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Liberalizzazione delle professioni: ma non per quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista e autotrasportatore


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budovaparlamentuGiulio Tremonti riprende il tema delle liberalizzazioni nell`agenda del governo. Il ministro dell`Economia ha deciso che una parte della manovra che la prossima settimana porterà all`esame del Consiglio dei ministri riguarderà l`apertura del mercato nelle professioni e nei servizi in particolare.

La bozza parla di “Liberalizzazione per le professioni”, ma non per quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportatore.

Le restrizioni previste attualmente sono abrogate quattro mesi dopo l'entrata in vigore della manovra: una decisione che si basa sul «principio della libertà d'impresa».

Dai cassetti degli uffici di Palazzo Chigi, dove il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia l`ha consegnata da mesi, dovrebbe inoltre essere ripresa anche la Legge annuale sulla concorrenza.

Era stato proprio il presidente dell`Antitrust, Antonio Catricalà, a denunciare la scomparsa delle liberalizzazioni dal menù della politica economica, denunciando tentativi di chiusura dei mercati dettati dagli interessi particolari in settori come le farmacie, le assicurazioni, le libere professioni, i trasporti.

Per più d`una categoria è stato affidato allo stesso ordine professionale il compito di redigere la riforma. Alla fine sono riemerse le tariffe minime per gli avvocati e anche per i trasportatori che minacciavano il blocco delle autostrade.

Di fronte a resistenze così agguerrite e interessi così ben rappresentati, ci vorrebbe un´opinione pubblica attenta alle sorti delle liberalizzazioni.

Rimane ancora tantissimo da fare, infatti, molte professioni continuano a essere dominate da meccanismi di tipo dinastico, in cui aumenta di molto la probabilità di entrare nella professione per chi ha lo stesso cognome di chi è già iscritto all´ordine.





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Commenti  

 
0 #3 angela 2011-07-06 16:33
concordo in parte con quello che dice Paolo, sono una ragazza figlia di minatore e casalinga, mi sono laureata in farmacia e dopo la laurea oltre a lavorare part-time o continuato gli studi specializzandom i e conseguendo altri titoli presso varie università. Tutto questo mi è costato i soldi che io guadagnavo lavorando. Facendo i regolari concorsi sono divenuta prima titolare di una farmacia di 280 abitanti e oggi sempre per concorso di una urbana. con i sacrifici che ho fatto i concorsi mi hano dato la possibilità di scegliere non perchè i miei sono farmacisti ma parchè essere Farmacisti significa essere professionisti, preparati ed aggiornati difronte ad un lavoro complesso che è quello della salute pubblica non quello dei mercati, sconti ecc.ecc.. Un professionista invece di fare polemiche dovrebbe pensare a formarsi nel suo campo non in quello di commesso nelle coop che poi sarebbero le più interessate alle liberalizzazion i, sta di fatto che molte sedi della Regione Lombardia e Piemonte non si sono potute aprire per mancanza di accettazione da parte di farmacisti, altro che dare più servizio come la dice Catricalà.
Sarebbe giusto invece velocizzare i concorsi specie in quelle regioni dove sono fermi da anni vedasi regione Calabria che ci sono disponibili circa 60 sedi e nessuno ne parla. I colleghi invece di spingere a denigrare la professione per agevolare profitti a chi di farmaceutica non ne capisce nulla (coop, ecc.) dovrebbero battersi per far bandire tutti i concorsi e questo porterebbe all'apertura di molte farmacie e tra titolari e dipendenti si coprirebbero molti più posti di lavoro di "farmacisti" che di commessi alle coop con le liberalizzazion i.
 
 
-1 #2 Francesco 2011-07-02 17:55
Infatti la storia delle liberalizzazion i deve essere apprivata in parlamento una volta per tutti.Non è giusto che chi consegue una laurea (tipo in farmacia) non puo' svolgere la professione di farmacista in proprio che deve andare a fare la commessa in una farmacia a quattro soldi.Il tempo dei padroni deve finere altrimenti non sara' democrazia.Al contrari mi sembra una dittatura molto democratica.Distinti saluti
 
 
0 #1 Paolo 2011-07-01 11:36
Finiamola con questa storia. Chi ha fatto anni se non decenni di sacrifici per aprirsi un attività non sarà mai disposto (a ragione) a vedere andare in fumo tali sacrifici perché lo ha deciso la signora Marcegaglia o il signor Montezemolo. Parlate di più del fatto che andrebbe tolta immediatamente la sciagurata legge Biagi che tanto fa comodo agli imprenditori e che ha precarizzato intere generazioni. La faremo noi questa campagna e vedremo cosa ne pensa l'opinione pubblica. Se poi si vogliono indebitamente cancellare ordini e professioni il primo che andrebbe tolto e per il quale ci batteremo affinché sia tolto sarà quello dei giornalisti (anche se il signor Napolitano e molti altri potenti hanno parenti strettissimi nell'ordine, che infatti stranamente non viene mai messo in discussione). Distinti saluti
 

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