Aprire un asilo nido a casa propria

 

 

 

Il Tagesmutter ( mamma di giorno) è l’asilo nido in famiglia e viene da un’idea partita e diffusasi nel Nord Europa e in particolare in Scandinavia. In pratica, una mamma con uno o più figli, mette a disposizione la sua casa e accoglie altri bambini di mamme che lavorano e/o non possono accudirli, nutrendoli e accudendoli in un orario diurno prestabilito.

L’idea è a dir poco geniale in quanto il sogno di tutte le mamme, alla ripresa del lavoro, è quello di lasciare il proprio bambino nelle mani di una persona affidabile e affettuosa, preparata. Non tutti infatti possono contare su baby sitter bravi o nonni disponibili e spesso le attese per trovare posti negli asili pubblici sono snervanti e non è detto che il posto si trovi.

 

In Italia i nidi famiglia si stanno diffondendo sempre di più. L’idea si è estesa in molti paesi europei e il “collaudo” in Italia esiste ormai da 15 anni, inoltre le mamme che affidano i loro figli ai nidi famiglia sono entusiaste. Le prime regioni ad aprirsi ai nidi famiglia sono state il Trentino ( Trento e Bolzano) e in seguito il modello di asilo in famiglia sei è diffuso in tutto il nord Italia, soprattutto in Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. Oggi alcuni di questi asili famiglia sono presenti anche al centro e al sud. Questa idea nasce non solo dalle esigenze delle mamme di lasciare in custodia i bambini a degli asili affidabili, ma anche dalla crisi e dall’esigenza di trovare un lavoro diverso. Le normative variano da regione a regione, ecco i requisiti necessari per poter aprire un nido famiglia:

 

Prima di tutto il nido famiglia, svolto da una persona nella sua abitazione, si rivolge a bambini dai 3 ai 36 mesi che non devono essere più di 4 o 5 per educatrice. Questo è importante per garantire loro l’attenzione necessaria e l’assistenza simile a quella che una madre rivolge al proprio figlio. Il numero può variare a seconda della regione, ad esempio, in Abruzzo, il numero dei bambini può salire fino a 10. Il nido può essere aperto in una casa di proprietà, affitto o comodato d’uso, in locali condominiali comuni o in saloni parrocchiali o comunali. Tutti gli ambienti devono necessariamente rispettare i canoni di sicurezza e di igiene per l’incolumità dei bambini, devono essere luminosi e pulitissimi, ben areati e senza pericoli, gli impianti a gas e ed elettrici devono essere a norma e sicurissimi, con prese di corrente protette.

Gli spazi dedicati ai bambini devono essere di almeno 4 mq a testa, se si trovano all’interno di un’abitazione privata non devono interferire con gli spazi abitativi. I bambini devono avere la possibilità di gattonare, giocare, e interagire in libertà e serenità. In alcune Regioni si predispone anche la necessità o meno di avere degli spazi esterni per farli giocare.

Gli orari sono in genere stabiliti dalle famiglie anche se la normativa regionale fissa un limite orario. Ad esempio in Piemonte e in Toscana il tetto è fissato in 4 ore, in Puglia 6, nelle altre regioni si può arrivare anche ad un massimo di 10 ore. La responsabile del nido famiglia deve proporre un vero e proprio piano didattico ed educativo in cui si propongono lavori attività adatti alle varie età dei bambini, pittura, disegno, modellaggio e attività ludico-didattiche finalizzate all’apprendimento.

Per aprire un Tagesmutter, ovvero un nido famiglia, serve innanzitutto un titolo di studio. Chi vuole aprire un nido del genere deve aver frequentato dei corsi di formazione finanziati dalla Regione e deve avere fatto un certo numero di ore di tirocinio, cosa che accade in Lazio, Veneto e Liguria, pur senza la necessità del titolo di studio. Per le educatrici vere e proprie ci vuole un diploma di liceo socio-psicopedagogico, magistrale, per dirigente di comunità, assistente per l’infanzia, o laurea in Scienze dell’Educazione. La laurea è necessaria nelle regioni Friuli Venezia Giulia, Puglia, Toscana e Marche.

Si deve poi presentare il progetto al Comune di residenza e all’Asl che deve dare la comunicazione di avvio, qui si devono anche compilare i relativi moduli con dati anagrafici, orari dell’attività, descrizione del servizio con copia allegata del progetto educativo. Per svolgere un’attività del genere si può anche formare una Cooperativa, aperta da un gruppo di persone che devono poi per legge figurare come ditta artigiana o associazione in partecipazione. La legge tutela in rapporti tra le educatrici e i genitori. Se l’asilo è aperto da una ditta privata si stipula un contratto di prestazione di servizi. Se la struttura è di una famiglia si stipula una scrittura privata con gli accordi tra le famiglie associate. Le Regioni possono prevedere anche dei contributi con appositi bandi, utili alla ristrutturazione e organizzazione dei locali, i cui fondi derivano da fondi nazionali della Comunità Europea per l’infanzia o l’adolescenza.

Le rette che si possono richiedere vanno dai 300 ai 600 euro mensili, ma la quota cambia a seconda di dove è situato il nido famiglia e dal numero di bambini che accoglie.

Se volete dedicarvi a questa attività dovete avere molta passione per il mondo dell’infanzia, doti di pazienza e responsabilità ma un po’ d’esperienza non guasta oltre ai titoli necessari. Se poi disponete anche di uno spazio adatto e avete voglia di mettervi in gioco, allora potete anche cominciare seriamente a mettere su un bellissimo nido famiglia.

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Per chi volesse un supporto nell'avvio dell'attività segnaliamo il Kit Creaimpresa (da noi valutato e ritenuto veramente valido):

Come aprire un asilo nido

Autore: 

Giornalista specializzato in tematiche del lavoro e dell'occupazione

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