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Gio04242014

Last updateGio, 24 Apr 2014 9am

Come avviare un’attività nel settore dell’artigianato




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artigianoAvviare un’attività nel settore dell’artigianato ci pone di fronte a delle scelte e a un iter da seguire.

La prima cosa da fare riguarda il tipo di società che intentiamo realizzare, cioè la forma giuridica che la società dovrà possedere.



Tale scelta potrà indirizzarsi su diverse possibilità: ditta individuale S.n.c. ; società in nome collettivo S.a.s.; società in accomandita semplice L. 133/97; S.r.l. Società a responsabilità limitata con unico socio in possesso dei requisiti soggettivi L. 133/97; S.r.l. con più soci o Società Cooperativa.

Per l’avviamento di alcune attività artigianali è fondamentale possedere una qualifica professionale come ad esempio per svolgere l’attività d’idraulico, elettricista, meccanico etc.

Infatti, chi decide di avviare un’impresa spesso non può permettersi di ricorrere a risorse interne/esterne di elevato livello professionale, e perciò deve in prima persona, eventualmente coadiuvato dai propri soci, assolvere un numero elevato di funzioni ed essere in grado di spaziare nei vari campi inerenti alla gestione d’impresa (marketing, amministrazione, produzione, finanza, logistica ecc.).

Una formazione di base adeguata su come costruire i propri piani di fattibilità costituisce quindi un elemento essenziale sia per il successo di una nuova impresa, sia per i titolari d’imprese già esistenti che spesso si sono formati sul campo e per i quali l’esperienza offre un rimedio non sempre soddisfacente ai problemi gestionali.

Il piano di fattibilità infatti costituisce un valido strumento di pianificazione dell’attività da avviare, ma anche uno strumento per monitorare, controllare e correggere ciò che avviene nell’impresa.

Una volta decisa l’attività che intendiamo avviare e la sua forma giuridica, bisognerà attenersi ad un iter burocratico. Secondo l’art. 117 della Costituzione la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, quindi bisognerà attenersi alle norme legislative emanate nella Regione di residenza per ciò che concerne i requisiti delle attività artigiane.

I limiti dimensionali dell’azienda distinti per attività sono fissati dalla Legge 443/1985.

Sono escluse dall’impresa artigiana le attività agricole, di prestazioni di servizi commerciali, di intermediazione nella circolazione dei beni, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande. Le attività d’impresa possono essere svolte o in un laboratorio, o in modo ambulante o presso la residenza del titolare.

I laboratori artigianali di produzione e di servizio devono essere attivati nel rispetto delle norme e dei regolamenti vigenti (es. regolamento edilizio, di polizia urbana, igienico-sanitario).

La verifica dei requisiti igienico sanitari dei locali è effettuata dall’ASL competente. Se per l’esercizio dell’attività si utilizza un locale, in ogni modo, è consigliabile richiedere un parere preventivo all’ASL competente in quanto si devono rispettare dei requisiti igienico sanitari previsti per la specifica attività che si vuole svolgere.

L’esercizio di stabilimenti, laboratori di produzione, preparazione e confezionamento nonché di depositi all’ingrosso di sostanze alimentari è subordinato al rilascio dell’autorizzazione sanitaria dal comune competente. In caso di inottemperanza alle disposizioni previste per la tutela della salute pubblica, l’autorità di vigilanza può emettere anche provvedimenti di chiusura temporanea o definitiva.

L’esercizio di alcune attività considerate rilevanti per l’ordine pubblico è subordinato all’ottenimento di un'autorizzazione di pubblica sicurezza rilasciata dalla Questura/Prefettura competente. A titolo esemplificativo rientrano tra tali attività quelle di: agenzia di affari, i produttori non artigiani ed i commercianti di oggetti in metalli preziosi.

In ogni caso l’iter burocratico da seguire per avviare l’attività sarà quello di richiedere entro 30 giorni dalla data di inizio attività la partita I.V.A. presso l’Agenzia delle Entrate Provinciale e l’iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane che deve essere chiesta dall’interessato presso la Camera di Commercio Industria e Artigianato provinciale.

In seguito la Commissione Provinciale per l’Artigianato (CPA) con sede presso la stessa CCIAA, notificherà all’interessato, entro 60 giorni dall’inoltro dell’istanza, la propria delibera. In ambito regionale, è stata inoltre istituita la Commissione Regionale per l’Artigianato (CRA).

Nel caso in cui venga presentata domanda d’iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane oltre il 30° giorno dall’inizio dell’attività è prevista una sanzione dall’autorità competente, solitamente è il Sindaco del Comune, la cifra varia da provincia a provincia.

Contro le decisioni deliberate dalla CPA, l’artigiano , può entro 60 giorni dalla data della notifica, presentare ricorso alla CRA che, entro 90 giorni dal ricevimento del ricorso, deve deliberare l’accoglimento o il rigetto del ricorso stesso.

Va precisato che l’impugnazione di una delibera di cancellazione dall’Albo ha effetto sospensivo.

Le decisioni della CRA possono essere impugnate entro 60 giorni dalla relativa comunicazione o dal decorso dei 90 giorni, davanti al Tribunale competente per territorio.

Il passo successivo riguarderà l’iscrizione all’Inail, infatti, la copertura assicurativa è obbligatoria sia per gli artigiani,sia per gli eventuali soci o collaboratori e dipendenti. La denuncia presso l’Istituto Nazionale Assicurazione e Infortuni sul lavoro, deve essere presentata almeno cinque giorni prima dell’inizio dell’attività.

Infine la Commissione Provinciale per l’Artigianato comunicherà all’INPS la nuova azienda, il titolare, pertanto verserà la giusta contribuzione ai fini assicurativi e d’assistenza.

L’importo dei contributi da versare all’INPS sarà calcolato in base al reddito d’impresa per l’anno al quale si riferiscono i contributi.


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