Una delle attività più delicate dello Staff di Bianco Lavoro è quella di analizzare ad una ad una le offerte di lavoro pubblicate per garantirne la coerenza dal punto di vista legale ed etico (leggi cosa è un Bianco Lavoro e quali sono le procedure per garantirlo).
Tutti i giorni ci scontriamo con offerte ambigue, poco chiare, semi-anonime, proposte di multilevel, etc... ovviamente non pubblichiamo tali annunci ed in caso di dubbio contattiamo l'inserzionista per chiedere spiegazioni e magari “guidarlo” ad una corretta redazione dell'offerta.Detto ciò, l'elemento su cui facciamo più fatica è la “discriminazione basata sull'età”. Oramai tutti capiscono e si rendono conto che non è possibile discriminare per sesso, razza, religione, orientamento sessuale, etc... ma per età (chissà perchè?) è poco chiaro; ed in moltissimi annunci viene richiesto un requisito del tipo “dai 25 ai 40 anni”, “massimo 35 anni”, “il candidato ideale ha non più di 25 anni”....
Questo è anche il fenomeno che più difficilmente riusciamo a contrastare, per una serie di motivi:
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La legislazione parla chiaro... ma non troppo, nel senso che ai sensi dell'art. 10 del Decreto Legislativo 10 settembre 2003 n. 276 è fatto divieto di indagare e quindi prendere in considerazione (oltre ad elementi quali affiliazioni politiche e sindacali, orientamenti sessuali, origine etnica, etc..) l'elemento età! Tuttavia nello stesso articolo si legge: “a meno che non si tratti di caratteristiche che incidono sulle modalità di svolgimento della attività lavorativa o che costituiscono un requisito essenziale e determinante ai fini dello svolgimento dell'attività lavorativa.” E' chiaro che se un'azienda desidera assumere un apprendista oppure un giovane con contratto di inserimento, è più che legittimata ad inserire il limite di età previsto dalla legge (anche se sarebbe comunque buon uso specificarlo nell'annuncio, ad esempio“contratto di apprendistato”, e non limitarsi a “max. 29 anni”... ma in questo articolo ci limitiamo a parlare di legislazione e non di etica e modalità di “buon recruiting”). Ma se un'azienda scrive “massimo 45”, noi come editori online di un portale lavoro, come facciamo a stabilire che non si tratti di “requisito essenziale ai fini dello svolgimento dell'attività lavorativa”? Ad intervenire in questi casi dovrebbero essere le istituzioni, ma probabilmente non lo fanno poiché esse stesse si rendono conto che o si modifica la legge e la “cultura del recruiting”, oppure non inserire in annuncio il limite di età resta un'ipocrisia, perchè poi comunque l'azienda elimina a posteriori la candidatura... ma questo lo approfondiamo più avanti
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Abbiamo spesso scritto ad inserzionisti che indicano età palesemente illegittime anche in considerazione della sopracitata legge. Bene solo alcune hanno ringraziato per l'informazione (abbiamo dato i termini di legge, che non conoscevano, e questo la dice lunga sulla cultura della “discriminazione per età” e su quanto “ministeri delle pari opportunità” ed istituzioni siano efficienti nelle attività informative...) ed hanno adeguato gli annunci. Molti altri, o non hanno risposto o, peggio ancora, ci è stato detto “Allora cambiamo sito per pubblicare perchè questo è un requisito fondamentale richiesto dall'azienda nostra cliente!” .
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A quest'ultima affermazione, si potrebbe essere spinti a non dar torto, poiché è meno ipocrita del non indicare età e poi discriminare con i CV in mano... ma crediamo che i professionisti delle Risorse Umane, oltre ad essere dei bravi selezionatori debbano anche essere degli specialisti in legislazione ed etica del recruiting, fungendo da formatori e da consulenti nei confronti dei propri clienti o dei propri referenti.
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Altra nota dolente: il primo trasgressore nella pubblicazione di annunci discriminatori è proprio chi dovrebbe controllare e dare il buon esempio.... l'Istituzione Pubblica! Non ci credete? Fate un giro nelle sezioni offerte di molti Centri per L'impiego (Enti Pubblici, ricordiamo, sotto la giurisdizione delle province...). Ecco un esempio, ma ve ne sono migliaia: http://prenet.provincia.fi.it (provate ad entrare nelle offerte).
Cosa ne pensiamo in definitiva?
Molte aziende (la maggior parte purtroppo) sono poco lungimiranti in questo senso e non si rendono conto di come il mondo del lavoro sia cambiato... discriminare qualcuno perchè ultra-cinquantenne o ultra-quarantenne è una assurdità e viene fatto probabilmente perchè vecchi luoghi comuni continuano a persistere (“chi è più grande si adatta meno”, “ha già una sua impostazione mentale e difficilmente si abituerà alla nostra azienda”, “se è meno giovane apprende più lentamente le modalità di lavoro e l'utilizzo delle tecnologie”, “tra qualche anno, dopo che sarà formato, andrà in pensione”... etc...)!
Ebbene, cari imprenditori e Responsabili Risorse Umane: Fermatevi un attimo a riflettere! Siamo nel 21° secolo! A 40, 50 ed anche 60 anni, donne e uomini sono quasi sempre al passo con i tempi, seguono la tecnologia, hanno tanto da insegnare ma contemporaneamente hanno elasticità mentale da adattarsi al cambiamento! Le età pensionabili sono salite ed i lavoratori sono sempre più in forma. Paura che assumendo un cinquantenne, dopo soli 15 anni di lavoro da voi vada in pensione? Il ciclo medio lavorativo di un dipendente in Italia oggi è di meno di 5 anni, ed i giovani cambiano più velocemente posto di lavoro rispetto agli anziani; in sostanza: assumendo una persona di 50 anni avete maggiori possibilità di tenerla in azienda più a lungo rispetto ad assumere un trentenne.
Avete paura che costino di più perché hanno famiglia da mantenere? Provate ad accordarvi per uno stipendio a salire sulla base dei futuri risultati, scoprirete che sono persone orientate agli obiettivi e sicure delle proprie competenze, disponibili ad avere degli “scatti” a dimostrazione dei loro successi.
Ed alle Agenzie per il Lavoro cosa diciamo? Cosa rispondere alla richiesta del cliente che chiede un “massimo 35 o 40 anni”? Magari non limitarsi a fare i “camerieri” della selezione, portando a tavola “l'ordine”, ma da veri professionisti fornire consulenza ed orientamento al cliente. Molte aziende non vogliono discriminare a priori, ma proprio non conoscono la legge e nel fare le richieste si basano su vecchi modelli e cliché ormai in disuso. Quasi sempre non si chiedono neppure perchè max. 40 anni.... lo chiedono e basta, per abitudine.
Non vogliamo fare gli ipocriti cancellando da Bianco Lavoro le offerte con età massima (anche perchè, come detto prima, non spetta a noi stabilire quando è legittima e quando no, ma alle istituzioni), vogliamo però informare in maniera chiara che la discriminazione per età, oltre che vietata per legge, è anche inutile e capace di privare l'azienda di valide risorse!
Il nostro obiettivo è che tra qualche tempo, le offerte di lavoro non solo non presentino limiti di età perchè vietato per legge, ma che l'inserzionista assuma consapevolezza e prenda in considerazione tutte le candidature in linea indipendentemente dalla situazione anagrafica.
Molto ben accetti commenti costruttivi da parte di professionisti, aziende ed anche... candidati giovani e vecchi!
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Commenti
daccordissimo in linea di principio che per alcuni lavori l'eta` conta nel senso scaricare cassette di verdura per un vent'enne e' molto piu' facile ( se allenato) che per un sessant'enne.... ma non dimentichiamoci che i nostri contadini ( sino al secondo dopoguerra) dissodavano le terre e mietevano a mano sin dopo i settat'anni e che in epoche precedenti i Leginonari Romani erano ritenuti validi sino a sessantacique anni ! Ora che dal primo dopoguerra al dissolvimento degli Imperi centrali tutti i paesi occidentali tutti i paesi occidentali adottarono il cosi detto principio del barone Von Bismark era dovuto da un fattore piu' pratico che dalla eta' vera e propria, purtroppo il mondo si e' accomodato sul "fait accompli" e non e' mai stato praticamente possibile rivedere la situazione anche in vista dell'aspettanza di vita prolungata, ma basterebbe per noi del Sud Europa guardare un poco piu' in alto, in paesi come la Svezia, le fabbriche sono piene dei " over " 60 ! Come fanno ? e ' questione di cultura, il sopra Sessanta si dedica a lavoro con piu' dedizione ed usa tutta la sue esperienza, in altre paroel e' una persona dedicata! Cio' e' troppo difficile per i nostri politici da comprendere? oppure e' un nostra buona scusa per volersi non piu' dedicare ma prenderesela con comodo ?
Sono una over 50 appena licenziata. passo le mie serate a inviare curriculum a varie agenzie interinali , dato che questo è uno dei pochi modi rimasti per cercar lavoro. sono molto delusa in primis della discriminazione per gli over tenendo conto del fatto che il limite per andare in pensione si è alzato , a questo proposito perchè non abolire la restrizione di età per accedere a qualunque posto di lavoro?? In secondo luogo sono amareggiata per come le agenzie si rapportano con gli utenti(forse solo con gli over?), a me è capitato di telefonare per accertarmi che la mia mail con la candidatura fosse pervenuta , la risposta e' stata molto evasiva e frettolosa per nulla gentile. Spero di trovare senza dovermi avvalere dei loro servizi. un ultima cosa.. perchè questo governo tecnico come anche quelli precedenti si avvale di over 50????????????? ciao
Trovo giusto che le società e/o aziende debbano essere informate ma visto che si tratta di articolo legislativo (se così posso scrivere) come mai a dare il cattivo esempio sono in primis gli enti statali che fanno pubblicare i concorsi con i limiti d'età?
come mai pur sapendo che superato il trentesimo o trentacinquesim o anno d'età parte dei dipendenti statali ormai assunti in età ovviamente giovanile post diploma o laurea continuano giustamente a fare carriera all'interno dei posti statali senza problemi e non per forza fuori dal luogo di lavoro ma negli uffici dove magari non è richiesto lo sforzo fisico o la velocità di riflessi di un venticinquenne?
(vedi guardia forestale, carabinieri, polizia, vigili urbani) ?
sono possibili le assunzioni statali senza limite d'età nei luoghi dove il candidato over trentenne può accedere senza alcun problema?
consiglio di preoccuparci e prodigarci di diffondere questo problema propio adesso che si sta cercando di formare un governo tecnico e fare arrivare le ns lamentele fino al governo.
Pulvirenti francesco
Acitrezza (CT) 13/11/2011.
C'è una bella iniziativa di giovani che dicono no a questo tipo di offerte, non sarebbe male che anche questo sito vi si collegasse, perché l'unione fa la forza e oggi siamo troppo divisi per riuscire ad ottenere qualcosa.
vedo con molto piacere che l'argomento sulla discriminazione per età comincia a toccare punti sempre più sensibili. Significa che qualche traccia della nostra fatica di diffusione e di lotta sull'argomento comincia a dare i suoi frutti. E' un buon segno vedere che le persone che hanno capito la importanza della non discriminazione siano sempre più numerose.
Voglio solo segnalare che c'è una norma più stringente della legge Biagi: il DLGS 216/03, il quale all'art. 3 afferma chiaramente tale concetto in sintonia con la comunità europea. Anche nella esperienza della nostra associazione Lavoro Over 40 (www.lavoro-over40.it) abbiamo verificato aziende e organizzazioni che hanno perfettamente compreso il problema ed altre che cercano di arrampicarsi sui vetri per giustificare il loro atteggiamenti di inserire la età nelle loro inserzioni. A queste aziende dico che hanno capiro ben poco della portata della legge; la declinazione della legge non è solo forma, ma è anche sostanza. Il non esporre l'età costringe gli operatori del settore a riflettere sulle vere necessità delle aziende e non a fermarsi ad un giudizio anagrafico. SE poi tale operatore è un'agenzia per il lavoro il far riflettere le aziende sulla non esposizione dell'età, rappresenta un tratto essenzialer della consulenza: al contrario tali consulenti saranno solo dei beceri interpreti delle volontà del committente e non cresceranno mai in qualità. Se a loro va bene così facciano pure.
Insieme ad una agenzia noi abbiamo anche steso un decalogo da rispettare per la accettazione e selezione del lavoratori Over 40 , sempre più ampiamente esclusi dal mondo del lavoro in un momento in cui la tendenza demografica è di allungamento della vita e la tendenza lavorativa è di allunagre il periodo di permanenza nel mondo del lavoro e di allontamnamento del momento di quiescenza. Il testo di tale decalogo è reperibile sul nostro sito.
Sono stato Bruxelles in questi giorni e parlando con alcuni dirigenti del settore giuridico e del lavoro, si sono meravigliati del fatto che essendoci una precisa direttiva europea in tema di non disciminazione, si assista ad un lassismo nella applicazione da parte dei paesi membri e soprattutto una mancata applicazione delle sanzioni che sono previste. Ho promesso loro che avremmo approfondito l'argomento cin precisi fatti.
Come vedete l'argomento è molto spinoso e noi della associazione lavoro Over 40
Giuseppe Zaffarano
Presidente Associazione Lavoro Over 40
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