Se è vero che la chiave dell'interpretazione del linguaggio del corpo è dentro di noi, come si diceva nell'altro intervento, è vero anche che si possono fare numerosi esempi di generalizzazioni che aiutano a cominciare ad orientarsi in questo strano mondo.Premetto che non condivido nessun genere di standardizzazione dei comportamenti umani perché, a mio parere, snaturano l'unicità di ogni individuo.
In questo caso specifico fare degli esempi generici serve ad aiutare chi si avvicina per la prima volta a queste tematiche ad imparare i primi rudimenti soprattutto come "forma mentis" da adottare.
Prima di tutto una precisazione. Ogni gesto, come ogni parola, va considerata all'interno del contesto e mai isolata.
Prima di tutto una precisazione. Ogni gesto, come ogni parola, va considerata all'interno del contesto e mai isolata.
E poi ricordate, come amava dire Sherlock Holmes: "un indizio è un indizio, due indizi sono due indizi, tre sono una prova".
I gesti si possono dividere in innati o acquisiti e poi in consci o inconsci.
I primi sono quelli in genere strettamente legati alle emozioni più sincere di gioia, ilarità, tristezza, malinconia, rabbia, paura, etc. sono una specie di patrimonio genetico comune a tutta l'umanità.
Nel corso della vita impariamo poi tutta una serie di gesti che appartengono alla nostra cultura: il semplice si e no ad esempio.
Le altre due categorie dividono tutti i gesti sulla basa della nostra consapevolezza nel metterli in atto.
Le altre due categorie dividono tutti i gesti sulla basa della nostra consapevolezza nel metterli in atto.
Spesso infatti mandiamo dei micro messaggi al nostro interlocutore senza rendercene conto a livello cosciente.
Questo non significa però che chi abbiamo davanti non riesca ad interpretarli, anche a livello inconscio, e a rispondere di conseguenza.
Facciamo degli esempi dai più comuni ai più insoliti:
Incrociare le braccia o le gambe significa chiusura nei confronti della persona che abbiamo di fronte o dell'argomento.
Abbassare lo sguardo è indice di remissività.
Piegare leggermente il capo sorridendo è indice di interesse verso la persona che parla.
Per le donne toccarsi i capelli significa mostrare interesse, in realtà letteralmente mettersi in mostra.
Per gli uomini toccarsi la cintura o e tasche è un voler attirare l'attenzione sulla propria mascolinità.
Spostare il busto in avanti indica avvicinamento psicologico nei confronti di chi abbiamo di fronte.
Giocare con le proprie labbra nei modi più disparati indica interesse verso l'oggetto della conversazione se continuato indica interesse verso la persona che parla.
Grattarsi il naso significa che non si gradisce l'argomento, farlo ripetutamente significa che l'argomento o la persona che lo tratta ci mette veramente a disagio.
Agitare i piedi o le gambe esprime la voglia di andare via o uscire da una situazione.
Spolverare il tavolo o il blocconote che abbiamo davanti indica il non voler accollarsi la responsabilità.
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Commenti
credo che ogni nostra abitudine abbia un'origine. Quindi sono vere entrambe le cose: tu hai creato una posizione che ti facesse sentire a tuo agio ed ora questa posizione è diventata "normale". Ma resta sempre una posizione di chiusura nei confronti del mondo. Il mio consiglio è di provare a forzarti per modificarla... modificherai di conseguenza i tuoi rapporti interpersonali.
Roberta
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