Aprire partita iva: normative, procedure ed agevolazioni 2012

In un momento di crisi come quello che ora sta attraversando il nostro Paese, molte persone, avendo perso un posto di lavoro dipendente, non riuscendo a trovarne uno o semplicemente per il desiderio di realizzare un sogno, raccolgono la sfida del mercato e decidono di aprire un’attività in proprio.

Ogni inizio di attività, presenta degli adempimenti fiscali, normativi e previdenziali che devono essere assolti e le norme variano in base al settore in cui s’intende operare.

Che vogliate intraprendere una carriera come liberi professionisti, commercianti o artigiani, il primo passo da compiere riguarda l’apertura della Partita Iva.

Partita Iva come libero professionista: apertura e costi.

Il libero professionista è un lavoratore che, attraverso vari percorsi di studi (laurea, corsi formativi, master ecc.) ha acquisito una professionalità e la pone al servizio dei propri clienti sotto forma di prestazioni professionali senza porre in essere con questi, rapporti di lavoro subordinato. Ci sono anche delle categorie professionali che prevedono l’iscrizione in specifici Albi Professionali (Consulenti del Lavoro, Dottori Commercialisti ecc.), acquisendo così lo status di “professionista protetto“.

 

Il Libero Professionista che intende esercitare la propria professione, entro 30 giorni dall’inizio attività deve:

- Presentare presso l’Agenzia delle Entrate competente per Provincia, la richiesta di attribuzione del numero di Partita Iva.

- Iscriversi alla Gestione Separata dell’Inps (docenti, periti informatici) ovvero, se esistente, presso la Cassa Previdenziale del proprio Ordine (Consulenti del Lavoro, Dottori Commercialisti).

- Aprire una posizione Inali qualora si abbiano dei dipendenti (altrimenti non serve).

Per quanto riguarda l’apertura della Partita iva, basta scaricare, compilare e consegnare all’Agenzia delle Entrate il modello preposto, corredato del Codice Atecofin corrispondente alla propria professione e il Regime Fiscale applicato (ordinario o agevolato); in alternativa, ci si può avvalere della collaborazione di un commercialista che predisporrà e invierà la richiesta per vostro conto (ovviamente dietro corrispettivo!).

L’apertura della partita iva, (eccetto i costi del commercialista) è un’operazione totalmente gratuita, ovviamente, dal momento della sua apertura, scatta per il libero professionista l’obbligo di pagare le tasse.

Occorre specificare che nel settore dei liberi professionisti, il Governo Monti sta cercando di dare una stretta al fenomeno delle “finte partite iva”, ossia rapporti di lavoro subordinato, celati sotto le mentite spoglie di collaborazioni professionali al fine di pagare meno tasse.

La Riforma del Lavoro prevista dall’attuale Governo, prevede che le collaborazioni professionali dovranno essere trasformate in contratto di lavoro subordinato, nel caso in cui: si protraggono per oltre 6 mesi, prevedono l’obbligo per il professionista di svolgere la propria attività presso la sede del committente e se il professionista svolge la propria attività principalmente per un unico committente.

Gli Oneri Previdenziali, invece, variano a seconda che esista o no una Cassa Previdenziale Specifica.

Nel caso in cui esista la Cassa Previdenziale, il professionista è assoggettato alla contribuzione prevista da quest’ultima (solitamente pari al 2% dell’importo indicato in parcella addebitato al cliente più una percentuale da applicare al reddito netto).

Nella seconda ipotesi invece, si applica la contribuzione previdenziale prevista dalla Gestione Separata Inps con un’aliquota (2012) pari al 27,72% fino al raggiungimento di un massimale per il 2012 pari a euro 93,622.

E’ previsto anche un caso intermedio ravvisabile nel caso in cui il Professionista svolga sia lavoro autonomo sia lavoro dipendente. In tal caso dovrà versare il 18% del reddito prodotto come lavoro autonomo, fatta salva la possibilità di applicare e addebitare in fattura al cliente il 4% del contributo previdenziale INPS.

Inquadramento fiscale del professionista – Adempimenti fiscali

Ai fini fiscali, il libero professionista a regime ordinario ha alcuni obblighi tra cui i principali sono:

- Liquidazioni periodiche dell’Iva (mensile o trimestrale) da versare entro il 16 del mese o trimestre successivo;

- Pagamento Acconto IVA entro il 27-12 di ogni anno;

- Comunicazione Iva Annuale per via telematica;

- Invio Telematico Dichiarazione dei Redditi (Unico);

Tenuta registro Iva in cui dovrà annotare anche le operazioni esenti (acquisto valori bollati).

Ai fini iva, si deve precisare che il Decreto Salva Italia ha previsto, dal 1 ottobre 2012, l’aumento dell’aliquota Iva che sale di due punti percentuali raggiungendo la quota del 23%.

Aprire una partita iva come Commerciante o Artigiano.

Volendo definire queste due figure, possiamo affermare che:

L’artigiano è chi esercita professionalmente, personalmente e in qualità di titolare l’impresa artigiana che ha, come scopo prevalente, la produzione di beni, semilavorati e la prestazione di servizi;

-  Il commerciante è un operatore economico che in modo professionale acquista e rivende beni a scopo lucrativo.

Per gli artigiani e commercianti, le norme di apertura della Partita Iva sono le stesse citate per i liberi professionisti; gli adempimenti aggiuntivi, riguardano soltanto l’iscrizione alla Camera di Commercio (C.C.I.A.A.) e l’iscrizione all’Inail che in questo caso sono obbligatorie. Dal 01/04/2010 è possibile usufruire della ComUnica che, come si evince dal nome stesso, è una comunicazione unica cumulativa da inviare telematicamente al registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, che provvederà poi a diramare la comunicazione all’Inps, all’Agenzia delle Entrate e all’Inail.

Gestione Inps Commercianti e Artigiani

Per quanto riguarda l’aspetto previdenziale, gli artigiani e i commercianti hanno l’obbligo di iscriversi presso l’apposita Gestione Inps Artigiani e Commercianti e sono tenuti al versamento dei contributi dovuti. Ai fini del calcolo contributivo è previsto un minimale che, per il 2012 (Circolare Inps n.14 del 03-02.2012) è fissato in euro 14.930.

Per redditi conseguiti nell’anno, fino a tale importo quindi, i contributi dovuti saranno pari a euro 3.187,53 per gli artigiani (compreso il contributo per la maternità) e 3.200,96 per i commercianti.

Qualora il reddito annuo, superi tale minimale, sarà previsto un contributo aggiuntivo calcolato, applicando sulla parte eccedente le corrispondenti aliquote:

-artigiani 21,30% fino a euro 44.204;

22,30% per redditi da 44.205 fino a 73.673;

-commercianti: 21,39% fino a euro 44.204;

22,39 per redditi da 44.205 fino a 73.673.

I contributi minimi si pagano mediante mod.F24 con scadenze fisse (16 maggio;16 Agosto; 16 Novembre; 16 Febbraio), mentre i contributi calcolati sulla parte eccedente il capitale minimo si pagano in occasione del termine previsto per il pagamento dell’irpef e sono corrisposte a titolo di: saldo, primo acconto e secondo acconto.

Adempimenti fiscali artigiani e commercianti

Gli adempimenti fiscali principali riguardano:

- Emissioni di fatture per la cessione dei beni e la prestazione di servizi (nel caso di soggetti privati si usa lo scontrino fiscale o la ricevuta).

- Liquidazioni Periodiche dell’Iva;

- Comunicazione annuale Iva;

-Dichiarazione Iva da presentare unitamente al modello Unico in fase di Dichiarazione dei Redditi.

Ditta individuale o Società

Finora abbiamo affrontato l’argomento, trattando come riferimento una Ditta Individuale, ma spesso, quando si sta per iniziare un’attività in proprio, un dubbio ricorrente è proprio quello relativo alla forma da dare alla propria attività. Sull’argomento relativo ai vantaggi e svantaggi derivanti dalla scelta di forma societaria torneremo in seguito, per ora limitiamoci ad affermare quanto segue:

All’interno del nostro sistema economico possiamo distinguere 4 macroaree:

- Ditta Individuale

- Società di Persone (Società semplice, società in accomandita semplice, società in nome collettivo);

- Società di Capitali (Società a responsabilità limitata, società per azioni e società e società in accomandita per azioni);

- Società Cooperative: caratterizzate dallo scopo mutualistico anziché lucrativo.

Agevolazioni per sostenere l’imprenditoria giovanile, femminile e classi svantaggiate.

Soprattutto in accoglimento delle ultime disposizioni normative, sono state proposte su più fronti, molte agevolazioni volte a stimolare l’avvio dell’imprenditoria giovanile. A tal proposito è d’uopo parlare della nuova forma societaria prevista dal Decreto sulle Liberalizzazioni (articolo 2463 bis): La società a responsabilità limitata semplificata.

Srl Semplificata

L’elemento essenziale per costituire una S.r.l. Semplificata è l’età inferiore ai 35 anni di tutti i soci (o dell’unico socio). Questa forma societaria, pur conservando tutte le agevolazioni tipiche delle S.r.l. non si costituisce mediante Atto  Notarile, basta riportare su di un semplice foglio gli elementi fondamentali, sottoscrivere l’Atto e depositarlo presso il Registro delle Imprese entro 15 giorni. Il Capitale Sociale può essere anche pari a un euro e può addirittura essere soltanto sottoscritto e non versato. Tale forma societaria esiste finché tutti i soci (o l’unico socio) mantengono l’elemento fondamentale dell’età, in seguito i soci dovranno convocare un’assemblea e deliberarne la trasformazione in S.r.l. Ordinaria.

Regime dei minimi

Anche in questo caso l’attenzione del Governo è rivolta ai giovani imprenditori. Questo regime agevolato, infatti, prevede una tassazione forfettaria (Irpef-Irap-Iva) pari al 5% e se si possiedono tutti i requisiti, può essere utilizzata o per un massimo di 5 anni o fino al compimento dei 35 anni. Per cui se per esempio un giovane imprenditore ha 25 anni, potrà usufruire di tale regime agevolato per 10 anni! Ne abbiamo parlato dettagliatamente alcune settimane fa: Regime contribuenti minimi 2012

Anche dalle varie Regioni, giungono liete notizie per quanto riguarda le agevolazioni rivolte all’imprenditoria giovanile, femminile e delle classi svantaggiate. A titolo esemplificativo citiamo la Regione Toscana e l’Emilia Romagna.

In Toscana, infatti, c’è tempo fino al 30/04/2015 ovvero fino a esaurimento dei fondi per far domanda di partecipazione all’agevolazione “Fare Impresa”. Le agevolazioni, previste per le Imprese costituite da:

giovani con età compresa tra i 18 e i 40 anni;

donne senza limite di età;

lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali.

sono ravvisabili in prestazioni di garanzia per prendere finanziamenti, riduzioni tassi d’interesse su finanziamenti e leasing e assunzione di partecipazioni di minoranza nel capitale dell’impresa.

Anche l’Emilia Romagna, infine, sostiene l’imprenditoria femminile con il progetto Start Up (fino al 15 maggio 2012), messo in atto dalla C.C.I.A.A. di Rimini e che consiste nel concedere alle Società in cui la maggioranza delle quote societarie è detenuta dalle donne e nelle imprese che hanno una donna per titolare, dei contributi finalizzati a favorire la nascita di nuove start up sul Territorio.

Autore: 

Giornalista specializzato in tematiche del lavoro e dell'occupazione

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