Il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, intervenendo a un convegno di Confindustria sulle relazioni industriali e dedicato al giuslavorista Marco Biagi, di cui ricorre tra due giorni il nono anniversario dalla data dell’assassinio, plaude alla svolta contrattuale che gli accordi di Pomigliano e Mirafiori hanno impresso al sistema delle relazioni industriali in Italia.
Secondo Sacconi, grazie ai due accordi, confermati dai lavoratori, tramite referendum, si è spezzato il circolo vizioso di scambio tra le parti di bassi salari e bassa produttività, una tendenza deleteria della nostra economia recente.
In sostanza, secondo il ministro, il problema della contrattazione fino ad oggi in Italia è che i sindacati si erano accontentati di accettare bassi salari per i propri lavoratori, in cambio di basse richieste delle imprese, in termini di produttività.
Ciò ha portato l’economia italiana ad essere poco produttiva e con bassi salari, innescando meccanismi di bassa crescita, alla base dei problemi dell’occupazione nel nostro Paese.
Grazie ai due nuovi accordi Fiat, dice Sacconi, tutto questo viene spezzato. E anche se non tutti sono d’accordo, continua, questo è il sale della democrazia. Come dire, cari lavoratori, “oltre al danno anche la beffa di dichiarazioni inopportune e fuorvianti!
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