9.200 I PROFESSIONISTI INTERVISTATI SULL’ATTUALE SCENARIO ECONOMICO
Milano 15 marzo 2010 – Randstad, secondo player al mondo nel mercato dei servizi per le Risorse Umane, pubblica i risultati della prima edizione 2010 del “Workmonitor”. Il sondaggio, realizzato in 23 Paesi tra Europa, Americhe e Asia, traccia il livello di fiducia che i professionisti dipendenti ripongono nelle aziende per cui lavorano, analizzando inoltre le loro opinioni circa gi strumenti capaci di fronteggiare l’attuale periodo di crisi.
-
A livello generale, gli Stati in cui è più alta la percentuale di dipendenti che sono “soddisfatti” o “molto soddisfatti” di come stanno operando le aziende per cui lavorano, sono risultati essere:
1. India 86% 2. Cina, Messico, Argentina 83% (a pari merito) 3. Australia 82% 4. Stati Uniti e Repubblica Ceca 78% (a pari merito) 5. Turchia 77%. L’Italia è in sesta posizione con il 76%. Nelle ultime posizioni l’Ungheria con il 52% ed il Giappone con il 46%.
-
Guardando all’immediato futuro invece, il maggior tasso di fiducia dei lavoratori sulla crescita - entro il 2011 - delle imprese per cui operano, è stata registrata in:
1. India con l’89% dei dipendenti che lo “crede” o lo “crede fortemente” 2. Cina con l’86% 3. Messico 83% 4. Stati Uniti e Argentina 82% 5. Australia 76%. L’Italia riporta valori medi con il 62% di fiducia. Le ultime tre posizioni sono occupate dalla Francia col 54%, l’Ungheria con il 50% ed il Giappone con solo il 33%.
-
Rispetto alla crisi, i mercati in cui i dipendenti si sono dichiarati “più favorevoli” all’introduzione di misure “impopolari” per difendere il business delle aziende in cui lavorano, sono stati:
1. Repubblica Ceca con l’80% degli intervistati 2. Slovacchia 74% 3. India e Giappone 71% 4. UK 70 % 5. Stati Uniti 69%. Negli ultimi tre posti l’Italia col 47%, la Francia (44%) e l’Argentina (40%).
-
Le più basse percentuali relative alle “tensioni sul posto di lavoro” sono
state poi registrate in:
1. Norvegia, con solo il 26% dei dipendenti che “è d’accordo” o “fortemente d’accordo” sul fatto che l’atmosfera in azienda sia oggi molto tesa 2. Olanda 29% 3. Danimarca e Repubblica Ceca 33% 4. Svezia 34% 5. Canada 36%.
Mentre l’Italia è nella media con una percentuale che si attesta attorno al 44%, i mercati dove si avverte maggiore tensione in azienda sono: 1. Stati Uniti con ben il 59% 2. India 56% 3. Ungheria e UK 51% 4. Francia 49% 5. Cina 48%.
-
Infine, in caso di perdita del posto di lavoro, i Paesi dove i dipendenti richiedono maggiormente alle aziende di offrire loro dei corsi di training e ri-qualificazione professionale per trovare una nuova occupazione, sono risultati:
1. Francia con l’80% degli intervistati che è “d’accordo” o “fortemente d’accordo” sulla necessità che siano le aziende a dover fornire corsi capaci di favorire il loro ricollocamento professionale, in caso di perdita del posto di lavoro 2. Olanda col 73% 3. Italia col 72% 4. UK 69% 5. Belgio, Olanda e Norvegia 67%.
Le ultime posizioni sono occupate da Giappone e Canada col 53%, dagli Stati Uniti (37%) e dalla Svezia col 35%.
“Nella prima rilevazione 2010 del Workmonitor – pur rimanendo incertezze sull’attuale scenario economico – assistiamo ad un ottimismo da parte dei lavoratori di India, Cina e Stati Uniti, tuttavia, anche per quanto riguarda l’Italia, i risultati sono incoraggianti. Interessanti i dati riguardanti la riqualificazione dei professionisti che hanno perso il proprio posto di lavoro, prerogativa che grazie alla Legge Finanziaria 2010 è stata ora attribuita in Italia anche alle Agenzie per il Lavoro. In Randstad abbiamo creato per questo motivo la nuova divisione Rentrée che mira a favorire il reinserimento nel mondo produttivo dei lavoratori colpiti da procedure di Mobilità, CIG o che hanno più di 50 anni” afferma Marco Ceresa, Amministratore Delegato di Randstad Italia.
Il Workmonitor Randstad
Dopo il successo dell'introduzione del Workmonitor nei Paesi Bassi nel 2003 e più recentemente in Germania, si è deciso di estendere l'indagine a 23 paesi in tutto il mondo comprendendo Europa, Asia-Pacific, e le Americhe. Il Workmonitor Randstad è pubblicato quattro volte l'anno, con l’obiettivo di analizzare a livello locale e globale, gli sviluppi e le tendenze del mercato del lavoro nel corso del tempo.
Lo studio quantitativo è condotto attraverso un questionario on-line su una popolazione di età compresa tra i 18 ed i 65 anni, con un minimo di 24 ore alla settimana di lavoro retribuito (non autonomi). Il campione è di 400 interviste per paese. L’istituto di ricerca è il Survey Sampling International. La prima tranche del progetto si è svolta tra il 21 gennaio ed il 9 febbraio 2010.
La mobilità e la soddisfazione
Le recenti aspettative dei dipendenti in tutta l'Asia sono collegate alle incertezze economiche presenti nei mercati locali e conducono ad un livello di soddisfazione dei lavoratori asiatici nei confronti del proprio datore di lavoro inferiore rispetto a quello di altri paesi. Un confronto: se solo il 6% dei lavoratori dipendenti cinesi e il 7% dei dipendenti giapponesi si ritiene 'molto soddisfatto' del rapporto con l’attuale datore di lavoro, queste percentuali raggiungono il 20% nel Regno Unito, il 24% in Australia e il 31% negli Stati Uniti. Il livello di soddisfazione lavorativa è più elevato, tuttavia, in Danimarca, in Norvegia e in Canada, dove oltre il 35% dei dipendenti si ritiene fortemente soddisfatto.
A proposito di RANDSTAD
| < Prec. | Succ. > |
|---|





Commenti
RSS feed dei commenti di questo post.