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Fri05182012

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Lavoro nero ed evasione: sigilli ad azienda a Teramo


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terfinDue grandi piaghe italiane, quella del lavoro nero e dell’evasione fiscale, sono spesso legate tra loro, come documenta il caso clamoroso, ma fin troppo comune purtroppo, di una fabbrica di Teramo, in Abruzzo.

Il Comando della Guardia di Finanza di Teramo, congiuntamente agli ispettori della Direzione Provinciale del Lavoro della città abruzzese, ha effettuato un controllo presso una fabbrica, il cui proprietario non è stato in grado di spiegare la presenza di nove lavoratori, che, quindi, non essendo regolarmente assunti, lavoravano in nero.

 

Non solo, perché nel corso dei controlli, è risultato che la fabbrica fatturava in nero.

Di conseguenza, è stato deciso di porre subito i sigilli all’azienda, come prevede la legge, che consente l’immediata chiusura di un’attività, in cui risulta irregolare almeno un quinto dei dipendenti.

Come spiegano dal Comando della Guardia di Finanza di Teramo, i due fenomeni dell’evasione fiscale e del lavoro nero viaggiano di pari passo, perché chi non è in regola con il fisco, non è in grado di potere fare lavorare i suoi dipendenti alla luce del sole, non riuscendo spesso a giustificare i volumi di produzione, rispetto all’esiguità del fatturato dichiarato.

Una piaga, quella del sommerso e della sicurezza sul lavoro, che il Ministro Sacconi sta cercando di estirpare con controlli a tappeto da parte dei suoi ispettori: basterà?





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