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Lavoro per disabili: tutela e consigli





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disabOggi il lavoro per un disabile, rispetto a qualche anno fa, gode di diverse tutele e incentivi. Le infrastrutture in Italia restano insufficienti ma sul fronte lavorativo sono state istituite delle Liste speciali e delle convenzioni che garantiscono ad un disabile qualche vantaggio rispetto al lavoratore tradizionale. Vediamo cosa sono.

Le liste speciali sono degli elenchi pubblici costituiti da una graduatoria unica che raggruppa tutte le disabilità e l’iscrizione a queste le liste è indispensabile per trovare un lavoro poiché il datore di lavoro deve prima di tutto dare precedenza a queste liste riguardo le assunzioni che avvengono per chiamata numerica.

A questo punto bisogna parlare di collocamento mirato che è un modo di valutare le capacità lavorative delle persone disabili per inserirle nel posto giusto, con una serie di criteri ad hoc appositamente studiati per le varie disabilità e attraverso il sostegno, analisi dei posti di lavoro, soluzione dei problemi connessi agli ambienti ( ovvero cercare di migliorare l’ambiente lavorativo consentendo al disabile di potervi accedere e lavorare senza problemi), il miglioramento delle relazioni interpersonali nei luoghi di lavoro.

L’accertamento delle condizioni di disabilità viene effettuato dalle commissioni tecniche formate da funzionari ed esperti del settore medico e sociale ed è costituito a livello provinciale. Nonostante ci siano numerose leggi a tutela e garanzie per il lavoro dei disabili, il mercato del lavoro tende comunque a tenerli ai margini ed è opportuno far valere sempre i propri diritti e non smettere mai di prendere le misure necessarie per l’inserimento dei lavoratori di questo tipo nelle aziende private o pubbliche. Ecco le principali normative che riguardano il lavoratore disabile:

innanzitutto la normativa indica quali soggetti possono stipulare convenzioni per favorire l’inserimento di persone disabili nelle varie realtà lavorative in base alla legge 68/99. Queste convenzioni si possono stipulare tra i Centri per l’impiego e le cooperative sociali, consorzi, organizzazioni di volontariato, enti pubblici e privati e per tutte le convenzioni di inserimento lavorativo e di integrazione lavorativa è il datore di lavoro che deve manifestare l’intenzione di stipulare il contratto presso il Centro per l’Impiego, con tutte le modalità riguardo i tempi e i criteri di assunzione. Quest’ultima può essere richiesta su nominativo anche integralmente grazie alla convenzione e si possono inoltre svolgere tirocini formativi di 12 mesi, contratti di lavoro a termine, periodi di prova più lunghi rispetto a quelli previsti dal CCNL e le convenzioni prevedono anche la supervisone delle mansioni e del loro svolgimento, il tutoraggio e il sostegno, verifiche periodiche sull’ andamento professionale. Previste anche agevolazioni economiche ( art13 L.68).

Nel settore pubblico possono essere assunti i lavoratori con disabilità a partire dai 15 anni fino all’età pensionabile. Quando non c’è un concorso si provvede per chiamata numerica in base alle Liste Speciali. Riguardo poi il settore privato, oltre all’equiparazione del Contratto di lavoro con quello nazionale, il datore non può chiedere al lavoratore disabile mansioni non compatibili con la sua disabilità. Tutto ruota intorno ai Centri per l’impiego territoriali, ovvero gli ex uffici del collocamento cui necessariamente occorre rivolgersi. Riassumendo le leggi a tutela delle disabilità,, da cui abbiamo attinto sinteticamente sono le seguenti: la citata Legge n° 68 del 12 marzo 1999, (Convenzioni). Decreto del Presidente della Repubblica del 10 ottobre 2000, n° 333. ,circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n° 4 del 17 gennaio 2000.

Infine, colgo l’occasione, sperando che siano graditi, di dare alcuni consigli per cercare e soprattutto mantenere un posto di lavoro, conquista importantissima per chiunque e a maggior ragione per un lavoratore disabile: rivolgersi subito ad un centro per l’impiego di competenza territoriale e iscriversi alle liste speciali, informarsi attentamente sulle convenzioni e seguire corsi di aggiornamento e formazione che spesso molte associazioni di volontariato e non solo organizzano. E’ anche possibile, per chi ha problemi di spostamento, conseguire una laurea on line, assicurandosi delle serietà e attendibilità della stessa. La conoscenza dell’informatica e di una lingua o più lingue straniere ovviamente è importantissima.

E soprattutto restare aggiornati sui propri diritti restando in contatto continuo con il sindacato di categoria. Per finire volevo segnalare un’iniziativa di questi giorni, con scadenza domenica 11 ottobre e riguarda la Campagna per dare lavoro alle persone Down il cui testimonial è l’attrice Carla Signoris basata su un’indagine che svela che su un campione di 1167 maggiorenni con questa patologia solo il 10% ha un contratto di lavoro regolare e l’8% sta svolgendo un tirocinio formativo. Si prevede il finanziamento di numerosi progetti di tutte le 80 associazioni che fanno capo al Coordown ( Coordinamento nazionale delle associazioni di persone con la sindrome di Down ) con vendita in numerose piazze italiane di cioccolato equo e solidale.


Maggiori informazioni:

www.coordinamentodown.it

http://www.solidarietasociale.gov.it/SolidarietaSociale/tematiche/Disabilita/



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Commenti  

 
0 #9 gioia 2012-01-17 01:29
La legge 68/99 è sempre stata una fregatura per il lavoratore disabile ma un vantaggio per la ditta in quanto quest'ultima viene sovvenzionata dallo Stato per un periodo trascorso il quale, possono deliberatamente le aziende decidere di lasciarti a casa senza neanche alcuna spiegazione.
 
 
0 #8 giancarlo 2011-02-28 10:09
volevo sapere delle informazioni sono assunto con una cooperativa da anni a tempo indeterminato e ora anno cambiato il mio contratto a un contratto a 3 mesi perché anno cambiato cooperativa lo potevano fare e io sono assunto come invalido civile al 75 x cento ora che sono a 3 mesi posso mandarmi via visto che sono invalido e se possono per quale motivo posso mandarmi via aspetto vostre risposte grazie
 
 
+5 #7 Gabriele 2009-10-26 20:28
Buonasera. Ho bisogno di una informazione e ritengo che siate i più competenti per potermela dare. Ho 52 anni e un'invalidità del 50%. Sono in procinto di iniziare un nuovo rapporto di lavoro alle dipendenze di una ditta commerciale. Non vengo assunto come lavoratore iscritto alle categorie protette, bensì come un dipendente "normale". Il quesito che Vi sottopongo è questo: sono obbligato ad informare il mio nuovo datore di lavoro della mia invalidità? Posso andare incontro a problemi in futuro? Vi ringrazio anticipatamente per ciò che potrete fare per me e Vi saluto cordialmente. Gabriele
 
 
-1 #6 Federica 2009-10-13 19:08
Il tuo articolo è molto dettagliato e velido, copmlimenti.
Ho sempre visto, in effetti, nei concorsi una sezione dedicata solo agli invalidi.
 
 
0 #5 Andromeda 2009-10-09 21:47
Infatti questo non si potrebbe fare per legge perchè si tratta di una discriminazione , ma nessuno fa causa a questi signori e le inserzioni di lavoro sono spesso scorrette oltre che "imperfette". Comunque, se hai le qualità giuste, la perseveranza e soprattutto se usi tutti i canali possibili qualcosa di buono arriverà, ci puoi scommettere:-)
 
 
+1 #4 Emma 2009-10-09 20:47
consigli molto utili. Grazie
 
 
+1 #3 socialmente disabile 2009-10-09 20:44
in una società moderna non si dovrebbe nemeno parlare di diritti dei disabili. Ma in Italia, che è un paese tutto speciale, ce sicuramente bisogno di liste speciali!
 
 
+1 #2 AbilmenteQuasiInutile 2009-10-09 20:02
Io un pò ho girato il globo terrestre, mai quanto avrei voluto, ma in quei posti che ho visitato il bisabile vero è chi non si rende conto della sua specie, quelli invece hanno dei problemi fisici dovut ai loro geni, possono condurre una vita NORMALE. Non hanno barriere architettoniche , possono salire e scendere da un mezzo pubblico e non sentono più di tanto il disagio che la gente closed mind gli arreca.
Questa questione mi tocca in prima persona, avevo una zia spastica che si è inventata un nuovo linguaggio pur di non essere parte di quella società che la derideva o la denigrava. Italia mia, siamo ancora alla preistoria!
 
 
+2 #1 Umberto 2009-10-09 19:03
Fa piacere vedere che piano piano si cominciano a rispetare in Italia i diritti dei disabili. Tuttavia io penso che la vecchiaia e forse la pegiore disabilità che esista in Italia... al meno io con 38 anni devo rinunciare al 50% delle offerte di lavoro per la mia ettà. Questo in altri paesi si conosce come discriminazione . Per essempio, negli Stati Uniti mai vedrai un annuncio di lavoro che ti dica ettà massima 32 anni. Per un'annuncio del genere ti fanno una causa gigante.
 

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