Quando apriamo la nostra busta paga, sappiamo esattamente cosa c’è dentro, oltre alla retribuzione netta?
Per saperne di più e rendere la lettura di questo documento più facile e chiara, abbiamo messo a punto una breve lista con relative spiegazioni di quelle che in genere sono le voci che troviamo nella nostra busta paga, come le trattenute, l’irpef, l’imponibile ecc.. Allora, partiamo innanzi tutto dal definire cos’è una busta paga: essa è un documento obbligatorio ( Legge n.4 del 1953) che indica tutte le ritenute fiscali, le ritenute previdenziali e la retribuzione netta che il datore di lavoro deve consegnare al lavoratore. Tale documento è l’espressione economica dei rapporti tra il lavoratore e il datore di lavoro con lo stato e gli Enti Previdenziali, ovvero con le Imposte e l’INPS.
Senza la busta paga non si potrebbero determinare le reali spettanze del lavoratore durante il periodo di lavoro ma anche: rilevare eventuali differenze tra il CCNL e il Contratto Integrativo Provinciale ( ed eventuali accordi sindacali aziendali o individuali), determinare concrete azioni legali bastate su ricorsi, ingiunzioni, insinuazioni nel fallimento. La busta paga inoltre è necessaria per poter richiedere un mutuo bancario o un finanziamento e indispensabile per la pensione quando ci sono delle differenze sull’accredito dei contributi INPS.
Con il DL 112/2008 si è introdotto il libro unico del lavoratore al posto del libro matricola e del libro paga, questo serve al lavoratore per documentare lo stato reale del suo rapporto di lavoro e agli organi di vigilanza per poter controllare l’esattezza di tutti gli obblighi previdenziali, fiscali e amministrativi.
Ecco, dunque, come leggerla. La busta paga è divisa per sezioni: abbiamo la sezione del libro paga dove i dati in esso contenuti sono gli stessi di un normale cedolino paga, in alto abbiamo i dati anagrafici , mentre nella parte centrale si trovano le somme in denaro e le relative trattenute. In basso vi è il calendario delle presenze che serve a valutare i giorni di presenza e di assenza del lavoratore. Nel calendario vanno indicate le ore di assenza per malattia o ferie, le ore di straordinario, gli eventuali turni notturni di lavoro. Questa parte possiamo chiamarla la struttura della sezione presenze. Abbiamo poi la struttura della sezione anagrafica e retributiva, divisa in alto, dove c’è l’intestazione, nel corpo, in cui sono indicate le competenze e le trattenute unite ai giorni lavorativi con il totale delle spettanze, infine, nella parte più bassa della pagina ci sono queste quattro voci, una dopo l’altra: dati previdenziali, dati fiscali, T.F.R. e retribuzione netta.
La sezione anagrafica comprende i dati della ditta con relativa posizione INPS, INAIL e di dati anagrafici dei lavoratori che comprendono numero matricola, codice fiscale, data di nascita e data di assunzione. Nella parte retributiva troviamo le seguenti voci: Mese di Retribuzione, Sede di Lavoro, Contratto di Lavoro, Livello – Qualifica , Elementi del Trattamento Salariale, Ferie, Festività e Permessi retribuiti, le Modalità di pagamento della Retribuzione. Il cuore della busta paga è costituito dalla sezione della retribuzione che si trova a centro pagina che è stabilita dal Contratto collettivo stipulato in azienda sulla base del Contratto Collettivo Nazionale. Qui abbiamo le seguenti voci Retribuzione Diretta ( quella effettiva), Retribuzione Indiretta ( in accaso di malattia, ferie, infortunio o maternità ) ,Retribuzione Differita (emolumenti per il T.F.R. 13ma o 14 ema, Fondo Pensione ) ,Retribuzione Lorda ( ovvero con le relative trattenute fiscali e previdenziali), Retribuzione Netta. In fondo alla pagina abbiamo la parte previdenziale e fiscale dove si indicano il TFR, gli assegni familiari, e appunto la Retribuzione netta. Nella parte fiscale si susseguono le seguenti voci: imponibile fiscale, Imposta lorda, detrazioni fiscale e imposta netta. Le aliquote Irpef dipendono dal reddito, se arriva fino a 15mila euro annuali essa è del 23%, fino a 28000 è del 27%. Le detrazioni per coniuge a carico e per i figli dipendono dalla retribuzione e dal numero dei figli, in genere per ogni figlio a carico c’è una detrazione annua di circa 800 euro e in questa lista si inseriscono anche i portatori di handicap. Gli assegni per il nucleo familiare hanno la sigla ANF e sono accanto alla parte fiscale della busta paga, accanto al T.F.R.
L’assegno aspetta nelle seguenti eventualità: durante il Rapporto di Lavoro, in Disoccupazione, in Cassa Integrazione, in Mobilità, in Malattia o maternità, in Congedo Matrimoniale, ai Pensionati. Del T.F.R. ci occuperemo meglio in un’altra occasione, per finire possiamo solo indicare come effettivamente si calcola la nostra retribuzione netta: si prende la retribuzione lorda, si sottraggono i contributi fiscali e previdenziali ( il 9,19%), si sottraggono le trattenute IRPEF e si avrà il salario netto , si aggiungono gli assegni familiari ed ecco il nostro stipendio bello e finito. Non è facile qui fare una sintesi stringata di tutte queste voci fiscali, però torneremo su questi argomenti singolarmente per fare chiarezza su quelle che sono le tasse e i contributi che versiamo. Speriamo comunque di avere, almeno in parte, chiarito cosa voglia dire quella voce Retribuzione Netta alla fine della nostra Busta paga.
Informazioni utili:
http://www.snals.it/bn/bustapaga.htm
http://www.labustapaga.com/
http://www.uil.it/uilm/SettoriAziendeUffici/UFFICIO%20FORMAZIONE/3_%20manuale%20busta%20paga.pdf
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