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La prima impressione in un colloquio di lavoro





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Anche in un colloquio di lavoro la prima impressione è quella che conta. Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere? Anche questa volta la saggezza popolare insegna.

In America amano dire che non si ha una seconda occasione per fare una buona prima impressione. Niente di più vero. Infatti la prima impressione che abbiamo di una persona segnerà il nostro rapporto con lei in maniera indelebile. Ma non è tutto. E' dimostrato che la prima impressione si forma nei primi 10 secondi. In pratica non abbiamo neppure il tempo di parlare!

E allora da dove si forma? Dai messaggi non verbali che mandiamo. Il nostro cervello è in grado di registrarli, interpretarli in maniera rapidissima e di reinviarci le informazioni di cui abbiamo bisogno per "leggere" la persona che abbiamo di fronte.
La prima cosa che dovete sapere è che il nostro corpo non mente mai e lascia passare tutto quello che pensiamo o sentiamo attraverso il suo particolare linguaggio. Quindi come prima cosa ricordatevi di sorridere "dentro" ed essere "felici" del nuovo incontro. Questo messaggio passerà attraverso i vostri gesti e sarà interpretato come un "welcome" dalla persona che avete di fronte aumentando le vostre possibilità di fare una buona impressione.

Visto che ci siete, se riuscite, sorridete! Ovviamente deve essere un sorriso di cuore altrimenti non vale!

Guardate negli occhi la nuova persona. Questo dirà di voi che non avete paura di essere guardati dentro e soprattutto che avete voglia di conoscere il vostro interlocutore "veramente". Si dice che "gli occhi siano lo specchio dell'anima", di nuovo la saggezza popolare insegna.

A questo punto dovreste avere giusto il tempo per tendere la mano al vostro interlocutore. Stringere la mano, nella nostra cultura, è l'unico momento di contatto che è "permesso" con un semi-sconosciuto. Stiamo entrando nel suo spazio quindi facciamo molta attenzione ma allo stesso tempo "definiamo" la nostra identità. Una stratta di mano molle e indecisa dirà le stesse cose di noi. La stessa cosa vale per una stretta di mano forte e decisa e per tutte le sfumature intermedie. Dobbiamo decidere che impressione dare anche "forzando" un pochino la nostra personalità.

Ad esempio se sappiamo di essere molto timidi cerchiamo di ricordarci di stringere la mano con un po' di energia. Il nostro interlocutore si accorgerà della nostra timidezza ma anche del nostro controllo su di essa. e sicuramente la nostra immagine ne gioverà.


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Commenti  

 
0 #3 Roberta 2010-02-02 11:45
Ciao Anonimo, innanzitutto nessuno ha usato il termine "giudicare" perchè in effetti non si tratta di giudizio ma appunto di impressioni. Non dipende dalla nostra volontà ma è una "reazione" inconscia", una tecnica che il nostro cervello adotta per riuscire a capire velocemente con chi si ha a che fare. E non sto parlando della reazione cosciente, quella che avviene quando arriva il ragionamento (è bello , è brutto , mi piace, è vestito bene, ha dei begli occhi) ma la prima impressione di cui parlo si forma nei primissimi secondi prima ancora che la nostra mente cosciente possa decidere di dare un "giudizio". QUesta è la differenza: la nostra parte inconscia si fa solo "un'impressione" mentre la nostra parte cosciente giudica. Questo vale in ogni ambiente non solo in quello lavorativo. Quindi hai ragione quando dici che bisognerebbe avere il tempo di dimostrare quanto si vale. E' per questo che nasce il mio articolo per dare qualche spunto di riflessione su come imparare a fare una buona prima impressione per poter poi avere la possibilità di dimostrare quanto so vale.
Saluti
Roberta
 
 
0 #2 Guest 2010-01-31 11:47
Ritengo che le persone andrebbero giudicate per ciò che sanno realmente fare e, no per l'impressione che fanno, una persona che dà una bella imperssione ed in pratica non sà fare nulla è sicuramente controproducent e per un impresario, essere giudicati da chi poi? da uno che si basa solo sulla prima impressione? mah.
 
 
0 #1 Guest 2010-01-28 04:06
che ansia sta storia della prima impressione! ;-)
 

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