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Last updateVen, 18 Apr 2014 6pm

Categorie Protette nel mondo del lavoro: chi sono e che tutele hanno




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invalidnypracLa legge 68/1999 tutela determinate categorie svantaggiate di lavoratori, definite protette, per favorirne l'ingresso nel mondo del lavoro. Nello specifico la legge obbliga le aziende con più di 15 dipendenti ad assumere una quota di lavoratori appartenenti alle categorie protette e le incentiva a farlo tramite agevolazioni fiscali.

Requisiti e modalità di accertamento per l'appartenenza alle categorie protette

In base alla legge 69/1999 appartengono alle categorie protette:



  • Individui con invalidità civile di grado superiore al 45%;
  • Invalidi del lavoro con percentuale di invalidità superiore al 33%;
  • Non vedenti e sordomuti;
  • Invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e invalidi per servizio;
  • Vedove, orfani, profughi ed equiparati ad orfani
  • Vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

 

 

All'accertamento dell'invalidità civile, anche quella derivante da cecità e sordità, sono deputate apposite commissioni dell'Asl.

I possessori dei requisiti di cui sopra, che siano disoccupati e abbiano più di 15 anni e meno di 65, possono iscriversi alle liste provinciali del collocamento mirato presso i Centri dell'impiego.

Gli obblighi delle aziende

Come già accennato le aziende che impieghino più di 15 dipendenti hanno l'obbligo di assumere una certa quota di appartenenti alle categorie protette secondo quanto previsto dalla legge, eccole nel dettaglio:

  • da 15 a 35 dipendenti un invalido;
  • da 36 a 50 dipendenti due invalidi;
  • da 51 a 150 dipendenti il 7% di invalidi e un altro beneficiario della legge 68/99
  • oltre i 150 dipendenti il 7% di invalidi e 1% di altri beneficiari della legge 68/99.

Per quanto concerne le aziende che impiegano da 15 a 35 dipendenti l'obbligo scatta solo nel caso di nuova assunzione in tal caso l'assunzione dell'invalido deve avvenire entro i dodici mesi successivi all'assunzione.

Le aziende possono assumere un invalido civile attraverso due modalità:

  • per chiamata nominativa, individuando direttamente il lavoratore da assumere;

  • per chiamata numerica attraverso le liste del Centro dell'impiego.

Il collocamento mirato

Il collocamento mirato è un organo istituito presso i Centri dell'impiego di ogni provincia atto ad agevolare l'inserimento degli appartenenti alle categorie protette nel mondo del lavoro. A questo scopo può sottoscrivere delle convenzioni con le aziende che lo richiedono nelle quali vengono stabiliti modalità e tempi di inserimento degli iscritti al collocamento mirato. Le convenzioni possono essere sottoscritte anche con quelle aziende che non hanno l'obbligo di assunzione di categorie protette.

Le modalità convenute tra aziende e collocamento mirato possono comprendere diverse possibilità quali: la scelta nominativa, periodi di tirocinio formativo o di orientamento, assunzione con contratto di lavoro a tempo determinato, allungamento del periodo di prova rispetto a quello previsto dal CCNL con la clausola che in caso che il periodo di prova non venga superato a causa della disabilità del lavoratore questo fatto non divenga la causa della cessazione del rapporto di lavoro.

Le agevolazioni previste per le aziende

La legge prevede delle agevolazioni al fine di incentivare le assunzioni delle categorie protette, così come recita l'Art. 13 della legge 69/1999

“Attraverso le convenzioni di cui all'articolo 11, gli uffici competenti possono concedere ai datori di lavoro privati (….)”:

- Un massimo di otto anni di fiscalizzazione dei contributi previdenziali e assistenziali per l'assunzione di lavoratori con invalidità in percentuale superiore al 79%;

- Sempre per un periodo massimo di otto anni fiscalizzazione dei contributi previdenziali e assistenziali in caso di assunzione di lavoratori con handicap intellettivo e psichico a prescindere dalla percentuale di invalidità;

- Fino ad un massimo di 5 anni di fiscalizzazione del 50% per l'assunzione di lavoratori con percentuale di invalidità compresa tra il 67 e 79%;

- Rimborso forfetario che copra parzialmente le spese sostenute per adeguare il posto di lavoro a persone con percentuale di invalidità superiore al 50%, per approntare tecnologie finalizzate al telelavoro o per rimuovere eventuali barriere architettoniche.

Per quanto riguarda le cooperative sociali queste possono sottoscrivere particolari convenzioni per l'inserimento di appartenenti alle categorie protette.

Per finanziare le agevolazioni alle imprese che assumono invalidi civili è istituito un apposito Fondo regionale per l'occupazione dei disabili.

Le sanzioni alle aziende

Le aziende siano esse pubbliche o private private che non ottemperino agli obblighi di legge sulle assunzioni dei lavoratori appartenenti alle categorie protette sono perseguibili di sanzioni amministrative disposte dalle direzioni provinciali del lavoro. L'importo di tali sanzioni è destinato al Fondo regionale per l'occupazione dei disabili. Tali sanzioni ammontano a:

- euro 516 in caso di ritardo del prospetto informativo dal quale deve risultare il numero complessivo dei lavoratori impiegati e i nominativi dei disabili e che va inviato entro il 31 gennaio di ogni anno. Per ogni ulteriore giorno di ritardo la sanzione viene incrementata di 25 euro;

- dopo 60 giorni da quello in cui scatta l'obbligo di assunzione di lavoratori disabili 51 euro per ogni lavoratore non assunto.

Casi di esonero

La legge prevede alcuni casi in cui le aziende possono essere esonerate dall'obbligo di assunzione di categorie protette.

- Aziende che si trovino in fase di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale ed abbiano adottato interventi straordinari di integrazione salariale;

- Aziende in liquidazione o in stato di fallimento dichiarato;

- Aziende che abbiano stipulato contratti di solidarietà;

- Aziende in mobilità per il solo periodo in cui perduri la mobilità. Tale periodo può essere incrementato di un anno in caso la mobilità si concluda con il licenziamento di un numero di dipendenti superiore a 5.

Le imprese interessate devono ricevere autorizzazione alla sospensione dell'obbligo, nell'attesa possono ricevere un'autorizzazione temporanea, che non superi i 3 mesi e rinnovabile solo una volta dal servizio provinciale competente. Dopo il termine della sospensione le aziende hanno 60 giorni di tempo per presentare la richiesta relativa agli appartenenti alle categorie protette da assumere.

Le aziende che per la peculiarità della loro attività non possono assumere l'intera quota di categorie protette prevista dalla legge possono essere esonerate dall'obbligo, ma sono tenute a pagare un contributo di 12,91 euro per ogni disabile e per ogni giorno di lavoro.

Le imprese che partecipino a gare di appalto pubblico sono tenute a certificare l'osservanza degli obblighi di legge relative all'assunzione delle categorie protette.


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Commenti  

 
#1 stefano 72 2012-04-02 12:39
io sono invalido al 46% è dal 1993 che lavoro nella stessa fabbrica. Ma questa il 31/12/2011 ha chiuso e ora sono in cassa integrazione fino a ottobre con famiglia a carico e non trovo un lavoro nonostante tutti i curiculum che ho consegnato e inviato via email. Se non trovo niente entro ottobre non so come tirare avanti la famiglia.
 

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