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Mar22052012

Ultimo aggiornamento10:55:47 AM

Lavoro precario e lavoratori "inattivi"


dlsprUn tempo, la laurea era considerata una sorta di corsia preferenziale per l'accesso al mondo del lavoro. Oggi, la situazione è cambiata drasticamente in peggio. La laurea non assicura più nulla a nessuno, o meglio, alcune lauree si sono svalutate, mentre altre hanno acquisito importanza, i contratti a tempo indeterminato sono diventati un miraggio, mentre quelli a tempo determinato spesso, troppo spesso, non durano nemmeno 6 mesi; senza contare il dilagare dei contratti a progetto, stage, ecc.; ad uso e consumo delle aziende.

La precarizzazione del lavoro è un problema molto serio, perché mina gravemente la possibilità dei giovani d'oggi di costruirsi un futuro, che, inevitabilmente, si trovano a condurre una vita precaria, fonte di ansia e preoccupazione.

Del resto, dati Istat parlano chiaro: quasi 1,5 milioni di italiani ha smesso di cercare un posto di lavoro. E' il popolo degli scoraggiati, di quelli che, dopo tante porte in faccia, si sono stancati di cercare lavoro e che nel terzo trimestre del 2010 ha raggiunto quota 1 milione 478 mila, in aumento del 14% rispetto allo stesso periodo del 2009. Certo, gli “inattivi”, questo il termine tecnico per indicare chi non fa parte né degli occupati, né degli inoccupati, non rientrano propriamente nelle stime ufficiali sulla disoccupazione, ma lasciano da pensare e soprattutto tracciano un profilo a tinte fosche sulla situazione lavorativa odierna. Inoltre, nel Mezzogiorno l’aumento è persino superiore alla media (+2,2%), proprio a causa, spiega l’Istituto di statistica del “riproporsi di fenomeni di scoraggiamento”.

Lavoro precario, vite precarie di uomini e donne a cui non solo non viene garantito un adeguato posto di lavoro, ma anche la possibilità di avere un tetto sulla testa e di crearsi una famiglia. Quando, i nostri politici, si decideranno a mettere mano ad una riforma del lavoro?



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Commenti  

 
#3 Elena Bastet 2012-02-28 23:45
Uhm, vengono bollate come inattive le persone che nelle ultime due settimane (notare bene, ho detto due settimane, non due anni!) non hanno fatto azioni per cercare lavoro.
Teniamo conto che di concorsi pubblici ce ne sono sempre meno, che non vale la pena passare la giornata a mandare curriculum, meno che mai perdere tempo con le agenzie per il lavoro. Senza contare che non sono considerate attività lavorative quelle a carattere di volontariato, stage, tirocini, collaborazioni esterne... Ma fatevi furbi!
 
 
#2 Valentina 2011-01-10 14:59
Ciao Claudio,

purtroppo, non sei l'unico in questa condizione, un mio carissimo amico prova ogni giorno ed ha stilato una classifica da brivido... In 4 anni, inviando poco meno di 1000 curriculum in anno, ha ricevuto solo 2 proposte di lavoro... C'è troppa carne, e le aziende fanno un po' quel che gli pare, tanto, nessuno controlla. Basterebbe, ad esempio, che venga fissato un limite nel numero degli stagisti all'interno delle aziende, oltre il quale non possono assumerne altri. Già questo, sarebbe una buona idea, che ne pensate?
 
 
#1 claudio 2011-01-10 14:47
Questo articolo rispecchia la mia reale situazione,a dir la verità pensavo di essere l'unico a non trovare lavoro forse per mia incapacità nel superare i test dei selezionatori.D a quello che ho capito lavorano solo chi si fa raccomandare,ed allora lo scoraggiamento ed il mandare a fanculo tutti viene automatico,dal momento che ci rende conto che nemmeno una laurea in ingegneria aerospaziale puo' servire a qualcosa.
 

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