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Perché i neolaureati faticano a trovare lavoro





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lrtLe opinioni più diffuse dicono che i neolaureati, anche brillanti, fatichino a trovare lavoro perché:

- c’è la crisi e non assume più nessuno;

- le università italiane non formano adeguatamente al mondo del lavoro;

- i giovani non hanno voglia di lavorare.

In effetti ognuna di queste ipotesi ha un fondo di verità e l’insieme di questi tre fattori contribuisce a creare un clima di ansia e pessimismo che non giova sicuramente ai giovani che stanno approcciando per la prima volta al mondo del lavoro.

Detto questo, secondo me il problema è decisamente meno superficiale di come può apparire.

Ogni giovane frequenta l’università nella speranza di formarsi adeguatamente per il mondo del lavoro. Gli viene insegnato che un laureato ha molte possibilità in più di un ragazzo che si è fermato alla scuola dell’obbligo. Le professioni più ambite passano attraverso la preparazione accademica. Nella mentalità popolare i laureati guadagnano di più. Molte aziende restringono la ricerca di personale a figure laureate. Insomma un laureato è meglio!

Quello che accade è che nella mente dei giovani si forma l’idea (malsana) che laureandosi si raggiunge il traguardo. Una volta presa la laurea le aziende faranno la fila per averti. Tu ti distinguerai dalla massa ignorante emergendo come un diamante!

I fatti hanno dimostrato il contrario. Negli ultimi anni infatti i giovani che escono dalle università, fatta eccezione per alcune lauree (tipo ingegneria informatica), si trovano sperduti e soli nel mare dei disoccupati. Non è nuova la partecipazione di laureati a concorsi pubblici con inquadramenti molto bassi. D’altra parte chi ha bisogno di lavorare prima o poi si rimbocca le maniche e comincia a cambiare le proprie credenze. È proprio di questo che si tratta: credenze. I giovani hanno la falsa credenza che laureandosi otterranno la realizzazione personale, saranno arrivati, saranno “meglio”.

In realtà la vera formazione inizia subito dopo! E la carta migliore che un laureato possa giocarsi è l’umiltà. Quell’umiltà che ti fa dire: sono disposto ad imparare.

Se dovessi dare un consiglio ad un neolaureato che si affaccia al mondo del lavoro sarebbe proprio questo: rimboccarsi le maniche e disporsi mentalmente come una persona che ha molto da imparare.

Un atteggiamento mentale di questo tipo ti farà guardare di buon occhio anche uno stage non retribuito in cui si passerà la giornata a fare fotocopie e portare caffè perché si avrebbe l’occasione di assaporare una realtà lavorativa, imparare rubando con gli occhi e aggiungere una riga al nostro cv che ancora non è molto invitante!

 



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Commenti  

 
0 #12 ida maia 2010-09-04 18:13
Io penso che la verità è che l'Italia è un paese di furbi e di vecchi che non sono disposti ad investire sui giovani e sulle novità, che ha il terzo debito pubblico mondiale e che di lavoro ce ne sia molt poco. Per non ammettere l'incapacità di un'intera generazione di portare avanti il paese ed un uscire dalla crisi si dice che i giovani sono bamboccioni e non vogliono lavorare...bhè fa un pò ridere se penso a quanta gente fa stage gratis per anni, lavora a progtto e in realtà è lavoratore dipendente, lavora in un call center per andare avanti ed ogni sera guarda la laurea con le lacrime agli occhi. La verità è che lo stato e le aziende stanno lucrando sulla nostra disperazione...svegliatevi che poi ci sfruttano e ci chiamano pure bmboccioni!!! Veniteci a trovare su facebook, stiamo crcando di creare un gruppo unito che lotti per regolare le situazioni che pongono noi giovani in netto svantaggio...uniamoci e saremo forti!
http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=103494306368259&ref=ts

Millennials- non è un paese per giovani
 
 
0 #11 Mirco 2010-06-05 09:28
Non per voler rincarare ulteriormente la dose ma vi dico che.. dopo tutta questa trafila.. una volta dentro ci puoi anche "morire" di fotocopie. Scordatevi la meritocrazia e il concetto di fare carriera. Al massimo diventerete dei capogruppo-caporeparto e stop.
(ovviamente io mi auguro sempre di sbagliare e vi auguro il meglio)


Ora.. non pendete queste parole come un deterrente per non impegnarvi.. al contrario prendetele per impegnarvi di più.


Visto che ce n'è così tanta di gente esasperata, sarebbe molto bello unirsi insieme e dar vita ad un progetto comune. Una sorta di cooperazione tra esasperati, dove ognuno si mette a disposizione del prossimo. Altro che aziende! E qui concedetemi di dare libero sfogo alle utopie di gioventù a me molto care :-)

Mi ha ha colpito una frase di Roberta a cui vorrei dedicare un plauso particolare ed è quella in cui afferma sostanzialmente che noi avremmo fatto lo stesso se fossimo state delle aziende. E' vero Roberta. E' proprio questo il problema di fondo. Personalmente io non credo proprio che avrei fatto così.. peròò qui tu dirai che è ovvio e che tutti dicono così.

Il problema è proprio che all'interno del gruppone dei vari "bamboccioni-piagnoni" serpeggiano persone che appena hanno l'occasione e la convenienza non hanno nessun problema a diventare esattamente come quelli che hanno criticato fino al giorno prima.

Basta una mela marcia per mandare a monte tutto. Basta un debole.. e si dissolve così la mia utopia di far parte di un gruppone compatto e deciso a voler cambiare le regole del gioco. Per farlo bisogna essere in tantissimi e basta una sola ingenua mela marcia per rovinare tutto.

Ed è così che mi ritrovo casualmente a leggere Machiavelli e ad apprezzare la sua sincerità.

Metto tutti sullo stesso piano della dignità io. E anche dell'intelletto perchè sono convinto che ognuno di noi sotto-sotto sia in grado di capirle certe cose, e chi non lo fa è perchè noon vuole farlo, solo che poi ci vende le sue scelte utilizzando i soliti slogan mistificatori.

Badate bene che possiamo essere i più squali di tutti. Ma non vogliamo esserlo. Badate bene che tutto è molto semplice ed inequivocabile.

Bisogna smetterla di guardare ad altre entità-aziende-persone come qualcosa di inarrivabile e superiore. perchè non è così.

Essere umili non significa dover essere stupidi, anzi. Che non si faccia confusione, e non significa nemmeno essere viscidi.. Tanto ragazzi.. non vi crederete mica che chi è sopra di voi non lo capisca che state strissciando ai suoi piedi ? ah ah ah, lo capisce e come e vi fa abboccare fin quando sul più bello non vi lascierà indietro con una bella mossa a sorpresa,. E avrà fatto pure bene a farlo!

Altro che colloqui ragazzi..

Buondì
 
 
0 #10 perplessa 2010-06-03 22:08
Io non credo che il problema siano le false aspettative di un neolaureato convinto che il mondo del lavoro possa aprirgli le porte.. Si, perché è garantito: quelle spariscono subito, non appena si inizia a cercare lavoro e ci si imbatte nei primi tirocini non retribuiti e - soprattutto - non necessari per l'azienda. Io ho smesso ben presto di aver fiducia che la buona volontà venga premiata da quella fantomatica meritocrazia ormai introvabile. Basta pensare che molte aziende attivano tirocini con finanziamenti regionali/europei e richiedono la presenza di tirocinanti senza averne bisogno. Così tanta gente qualificata, volenterosa e piena di energie resta del tutto inutilizzata. Mi è capitato.. Fresca di laurea triennale a pieni voti nel 2006 mi son ritrovata per mesi a fotocopiare documenti dopo aver vinto un concorso molto selettivo per una strapubblicizza ta work experience per brillanti neolaureati.. Ero carica, speravo di imparare tanto, capire e aprirmi nuovi orizzonti. In realtà non servivo ad altro che a ricevere fondi o bonus..
Le altre esperienze non sono state meno deludenti..purtroppo.
Mi sono ri-laureata per completare il mio percorso di studi, per non fermarmi e imparare ancora di più.
Continuo a trovare solo tirocini da poco, prestandomi a far qualsiasi cosa (anche il caffé).. La cosa veramente triste è che quando si ottiene un lavoro sembra che sia quasi un gesto caritatevole..
Come si può avere ancora energia e speranza?
 
 
0 #9 gerardo 2010-06-03 17:50
non penso basti essere umile, anzi, alle volte sembra produca un effetto dannoso...sono ingegnere e nella mia vita ho fatto di tutto, dall'ingegnere al musicista, dal cameriere all'andare a raccogliere la frutta. purtroppo questo sembra essere uno svantaggio, infatti la domanda che mi viene posta sempre ai colloqui è: "lei sembra non aver capito qual'è la sua strada, passa da un lavoro all'altro senza nessuna logica"...SENZA NESSUNA LOGICA? la logica c'è, eccome se c'è! so bene quale lavoro mi piacerebbe, e intanto che non arriva che faccio? sto fermo? aspetto? perchè così, chi legge il CV capisce la logica e mi assume? e così che vanno le cose? io non ci capisco proprio nulla!...non è l'umiltà a fare la differenza, nè le capacità...ma allora cosa?

un in bocca al lupo a tutti voi...
 
 
0 #8 Silvia 2010-05-19 14:01
Ciao a tutti sono un ingegnere e di leggere ancora che laurearsi in ingegneria paga mi fa fare una grossa risata. Studiare, in generale in Italia non paga, nello specifico ingegneria ancora meno! E' finito il tempo in cui eri l"INGEGNERE" adesso sei un laureato qualunque basti pensare che per certi ruoli di dirigenza ricercano laureati in filosofia! Per la retribuzione poi meglio non parlare..Ho già due amici che hanno abbandonato la carriera di ingegnere per fare i cuochi e a loro detta vivino molto meglio di prima e sono meglio retribuiti.Sono pienamente d'accordo con Nearco quando dice io farei volentieri l'ingegnere informatico se mi danno un'adeguata formazione, il problema che non ci pensano proprio a dartela perchè c'è tanta offerta. Perchè dovrebbero perdere del tempo con te quando trovano decine di laureati in ingegneria informatica con il massimo dei voti??
Avendo io vissuto la riforma universitaria (io sono del vecchio ordinamento quando non esisteva il 3+2) penso che quello che sta accadendo sia la naturale conseguenza della bomba innescata. Inutile creare figure come l'ingegnere di primo che si è visto subito che non portava a nulla tant'è che sono pochissimi a fermarsi alla triennale! Scusate se ho divagato ma ci sarebbero molte cose da dire.. in ogni caso lavorare gratis non è il massimo ma fai esperienza.. senza di quella non puoi prentedere nulla! Per fare uno stage ormai richiedono 2 lingue, conoscenze informatiche di alto livello e poi se sei donna beh è tutta un'altra storia! Scusate se vi ho annoiato, ma dopo un'infinità di sacrifici mi resta molta amarezza, per Nearco un'imbocca al lupo per la specialistica! :D
 
 
0 #7 Roberta P. 2010-05-19 02:27
In questo sito cerchiamo di evitare gli insulti e di mantenere sempre gli scambi di opinione su un piano civile. Detto questo posso capire la frustrazione di chi dopo tanto impegno non trova ancora lavoro. In questo momento è difficile trovare una causa unica per "identificare un capro espiatorio" perchè la crisi persistente ha distrutto moltissimi mercati. Questo non toglie che dare la responsabilità tutta all'esterno non giova assolutamente a creare una situazione di pro-attività. Ammettiamo anche il caso che le aziende non abbiano intenzione di pagare una persona laureata ma senza esperienza (chissà come mai); cosa possiamo farci noi? NULLA. Possiamo cambiare solo quello che dipende da noi. E da noi dipendono molti fattori alcuni determinanti (come l'esperienza).
Mi spiace sempre generalizzare perchè credo profondamente che ognuno di noi sia un universo a sé ma è anche importante far arrivare degli stimoli a chi ancora non è mai entrato nel mondo del lavoro.
 
 
0 #6 Nearco 2010-05-18 13:08
Io sono Ingegnere Elettronico di Primo Livello, mi mancano 3 esami per la Specialistica.
Purtroppo ho impiegato molto tempo per prendermi questa laurea, per molti motivi che non sto a elencare, alcuni gravi, altri meno, e comunque anche per demerito mio.

Fatto sta che comunque ho una Triennale in mano, e sono mesi che cerco lavoro e non trovo.

E non mi si venga a dire che non sono umile perchè ho fatto anche lo spazzino, questo articolo mi fa pena.

La realtà è che le aziende non vogliono spendere, quindi:

O pretendono l'esperto, così sì lo pagano ma hanno anche il risultato

O vogliono il giovane laureato subito con alto potenziale, non spendendo nulla o spendendo poco con apprendistato.

Non è questione nè di umiltà nè di formazione POST universitaria, sono anche pronto a reinventarmi Informatico puro se mi danno la possibilità di una formazione, ma non ne vedo...

Chiamatemi pure stupido, ma oggi come oggi gira così.
 
 
0 #5 Roberta P. 2010-05-17 18:38
Anche a me piacerebbe cambiare il mondo... mi piacerebbe che la gente parlasse con il cuore... mi piacerebbe che l'Amore fosse l'unica cosa che esiste... mi piacerebbe che ognuno di noi facesse un passo verso l'altro ogni giorno... mi piacerebbe non accendere la televisione e sentire tragedie...bambini che muoiono di fame, gente che muore assassinata o gente che si svena per protesta... Mi piacerebbe svegliarmi e vivere in un mondo ideale dove il male non esiste...
Purtroppo però viviamo in un mondo che contribuiamo ogni giorno a costruire... ognuno di noi che compra il cellulare nuovo o la macchina figa o i levi's ultimo modello... ogni volta che scegliamo una marca piuttosto che un'altra facciamo gli interessi di un'azienda piuttosto che un'altra... ma vuoi sapere qual è la verità? Che "loro" ci guadagnano comunque e chi ci perde siamo sempre noi pesci piccoli... finchè non saremo disposti a cambiare le cose dal profondo tanto vale cercare di stare a galla meglio che possiamo.
Se le aziende sfruttano gli stagisti che gli stagisti sfruttino le aziende.. il problema dei laureati è la mancanza d'esperienza... mettete in conto che oltre all'università dovete spendere almeno due anni sottopagati per poter scrivere qualcosa di interessante nel vostro cv tanto da renderlo appetibile. Loro sfruttano voi voi sfruttate loro...

..e poi qualcuno diceva che il sistema si cambia dall'interno... sfido tutti quanti voi che ora vi lamentate... quando sarete dentro farete come loro o peggio...

un caro saluto
Roberta
 
 
0 #4 Roberta P. 2010-05-17 18:32
Ciao Mirco,
io non sono una giovincella e neppure un'imprenditrice... in linea di principio potrei essere d'accordo con te ma la vita lavorativa è fatta di compromessi e i "giovincelli" di oggi non sanno neppure dove stanno di casa... il mio voleva essere solo un consiglio disinteressato a chi si chiede come mai non trova lavoro... parlo per esperienza personale: prima di trovare un impiego serio nel settore che soganvo ho fatto un anno di gavetta "seria" a 300 euro al mese...che stando fuori casa ti posso assicurare che equivale a nulla... ma ho scritto qualcosa sul mio cv e alla fine sono riuscita a fare il lavoro che sognavo da quando ero piccola... sono certa che loro mi abbiano sfruttato...(se è per questo anche con uno stipendio pieno alcune aziende riescono a sfruttarti)... ma io ho sfruttato quell'esperienza per costruirmi una professionalità che poi mi sono ampiamente rivenduta...

alla prossima
R
 
 
0 #3 mirco 2010-05-17 04:33
x RobertaP

La mia non voleva essere per niente la solita diatriba tra giovincelli laureati Vs imprenditorini. Se volete andare a lavorare gratuitamente fatelo pure. Io sono contrario. Un minio di rimborso, seppur simbolico ci vuole SEMPRE.

E' una questione d' amor proprio innanzi tutto e di rispetto in generale verso il lavoro. Non conta quanto, può essere anche 1 euro, ma ci DEVE essere.

Le aziende che non pagano lo stage sono aziende poco serie.

Semplice.

Anche riuscire a cavarsela senza farsi prendere per il collo da nessuno è un ottima esperienza formativa.

Ciao
 
 
0 #2 mirco 2010-05-16 07:45
se tutti si opponessero al lavoro gratuito staremmo meglio tutti.

Purtroppo così facendo peggioriamo la nostra situazione. Il problema non è il lavoro gratis per sè. Il problema è che le aziende ci marciano. E come se ci marciano!!!

Gestiscono iinteri rami dell'azienda destiati a mansioni di basso livello a tutti gli stagisti, che, dopo essere stati selezionati in maniera accurata, vengono spolpati ben bene per poi essere rimandati a casa.

Le aziende amministrano veri e propri settori con la scusa degli stage gratuiti, facendo rotazioni tra stagisti, risparmiano un sacco di soldi
 
 
0 #1 mirco 2010-05-16 07:41
se tutti negassero il lavoro gratuito le aziende luvrerebbero meno. E staremmo tutti molto meglio.

pazienza..
 

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