La CGIL da sempre combatte la battaglia per far emergere il lavoro nero e lo sfruttamento dei giovani. Susanna Camusso sostiene che i precari hanno bisogno del sindacato, ma per cambiare la situazione è necessario essere uniti e uscire allo scoperto . La campagna “Giovani non + disposti a tutto” è una denuncia per dare un nome alle cose, ad una realtà drammatica dei giovani che cercano lavoro. Una realtà fatta di umiliazione, di sfruttamento, di frustrazione e di rabbia.
L’obiettivo è di quello di trasformare la rabbia in qualcosa di concreto. Prima di tutto è necessario costruire uno spazio di condivisione delle proprie esperienze e dei propri bisogni che trasformi la debolezza individuale di chi si affaccia al lavoro in una grande forza collettiva capace di spezzare il meccanismo dei ricatti e dello sfruttamento.
Per realizzare ciò bisogna utilizzare un linguaggio capace di parlare all’ordinaria solitudine dei giovani che si affacciano al lavoro. E indispensabile combattere la flessibilità regolata e contrattata che in realtà è solo precarietà. L’ingresso nel lavoro sostiene la segretaria della CGIL deve avere tempi certi e tutele collettive, quindi è urgente riportare tutte le forme di lavoro all’interno dei contratti collettivi , riducendo alla stesso tempo il numero dei contratti agganciando le retribuzioni dei lavoratori atipici ai livelli previsti dai contratti nazionali.
E’ necessario allargare i diritti e coinvolgere chi ne è fuori rivendicando una riforma appropriata degli ammortizzatori sociali tale da garantire l’indennità di disoccupazione a tutti i giovani e ai precari, senza discriminazioni sull’anzianità di lavoro e sul tipo di contratto.
Fino a quando le aziende avranno manodopera gratuita e qualcuno disposto a dargliela, la situazione resterà la stessa. Per combattere questo sistema spiega la segretaria della CGIL bisogna essere uniti e avere il coraggio di opporsi altrimenti non si raggiunge l’obiettivo che è quello di portare le aziende a cambiare i loro schemi.
E’ difficile unificare un mondo che i datori di lavoro vogliono diviso e sottoposto a ricatti. Occorre che il sindacato individui obiettivi chiari ma è indispensabile anche un’iniziativa culturale e politica. La segretaria della GGIL sostiene l’importanza del ruolo dei giovani:“se per un giorno, per una settimana o un mese i giovani non fossero più disposti a tutto e lo fossero tutti insiemi e nello stesso momento, magari insieme al sindacato”, sarebbe un buon inizio.
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Commenti
Alla Redazione di Repubblica
Oggetto: Gli schiavi moderni operai sfruttati dagli amici dei sindacati e di alcuni politici.
La Signora SUSANNA CAMUSSO e la CGIL, insieme ai suoi AMICI POLITICI è scesa in PIAZZA per difendere la DIGNITA DELLE DONNE, E DEGLI UOMINI mentre contemporaneame nte vanno, CALPESTANDO LA NOSTRA DIGNITÀ, DI AVERCI RIDOTTI A SCHIAVI MODERNI.
Scrivo a lei affinché potrà essere, il nostro porta voce, per denunciare la nostra situazione, a noi nessuno ci ascolta, siamo come dei fantasmi, eppure esistiamo. Noi siamo gli schiavi moderni di certi poteri che invece di stare dalla parte degli operai, sono diventati i nostri sfruttatori. La nostra storia incomincia negli anni novanta, alcune scuole erano gestite dalle Provincie e dai Comuni. In quegli anni i Comuni, le Provincie con progetti di LSU hanno assunto dei disoccupati per impiegarli a coprire i posti vacanti dove c’era bisogno di personale. . Molti di queste unità, (15.0000), furono impiegati nelle scuole, per sostituire il personale Ausiliario, Assistenti, ATA, Custodi, Sorveglianti, ect. che guadagnavano 1.600.000/1.800.000 lire il mese e avevano i contributi INPS versati. Noi invece eravamo pagati con un sussidio di 800.000 lire e non eravamo ingaggiati e come se lavoravamo al nero. Eppure eravamo dei perfetti sostituti, facevamo funzionare le scuole, con un enorme risparmio per le casse dei Comuni e delle Provincie. Lavoravamo volentieri, sia per mancanza di lavoro, sia perché ci dicevano che alla fine ci regolavano. Nel 2.000, con il governo: Prodi, D’Alema, D’Amato, tutte le scuole passano sotto la gestione dello Stato. I signori compagni del governo di centro sinistra fanno una legge ad Hoc, quella di esternalizzare i lavori di pulizie delle scuole, dove lavoravano gli LSU, affidandole alle coop. Noi diventiamo, cosi, vittime della complicità, di alcuni politici dei sindacati CGIL, CISL, UIL. Tutti gli LSU che lavoravano nelle scuole sono verbalmente minacciati di firmare con le coop, anche persone invalide che non potevano svolgere lavori manuali ed erano stati assunti con altre qualifiche, chi si rifiutava di firmare era licenziato. Negli anni a venire tutti gli altri LSU d’Italia erano stabilizzati definitivamente dagli Enti Pubblici, che li avevano utilizzati, noi invece siamo sfruttati dalle coop. Nel 2001 entrano a fare parte della graduatoria del personale ATA persone che avevano lavorato solo un mese nelle scuole, mentre noi che avevamo lavorato a nero come LSU per 5- 10 anni e abbiamo fatto funzionare le scuole siamo stati affidati alle coop con un lavoro precario e part-time a 700/800 euro il mese, mentre le cooperative intascano dallo Stato 2.500 euro il mese. Un giorno andremo in pensione, con una pensione da fame per i contributi part-time, versati. C’è una legge che dice che il 30% di noi, (LSU) ogni anno, dovrebbe entrare a far parte del personale ATA, legge che non e mai stata applicata. Nel 2003 la Moratti prova ad applicare la legge del 30%, ma ci fu una vera e propria rivolta dei sindacati e non se ne fece niente. Noi non siamo né carne né pesce i nostri anni di servizio non ci sono riconosciuti, non fanno punteggio in qualsiasi graduatoria. Per il governo attuale i 14.000 ex LSU ATA costano molto, 400 MILIONI DÌ EURO ALL’ANNO un vero spreco per un paese in cui la crisi è pagata con i soldi dei contribuenti. Infatti, lo Stato per ognuno di noi paga alle coop ogni mese 2.500 euro, mentre il nostro stipendio è di 700/800 euro il mese, i signori delle coop senza fare niente, guadagnano più di noi, una vera ingiustizia sociale. Noi costiamo e lavoriamo il doppio di un collaboratore scolastico, per guadagnare molto di meno. La cosa più giusta sarebbe che lo Stato ci assorbisse, risparmierebbe 80.000.000 di euro l’anno noi avremmo uno stipendio che ci darebbe la dignità di vivere. In questi giorni in base alla direttiva 103 del Ministro del 30/12/2010 si parla di licenziamento e di aggravio di lavoro per noi e sempre con maggiori vantaggi economici per i signori delle coop. Un vero dramma per noi del sud, se ci dovessero licenziare la maggior parte di noi e mono reddito con figli a carico che studiano, oltre agli invalidi che ci sono. La cosa che ci sconcerta è che di fronte a tutto ciò il Sottosegretario alla Pubblica istruzione On. Pizza e il Ministro Gelmini, preferiscono tagliare il lavoro e il servizio e difendere i buoni rapporti con le gerarchie sindacali e i potentati economici, anziché pensare alla collettività e ai lavoratori. Quella degli ex lsu ATA è la più grossa e la più inutile privatizzazione del mondo della scuola, ma anche la più sprecona! Abbiamo, infatti, dimostrato, dati alla mano, che l’assunzione diretta a tempo indeterminato del personale Ex LSU ATA, oltre ai numerosi vantaggi da un punto di vista della gestione legati alla tipicità del lavoro nelle scuole, avrebbero comportato e comporterebbe un risparmio sugli attuali costi pari a 74 milioni di euro annui, che consentirebbe l’assunzione anche di altro personale precario, il tutto, semplicemente eliminando la costosa intermediazione di manodopera rappresentata dalle aziende aderenti ai Consorzi nazionali aggiudicatari dell’appalto. La politica governativa di tagli alla Scuola e la linea di Cgil Cisl e Uil che difende a spada tratta il servizio in appalto e gli interessi delle aziende a continuare a gestire quest’affare di circa 400 milioni di euro, rischiano di diventare una formidabile pressa che schiaccerà i lavoratori anziché eliminare gli sprechi e dare stabilità al lavoro e qualità al servizio. Nella speranza di un Vostro interessamento vi porgiamo cordiali saluti. Siamo sull’orlo della disperazione. AIUTATECI PER FAVORE
Roma
Grazie
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