Le Killer Questions! Cosa sono e perchè Bianco Lavoro non le utilizza.
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05 Mag 2010 - Redazione Bianco Lavoro
Le Killer Questions sono uno strumento che sta prendendo piede nel mondo del recruiting online moderno.
Si tratta in pratica, di una serie di domande a risposta chiusa al quale il candidato viene invitato a rispondere non appena effettuata la candidatura. Obiettivo: scremare in maniera praticamente automatica le candidature in linea da quelle di coloro che non hanno i requisiti base.
Un esempio: se in un annuncio si richiede un commerciale estero con conoscenza del tedesco e disponibilità alle trasferte, le Killer Questions proposte potrebbero essere: "Conosci il Tedesco?" e "Sei disponibile a frequenti traferte all'estero?". Il candidato risponde ed automaticamente viene schedato. Le forme più evolute di Killer Questions poi, danno addirittura un punteggio ad ogni risposta e formano una relativa graduatoria. Ovviamente se risponde "No" e "No" (alle domande di esempio) la candidatura viene "eliminata" o comunque non presa in considerazione.
Ma verrebbe da chiedere: non è meglio scrivere tutti i requisiti nell'annuncio ed aspettarsi che i candidati leggano per bene e si candidino solo se hanno un CV in linea? E' quello che ci aspetteremmo e che è l'obiettivo di un "buon recruting". Infatti se gli annunci fossero sempre elaborati e presentati al meglio ed i candidati fossero attenti e preparati, le Killer Questions non avrebbero senso di esistere. Poichè invece in Italia vi è la moda di "spammare" il CV con la convinzione che più se ne inviano più possibilità esistono di essere chiamati a colloquio, spesso il candidato legge solo il titolo ed effettua la candidatura, sempre standard e quasi sempre senza personalizzare la presentazione nemmeno nell'intestazione.
Ecco allora che le Killer Questions "costringono" a riflettere sui propri requisiti ed "ammazzano" il candidato non in linea. In pratica, non curano il problema delle cattive candidature, ma lo eludono facendo una scrematura automatica.
Secondo noi di Bianco Lavoro quindi, possono andar bene nel breve periodo, ma alla lunga l'obiettivo dei professionisti della Selezione dovrebbe anche essere quello di "educare" il candidato, guidarlo ad una corretta lettura e presa di coscienza dell'offerta e dargli consapevolezza di come meglio sia un CV inviato in maniera attenta, personalizzata e mirata, piuttosto che 1000 inviati allo "sbando".
C'è anche da dire che le offerte di lavoro redatte dai selezionatori italiani, sono quasi sempre generiche, prive di molti elementi fondamentali (come ad esempio il range di stipendio proposto, quasi obbligatorio da indicare negli altri Paesi Europei) ed addirittura con non rari errori di battitura.
Perchè quindi il Selezionatore non cerca di migliorarsi ed europeizzarsi invece di ricorrere all'escamotage delle Killer Questions? Siamo convinti che una "cultura" di annunci ben redatti, corretti, chiari ed esplicativi portino anche il candidato ad avere più fiducia nel singolo annuncio e candidarsi in maniera più "sana".
Dare poi un cenno di risposta, sia pur automatico o "prestampato" alla ricezione della candidatura ed all'esito dei colloqui (procedura poco utilizzata in Italia) contribuirebbe a dare l'impressione che ogni singolo CV inviato è preziosamente custodito ed utilizzato ed il candidato se ne guarderà bene dallo "sputtanarlo" inviandolo senza dei chiari obiettivi.
In conclusione? Le Killer Questions sono la soluzione veloce ed "informatizzata" di un processo che dovrebbe invece, a nostro parere, essere molto più "umano" seppur più lento. Noi preferiamo continuare a pubblicare guide, consigli ed articoli di orientamento, per arrivare non aver aver bisogno di questo strumento.
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