto interessati e potrebbe risutlare un elemento in vostro favore.
 
 
#3 Ermanno 2009-10-30 15:27
Sono degl'ottimi consigli,
 
 
#2 Andromeda 2009-10-30 15:05
Felici di esservi d'aiuto :cheer:
 
 
#1 Maria Stella 2009-10-30 13:12
ottimi consigli. Grazie :-)
 

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