Aspirazioni dei neolaureati e reale situazione
-
17 Mag 2010 - Roberta Pace
Il discorso delle aspirazioni merita un capito a parte. I neolaureati immaginano di andare a lavorare in posizioni direttive “senza passare dal via”, avremmo detto noi negli anni ’80.
Avere delle aspettative molto alte è sicuramente una cosa ottima in ogni fase della propria vita… si dice “mira alla luna per prendere l’aquila” no? Se miriamo all’aquila richiamo di prendere il passerotto sul nostro balcone!
Costruire un’immagine dettagliata di come vogliamo il nostro futuro ci aiuta a raggiungerlo e a costruirlo come lo desideriamo ma è un’arma a doppio taglio.
Se costruire un’immagine significa chiuderci dentro schemi mentali rigidi allora è diventa controproducente. L’immagine deve aiutarci a capire cosa vogliamo non deve costituire un modello fisso al quale aspirare. Lungo la strada gli imprevisti e le correzioni di ritta sono all’ordine del giorno e dobbiamo essere pronti a tutto se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi.
L’esempio più frequente è la gavetta. Come anticipavo prima, molti neolaureati si aspettano di entrare nel mondo del lavoro da dirigenti. Trovandosi poi di fronte alla vita vera si trovano spaesati e rischiano di perdersi nel mare dei disoccupati. Mio padre mi diceva sempre che “chi non sa fare non sa comandare”. Come si può pretendere di dirigere un processo se non lo si conosce da vicino? Fare il passacarte per un po’ ci darebbe l’opportunità di vedere almeno come funziona. Se ci chiudiamo nel nostro schema rigido del “dirigente che non si sporca le mani” non avremo mai quest’occasione.
Se le nostre aspirazioni sono ben chiare nella nostra testa non possiamo considerare la gavetta come una deviazione di rotta sterile. Se poi non vogliamo perdere tempo dopo la laurea potremmo sempre fare degli stage durante il percorso formativo… leggere su un cv di un venticinquenne appena laureato che ha anche delle piccole esperienze nel campo di appartenenza gioverà sicuramente a suo favore. Verrà considerato una persona intraprendente, che va dritto al proprio obiettivo e che non si spaventa di lavorare un pizzico più della norma!
Un tuo commento è molto gradito! Puoi commentare come anonimo e senza registrazione (ma in questo caso i moderatori dovranno approvare il tuo commento) oppure (consigliatissimo) cliccando su "Posta come" e poi scegliendo "Facebook" (o anche altri account come google o yahoo).






Archivio Commenti
Commenti
come sempre leggo con interesse i tuoi interventi che vanno a toccare i tasti dolenti della ricerca del lavoro! Mi rendo conto che a volte possano dare fastidio a qualcuno...ma è chiaro che lo scopo è quello di scuotere le persone, aiutandole a mirare ai loro obiettivi professionali, mantenendo sempre i piedi per terra!
Detto questo, torniamo all'argomento dei neolaureati: l'università ne sforna tanti...a mio avviso troppi (anche se le statistiche dicono che siamo agli ultimi posti per numero di laureati..siamo sicuri che ne servano così tanti!)..e tutti cercano di entrare in azienda, specialmente le più note...
nella competizione per un posto (anche gli stage diventano ambiti)vince la famosa legge della "selezione naturale" per cui chi ha finito prima l'università, con il massimo dei voti...e soprattutto chi ha già fatto esperienza di lavoro durante gli studi ha una marcia in più degli altri! pertanto il mio consiglio è: non fossilizzatevi su libri ed esami, cercate diverse occasioni di crescita e di formazione, di mettere piede nell'azienda il prima possibile!
in bocca al lupo!
Mariangela www.coachlavoro.com
Hai ragione non si può fare di tutta l'erba un fascio ma non volercene... il nostro unico scopo è quello si dare uno spunto di riflessione che sia da stimolo ai giovani... e quale miglior modo se non quello di punzecchiarli sul vivo?
Alla prossima
R.
"Come anticipavo prima, molti neolaureati si aspettano di entrare nel mondo del lavoro da dirigenti."
Sembra essere il solito luogo comune di chi non conosce i giovani.
Non me ne abbiate, ciao.